Newsletter di Acquariofilia Italia

QUANTO COSTA UN ACQUARIO? DUBBI E LUOGHI COMUNI

Di Enzo Alibrandi
Questa domanda se la pongono in molti ma non sempre si riceve una risposta concreta a tale domanda; sicuramente l’acquariofilia è un hobby per molti e si sa che gli hobby “costano” ma spesso, sul web o su altre fonti, si creano dubbi e incertezze che fanno si che l’ipotetico acquariofilo decida di dedicarsi a qualcos’altro in quanto spaventato dalle mille risposte (spesso davvero esilaranti) che si ricevono dopo aver domandato quanto costa allestire e soprattutto mantenere un acquario. Da un punto di vista personale, date anche le mie esperienze passate con il dolce e il marino posso dire che, tali costi, possono essere determinati da due fattori:

- Dimensione della vasca che si vuole realizzare
- tipologia di ambientazione da ricreare al suo interno

Con questo articolo si vuole far chiarezza su questo aspetto, tranquillizzando per certi aspetti chi volesse intraprendere questo magnifico hobby anche se, a mio parere, avere un acquario è la stessa cosa che avere un gatto o un cane o altro, con tutte le cure che ne richiede.



L’acquario
Prima di tutto è bene dire come la maggior parte delle spese a mio avviso sono tutte incentrate nell’acquisto della vasca e delle sue parti tecniche. Bisogna rendersi prima di tutto conto che acquistare una vasca dimensioni sostenute comporta non pochi sacrifici economici sia perché una vasca grande significa muovere grandi quantitativi d’acqua e, di conseguenza, consumi elettrici elevati che ne derivano per questa operazione e sia per costi di allestimento interno e, in seguito, gestione dell’intero sistema. E’ sempre bene trovare un compromesso a mio avviso, soprattutto se si è agli inizi: ad esempio per un acquario marino va bene anche una vasca di 200-300 litri di capacità che in termini di prezzo/qualità  e di gestione futura è senz’altro più abbordabile rispetto ad una vasca (magari in offerta) di 500 litri; una vasca come quest’ultima comporta senz’altro investimenti cospicui; una mia esperienza (ero ancora alle prima armi con l’acquariofilia marina) lo avuta comprando una vasca di 400 litri di una nota marca d’acquari con il filtraggio interno e uno esterno rapido. Ben presto, vedendo l’evolversi della vasca ho capito che le spese per un allestimento tecnico adeguato alla tipologia d’ambientazione che volevo creare erano più alte di quello che avevo previsto con la conseguente che questa mia prima esperienza si è arenata dopo poco, anche a causa di qualche negoziante che non è stato in grado si sapermi guidare all’inizio. Questa esperienza mi ha fatto capire che nell’allestire un acquario bisogna prima di tutto capire se si è realmente in grado di allestirlo e gestirlo nei migliori dei modi dal punto di vista economico. Pertanto, consiglio di acquistare vasche abbordabili in termini economici e gestionali e poi, con il tempo e l’esperienza si può passare a qualcosa di più complesso. Inizialmente comunque, vanno bene le classiche vasche senza andare a spendere tantissimo per dei vetri extrachiaro per poter vedere meglio i nostri pesci; se manteniamo una vasca in maniera corretta e soprattutto senza formazioni algali sui vetri possiamo star certi che anche con un vetro classico possiamo vedere i nostri pesci in maniera nitida.



La parte tecnica e i consumi elettrici

La parte tecnica è sicuramente il cuore pulsante di ogni acquario, piccolo o grande che sia, marino o dolce e, pertanto, non si dovrebbe badare a spese per allestire questa parte fondamentale che è alle basi per un corretto funzionamento del sistema acquario. Anche qui però è doverosa una certa attenzione soprattutto per quel che riguarda i consumi elettrici derivanti da queste apparecchiature. Innanzitutto è bene pensare che tali apparecchiature devono essere accese 24 ore su 24 per mantenere stabile l’intero sistema anche se, alcune apparecchiature possono essere in qualche maniera automatizzate, con conseguente riduzione dei consumi elettrici. Sicuramente le pompe di movimento e l’illuminazione sono le parti tecniche che possono essere automatizzate in maniera tale da trarne dei vantaggi economici; per quanto riguarda l’impianto illuminante possiamo utilizzare dei classici timer elettrici (costano davvero poco e si trovano presso i negozi di materiale elettrico), impostando su di essi il tempo di accensione e spegnimento automatici del gruppo illuminante. Questo accorgimento non solo permette di impostare in maniera precisa il ciclo luminoso della nostra vasca ma evita anche consumi extra dovuti ad una dimenticanza da parte dell’acquariofilo (ad esempio uscendo ci si dimentica di spegnerle o accenderle); situazioni non rare soprattutto se si è molto presi da impegni lavorativi o extra-lavorativi. Per quanto riguarda invece l’intero sistema di movimento dell’acqua (pompe movimento), anche queste possono essere automatizzate, sempre per mezzo dei suddetti timer, in maniera tale da avere un ulteriore risparmio, anche se piccolo, in bolletta alla fine del mese. Questo risparmio è dovuto al fatto che, queste pompe, non vengono mantenute accese 24 ore al giorno (tranne quelle dei filtri) ma la loro accensione viene regolata in maniera tale da accendersi e spegnersi a intervalli prestabiliti: ad esempio se usiamo due pompe contrapposte per il movimento in vasca possiamo fare in modo che ogni 6 ore si accenda una di queste e al contempo avvenga lo spegnimento dell’altra o viceversa, sempre con delle ore di pausa nel mezzo. Cosi facendo per diverse ore una delle due pompe rimane spenta e pertanto, non consuma. Ed è una piccolezza non di poco conto. Per quanto riguarda infine le altre apparecchiature come filtri, pompe di risalita o attrezzature vari (reattori, schiumatoi, e.c.c.) purtroppo tale risparmio non può essere attuato a causa del loro funzionamento che deve essere continuo ma, risparmiando su altre attrezzature si può in qualche maniera compensare questa cosa e bilanciare quindi i consumi generali dell’intero sistema. Un ultimo consiglio che mi sento di dare è quello di scegliere pompe o attrezzature di marca, sicuramente più care rispetto a surrogati offerti dalla concorrenza ma al contempo assicura questo effettivo risparmio energetico.



