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il FASCINO dei nano ACQUARI

il fascino dei nano acquari

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art. del dott. Daniele Martarelli

Da qualche anno ormai la moda dei nano acquari ha conquistato anche l’Italia e alcune analisi di mercato suggeriscono che il crescente trend non abbia ancora esaurito il suo potenziale.
Con il termine “nano” ci si riferisce a piccoli acquari di acqua dolce con volume compreso tra 10 e 60 litri circa anche se i modelli più comuni sono quelli intermedi, con capacità di 25-30 litri. I corrispondenti marini sono definiti nano reef; richiedono un po’ più di esperienza e necessitano di accessori e materiali per l’allestimento leggermente più costosi.

Ma perché i nano acquari stanno riscuotendo così tanto successo? Prima di tutto perché sono bellissimi e il design, in un hobby che fa dell’estetica il suo principale punto di forza, è tutto. I vetri ultra chiari privi di giunzioni sulla parte frontale e in molti modelli la mancanza di profilati che appesantiscono la struttura li rendono un elegante oggetto decorativo in grado di ravvivare qualsiasi ambiente e attirare anche il profano. Date le ridotte dimensioni possono essere sistemati ovunque, dal bagno alla stanza da letto, in cucina o in ufficio sopra la scrivania. Il verde delle piante armonizzato al marrone delle rocce e ai colori vivaci di qualche allegro gamberetto non lascia indifferente nemmeno il soggetto meno interessato.

In questo video 35 litri con betta splendens e altri pesci.

Altra ragione molto importante che spinge molti acquirenti a orientarsi verso i nano acquari è la loro semplicità. Chi non conosce qualcuno che ha acquistato un acquario che nel giro di poco tempo è stato richiuso nello scatolone perché tutti i pesci erano morti o le alghe avevano preso il sopravvento o ancora perché troppo complicato da gestire? I nano acquari richiedono poco tempo, vengono venduti già completi di accessori, e in caso di difficoltà gravi si può iniziare daccapo senza spendere troppa fatica e soldi.

Terza e ultima ragione: il prezzo. Un nano acquario completo di accessori, anche il più chic, è alla portata di chiunque abbia deciso di spendere qualche soldo in una vasca. Un modello da 30 litri completo di accessori su internet è possibile acquistarlo al prezzo di 60 - 110 euro, secondo la ditta.

A conferma di quanto detto, una recente ricerca condotta da una nota azienda produttrice di acquari ha indicato chiaramente che, soprattutto le donne, sarebbero molto interessate a ospitare nella propria casa un acquario ma la convinzione che sia difficile e costoso ne frena l’acquisto.

Fino a qualche anno fa era molto difficile mantenere un ecosistema complesso in piccoli spazi. Il principio secondo cui più piccolo è l’acquario e più facilmente subisce eventuali alterazioni è sempre valido ma oggi, seguendo semplici regole e utilizzando lampade e filtri di piccole dimensioni, è possibile mantenere l’acqua entro parametri ottimali per lo sviluppo di piante e animali anche in spazi ristretti e senza compromettere l’estetica.

nano acquario

Quali sono queste regole principali?
1) Scegliere la giusta posizione. Deve essere evitata l’esposizione diretta ai raggi solari e la vicinanza a fonti di calore (ad esempio i termosifoni). Inoltre sono necessari una presa di corrente ed un piano di appoggio stabile e orizzontale.
2) Scegliere gli accessori (filtro, lampada e riscaldatore) adatti. Come dicevamo però i kit in commercio forniscono tutto il necessario per non sbagliare.
3) Allestire e maturare l’acquario con calma, scegliendo piante e animali idonei. Gli abitanti ideali di un nano acquario sono i gamberetti, granchi e chiocciole acquatiche. Per chi preferisce i pesci, è opportuno scegliere i modelli di maggiori dimensioni (30-60 litri). Primo perché bisogna fornire loro il giusto spazio per nuotare e secondo perché i pesci hanno un metabolismo veloce e potrebbero facilmente alterare i valori dell’acqua.
4) Alimentare gli animali con poco cibo e regolarmente eliminare gli avanzi e le parti di piante danneggiate e sciupate.
5) Cambiare circa 1/3 dell’acqua tutte le settimane aggiungendo il biocondizionatore.
6) Usare un fertilizzante per le piante stando però molto attenti perché molti invertebrati non sopportano la fertilizzazione.
7) Quando necessario pulire il fondo e i vetri.

nano acquario

L’allestimento del fondo e delle decorazioni è molto semplice e nel dubbio è possibile far riferimento ad alcuni kit anche per questi materiali; su internet si trovano inoltre numerose indicazioni.
La scelta delle piante e degli animali va valutata invece più attentamente perché è determinante nella riuscita del nostro progetto.

