Newsletter di Acquariofilia Italia

ABC DELL’ACQUARIO MARINO TROPICALE

ABC dell'Acquario Marino Tropicale

 

Di Enzo Alibrandi
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Progettare e allestire un acquario marino è sicuramente appassionante quanto allestirne uno con pesci d’acqua dolce. Naturalmente esistono delle differenze consistenti su diversi aspetti quali appunto l’ambiente da progettare, i valori fisico-chimici dell’acqua e.c.c. Purtroppo vige fra diversi negozianti la non serietà in base ad esperienze personali ed altrui secondo la quale non vengono fornite informazioni corrette sull’allestimento e gestione di un acquario marino, oltre a una mancanza reale di preparazione da parte degli stessi negozianti su specie da allevare o altro. Questo a scapito del cliente appassionato che ben presto si ritroverà a dover abbandonare quest’hobby, con l’idea di non poter riuscire a creare un angolo di natura nel proprio salotto di casa. La guida qui presente tratterà seppur in maniera indicativa le basi per un corretto avviamento e gestione di un biotopo marino tropicale.

Progettazione (scelta della vasca e dell’ambiente da ricreare)
Fin da subito è bene chiarire come la scelta della vasca sia basata soprattutto sull’ambiente che vogliamo ricreare; se per esempio volessimo ricreare un ambiente di laguna avremmo bisogno di un acquario sviluppato più in lunghezza e profondità che in altezza. Un consiglio è dare un nome alla vasca magari “Laguna” cosi da avere in mente la tematica della vasca e rispettare cosi l’ambientazione e gli organismi da inserire che, in questo esempio potranno essere chromis viridis e amphiprion spp. nel caso di pesci. il posizionamento dell’acquario deve essere scelto con cura ed è consigliabile scegliere un posto lontano da porte aperte di frequente o comunque zone di passaggio continuo, nonché tenere la vasca lontana dalla luce solare in maniera tale da evitare il proliferare di alghe. Infine la tipologia di vasca è un altro fattore importante in quanto da questa dipenderanno i costi di allestimento e gestione futura della vasca nonché potrà consentire “piccoli” errori dell’acquariofilo in quanto il volume della vasca sarà sufficiente a contenerli. Pertanto si raccomanda sempre una vasca di 200-300 litri in quanto più la vasca è grande e più sarà facile gestirla sotto il profilo manutentivo.

Chrysiptera parasema

Tecnica (illuminazione, filtraggio, movimento, riscaldamento)
La parte tecnica è il cuore dell’acquario, al più di quello marino, sicuramente un ambiente molto più delicato di un acquario d’acqua dolce o fredda. L’illuminazione può essere fornita tramite i classici neon T5 che troviamo in commercio, abbinandoli in maniera tale da trovare la giusta gradazione luminosa. Spesso vengono usati sia bianchi a luce fredda (10.000 ° Kelvin) che blu (attinici) per simulare il colore della luce alla quale gli invertebrati sono abituati in natura. In alternativa si possono usare le ormai sempre più diffuse HQI. Il filtraggio è un’altra parte importante del sistema acquario in quanto da quest’ultimo dipende la stabilità dello stesso. Il sistema di filtraggio può essere composta da un filtro esterno o interno o, nel caso di sistemi più complessi, di una sump sotto il mobile dell’acquario. Sicuramente in abbinamento a questi tipi di filtraggio deve essere assolutamente presente lo schiumatoio, indispensabile strumento che preleva i nutrienti dall’acqua evitando la trasformazione di questi e di altre sostanze in sostanze dannose per l’acquario e per i suoi abitanti. Di contro però, lo schiumatoio elimina anche sostanze utili come ad esempio lo iodio pertanto si richiede una somministrazione settimanale di oligoelementi in acquario. Il movimento è un altro fattore importante in quanto assicura un efficace scambio gassoso con l’esterno oltre a ossigenare l’acqua ed evitare l’insorgere di zone stagnanti in vasca. Per il movimento sono disponibili diverse tipologie di pompe di movimento da scegliere in base alla tipologia degli animali allevati, tipologia di vasca (nel senso del volume da movimentare) e all’ambiente creato; ad esempio nel caso di un biotopo di scogliera si può usare un movimento non troppo intenso mentre nel caso di un biotopo lagunare si può utilizzare un movimento pulsante, ossia con l’alternarsi del movimento ogni 6 ore. Infine il riscaldamento deve essere impostato ad una temperatura 25°/26°C tramite un termo riscaldatore, da scegliere calcolando 1watt/litro. Per i mesi più caldi è consigliabile l’uso di refrigeratore per acquari oppure (per risparmiare) una serie di ventilatori specifici per acquari ma, in questo caso sarà necessario provvedere ad un rabbocco dell’acqua evaporata (il sale non evapora quindi non dovrà essere reintegrato)

Acropora

Allestimento
Per l’allestimento interno bisogna prima di tutto tenere conto che l’acquario può arrivare a pesare anche più di 200 kg. Con rocce, sabbia e altro pertanto sarà opportuno provvedere fin da subito un piano d’appoggio stabile e perfettamente piano, in maniera tale da distribuire il peso dell’acquario in maniera uniforme e senza concentrare il peso in un’unica zona. Per il fondo si consiglia di usare sabbia corallina perfettamente lavata e pulita oppure se possibile inoculare una parte di sabbia da un acquario funzionante da tempo. Per l’arredamento composto da rocce calcaree o meglio vive sarà buona norma predisporre un disegno indicativo in maniera tale da studiare la disposizione di queste ultime in maniera tale da consentire numerosi nascondigli e al contempo un passaggio continuo d’acqua senza cosi creare zone stagnanti fra le rocce. E’ consigliabile inoltre utilizzare rocce vive che avvieranno cosi un processo biologico che sarà indispensabile per il mantenimento delle condizioni fisico-chimiche in vasca.