Arredamento interno e popolazione
L’arredamento interno per la vasca è consigliabile studiarlo nei minimi dettagli sia per ricreare al meglio il biotopo che abbiamo in mente e sia per questioni di sicurezza nel caso di alcune tipologie d’acquario come ad esempio quello marino di barriera, dove le rocce vive o calcaree possono creare possibili rotture del vetro dovute a cadute accidentali di oggetti piuttosto sporgenti o pesanti. Anche l’arredamento deve tenere conto, a mio avviso, di una logica ben precisa durante la fase d’acquisto; l’idea è quella di non sovraccaricare il sistema con oggetti d’arredamento troppo complicati, pesanti o comunque di non facile sistemazione e in seguito gestione; ad esempio è bene arredare la vasca in maniera essenziale ma al contempo utilizzando oggetti senza troppe insenature veterinario ittopatologo per le cure dei pesci malati con conseguente spesa per la consulenza di quest’ultimo. Nel caso di un acquario marino il tutto viene amplificato da ulteriori costi aggiuntivi dovuti alla preparazione di nuova acqua per la vasca con conseguente spesa per l’acquisto dei Sali sintetici e altro. Insomma, è bene creare un ambiente che rispecchi la naturalezza di quello che si vuol creare però al contempo bisogna fare questo in maniera armoniosa, senza strafare. Per quanto riguarda la popolazione dei pesci (vale sia per quelli d’acqua dolce che per quelli marini) è buona norma prima di tutto documentarsi a fondo sulle specie più facili per il neofita per diversi motivi. Il primo di questi è senz’altro la spesa sostenuta in quanto non è bello comprare un pesce che costi 60€ solo perché è bello e poi dopo qualche ora lo ritroviamo morto, magari senza accorgersene. Un pesce morto e pagato cosi tanto solo per la sua bellezza, soprattutto a nostra insaputa non solo arreca un danno al nostro portafoglio ma anche all’intero sistema perché con la morte di quest’ultimo si possono innescare i processi prima descritti con conseguente danno e spesa per l’acquariofilio. E inoltre non fa bene questo all’acquariofilia. Il mio consiglio è quello di acquistare pesci robusti e di facile allevamento, senza spendere una fortuna come fanno molti purtroppo; non solo ne risentirà positivamente il nostro portafoglio ma anche l’intero sistema, in quanto verrà cosi scongiurato il rischio di possibili problemi futuri.



Conclusioni finali
Non è facile come si è visto quantificare i costi d’investimento iniziali e in seguito gestionali di un acquario piccolo o grande che sia. I fattori sono tanti e tutti influenzati a mio avviso in maniera più o meno differente. Un consiglio che posso dare al neofita è prima di tutto quello di documentarsi molto prima di intraprendere questa avventura non dispendiosa a patto però di avere le idee chiare su cosa si vuole ricreare e soprattutto se si è in grado di farlo soprattutto dal punto di vista economico; del resto i sogni grandi da realizzare richiedono grandi investimenti. Se qualcuno mi venisse a chiedere se costa tanto allestire e gestire un acquario io risponderei che non lo è affatto, basta tenere conto di alcune accortezze. Pensate a cosa significa risparmiare quasi 3€ al mese in una bolletta grazie ai timer che controllano luci e pompe facendo risparmiare qualcosa; significa che in due mesi diventano 6€, il costo di un barattolo di mangime in fiocchi o granuli di buona qualità! Questo è solo un esempio ma il risparmio può essere sfruttato appunto per la gestione della vasca stessa, sia nelle sue parti più piccole che grandi, dove potrebbero insediarsi residui di cibo o altro. Residui di cibo significano innesco di reazioni degradative in vasca, quindi possibile inquinamento dell’acqua e conseguente malessere del pesce con conseguente spesa extra per l’acquariofilo che dovrà pulire la vasca con prodotti appositi.

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