Piante
Scegliere le piante giuste è molto importante e da esse dipende il corretto funzionamento del vostro acquario. Le piante assorbono i prodotti della decomposizione dei detriti e degli escrementi degli animali ai quali in cambio forniscono l’ossigeno necessario per la respirazione. Impediscono inoltre lo sviluppo di alghe e creano nascondigli per gli animali. Sulle piante inoltre, soprattutto sui muschi, crescono alghe e piccoli organismi di cui si nutrono i gamberetti.
È opportuno ricorrere a piante poco esigenti, che richiedono una luce non troppo intensa e con velocità di crescita medio - lenta.
I muschi, tipo quello di Giava, non devono mancare e i vostri gamberetti ameranno pascolare sulle loro foglie. Questi vegetali hanno bisogno di poca luce e non sono esigenti in termini di temperatura e sostanze nutritive; in poche parole la scelta ideale.
Piccole criptocorine e anubias sono adatte per il primo piano mentre per il secondo piano e per nascondere filtri e riscaldatore si possono scegliere piante di maggiori dimensioni; magari a crescita leggermente più veloce per incrementare il prelievo di nitrati e altre sostanze che oltre un certo limite possono diventare tossiche. Tra le specie segnaliamo la Rotala rotundifolia, la Ludvigia mullertii, la Hygrophila polysperma e la Vallisneria spiralis.
Infine, pigne d’Ontano e foglie di Catappa vi aiuteranno a mantenere in salute la vasca perché abbassano il pH e rilasciano sostanze antibatteriche e antifungine.

In questo video: allestimento nano acquario di Oliver Knott

Pesci
Se avete acquistato un 30 litri potete provare ad inserire qualche pesciolino ma con 60 litri ci si può sbizzarrire meglio. Le specie adatte sono naturalmente di piccole dimensioni ed è possibile scegliere fra diverse varietà facili da allevare ed economiche.
In una vasca di 30 litri potete ospitare un maschio di Betta Splendens. Questi pesci vengono (purtroppo) spesso mantenuti in contenitori molto più piccoli e sopravvivono perché respirano l’aria. Questo pesce è bellissimo ma vi limita molto perché attaccherà i gamberetti e in alcuni casi anche gli altri pesci.
In alternativa si può scegliere tra piccole rasbore, Danio Rerio, Neon, Guppy (gli Endler sono minuscoli) e altri poecilidi: tutte specie facilmente adattabili. Quanto al numero bisogna ricordare che il popolamento di una vasca è considerato normale con 1 cm di pesce per 2- 3 litri d’acqua. Un Guppy di 2 cm richiede 4-6 litri e quindi in 30 litri ne potete mettere al massimo 3 coppie. Questi parametri vanno presi con le pinze perché con vasche così piccole possono essere poco attendibili. È quindi consigliabile iniziare con 2-3 pesci e monitorare l’andamento della vasca prima di decidere se aumentarne il numero. Un altro problema sarà invece provvedere alla numerosa prole che produrranno.

Red Crystal (Caridina cf. cantonensis)
nella foto
Red Crystal (Caridina cf. cantonensis)

Cambarellus
nella foto granchio d
el genere Cambarellus

Gamberetti e granchi
Le caridine e le neocaridine stanno spopolando in questo periodo e il numero di appassionati è in continua crescita. Sono gli abitanti ideali dei nano acquari dove, rispettando le dovute proporzioni fra numero di individui e litri d’acqua, trovano le giuste condizioni di vita anche ai volumi più piccoli.
Alcune neocaridine sono più facili da allevare e si riproducono più velocemente. Facilissima è l’ormai inflazionata Red Cherry (Neocaridina heteropoda “Red”), mentre la Red Crystal (Caridina cf. cantonensis) è leggermente più difficile ma molto apprezzata. Altre neocaridine molto belle sono le Sakura, le Yellow e le White Pearl. Tra le caridine più amate e conosciute invece, oltre alla Red Crystal, ci sono le diverse mutazioni di Tiger e le Crystal Black.
I granchi di fiume più adatti sono quelli nani, del genere Cambarellus. Raggiungono i 4-5 cm di dimensioni e possono essere ospitati in vasche da 25-30 litri. I granchi del genere Cherax raggiungono dimensioni maggiori e in un acquario di 60 litri possiamo ospitarne al massimo una decina. Inoltre è sempre bene inoltre introdurli a coppie e bisogna stare attenti alle evasioni.

Anentome helena,  lumaca killer
nella foto Lumaca killer (Anentome helena)

Chiocciole
Le chiocciole possono essere molti utili perché contribuiscono a mantenere pulito l’acquario, vetri compresi. Si nutrono di alghe e detriti quindi per il cibo possono competere con i gamberetti.
La lumaca zebra, (Vittina coromandeliana) difficilmente infastidisce le piante e preferisce alghe e resti di cibo. Molto utile è la Lumaca corona (genere Clithon) perché ama particolarmente ripulire i vetri dalle fastidiose alghe. Le chiocciole convivono tranquillamente con i gamberi e con i granchi di piccole dimensioni.
Se avete il problema inverso, e cioè si sono sviluppate numerose lumachine cui invece piace assaggiare le vostre piante, allora potete inserire la ormai diffusa Lumaca killer (Anentome helena) che, come indica il nome, si nutre appunto di altre lumache.

Breve biografia dell'autore dell'articolo: Daniele Martarelli si laurea in Biologia, indirizzo bio-ecologico, nel 1998, ma la sua passione per la natura si manifesta fin da bambino. Il lavoro l’ha portato verso altre strade, ma ha sempre coltivato il suo interesse per l’acquariofilia e l’erpetofilia e nelle sue vasche ha allevato di tutto, dagli insetti ai serpenti. È un grande appassionato di ecosistemi di acqua dolce e in particolare degli anfibi italiani. Da anni frequenta alcuni stagni marchigiani e studia il comportamento dei tritoni crestato, punteggiato e italico. Per contattare il dott. Daniele Martarelli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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