L’Acqua
L’acqua presente nelle tubazioni domestiche non è adatta per la vita degli organismi in acquario pertanto si rende necessario l’utilizzo di acqua ottenuta tramite un impianto ad osmosi inversa oppure utilizzare acqua del rubinetto però opportunamente trattata con un buon biocondizionatore in maniera tale da eliminare tutte le sostanze dannose (metalli pesanti, cloro, e.c.c.). Per ottenere l’acqua adatta all’ambiente marino bisogna utilizzare le miscele di sali sintetici presenti in commercio, meglio se di ottima e comprovata qualità nella misura di 33 gr. ogni litro (densità 1023). Personalmente consiglio una misura di 38/40 gr. ogni litro in quanto i sali sintetici presenti in commercio sono idrati, cioè presentano un grado di umidità tale da ridurre la loro completezza ed efficacia. Pertanto, utilizzando una miscela composta da 33 gr. in realtà non corrisponde questo valore ma è presente un quantitativo più basso. Il tutto deve essere miscelato ad una temperatura di 25°C. Per quanto riguarda i valori dell’acqua è possibile seguire la tabella qui presente:

 
Tabella riepilogativa valori ottimali
 
Temperatura
25-26 °C.
 
Densità
1,023
 
Salinità
33 - 34 g./litro
 
Conduttività
45 - 50 mS
 
pH
8.0 la mattina - 8.3 la sera
 
KH
> 8°
 
Calcio
400 - 450 mg./litro
 
Stronzio
7 - 10 mg./litro
 
Iodio
0,05 mg./litro
 
Ferro
< 0,05 mg./litro
 
Nitriti
Assenti
 
Nitrati
10 - 30 mg./litro
 
Ammoniaca
Assente
 
Fosfati
< 0,2 - 0,3 mg./litro
 
Silicati
< 0,2 - 0,5 mg./litro
 
 



La tabella rappresenta i valori essenziali da tenere d’occhio nel nostro acquario, in maniera tale da assicurare un ambiente stabile al suo interno. Il neofita dovrà soprattutto tenere conto di valori quali temperatura, salinità e densità, Ph, Kh, nitrati, nitriti e ammoniaca. Col tempo e con l’esperienza si potranno tenere d’occhio anche altri valori, soprattutto nel caso si allevino animali particolari come le Sclerattinie, bisognose di elementi come ad esempio il calcio. Utili sono poi le integrazioni di sali minerali e altri elementi quali ad esempio lo iodio, che previene malformazioni o problemi alla tiroide

Zebrasoma flavescens

Invertebrati e Pesci (introduzione e alimentazione)
Una volta sistemato l’acquario e una volta passata la fase di rodaggio (durata circa 1 mese, meglio se di più) possiamo incominciare ad introdurre i prima animali. Inizialmente è bene inserire specie poco esigenti come gestione, soprattutto dal punto di vista alimentare. Per i pesci possiamo introdurre un bel gruppetto di 5-6 esemplari di chromis viridis, chrysiptera sp., per non caricare troppo il sistema di sostanze inquinanti. Per gli invertebrati si possono inserire degli actinodiscus scelti fra le specie non esigenti sotto il profilo gestionale. Da evitare assolutamente anemoni o coralli cosiddetti duri, in quanto bisognosi di intensa illuminazione e cure costanti. Per quanto riguarda infine gli organismi spazzini possiamo aggiungere dei gamberetti del genere lysmata o una coppia di stenopus (no maschi nella stessa vasca), dei paguri come ad esempio i clibanarius e delle lumache turbo, in maniera tale da creare cosi un team di spazzini per poter tenere pulito il fondo, i vetri ed evitare il depositarsi e decomporsi di sostanze di rifiuto da parte degli animali o il depositarsi di cibo non consumato dagli stessi

Conclusioni finali
Come accennato in precedenza questa vuole essere solo una guida indicativa circa la realizzazione e gestione di un acquario marino. Le informazioni presenti in questo articolo sono sommarie e comprendono soltanto i punti cardine di tale realizzazione, anche alla luce dell’enormità delle informazioni. Per ampliare maggiormente la conoscenza su questo argomento consiglio (come tutti gli esperti seri di acquariofilia) di leggere, leggere e ancora leggere libri su tale argomento in quanto più si crea una conoscenza personale dell’acquariofilia e maggiori saranno le possibilità di “scampare” a negozianti non proprio tali ed evitare possibili errori gestionali.

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