Newsletter di Acquariofilia Italia

Cyprinus carpio detta anche Carpa, pesci da laghetto

 

La scheda: Koi (Cyprinus carpio)

Diffusione e habitat - Descrizione - Varietà

 

Diffusione e habitat
La forma selvatica della carpa comune si ritiene originaria della Persia, dell'Asia Minore e della Cina. In Europa la specie è stata introdotta molti secoli fa per l'alimentazione, nonostante non possieda carni saporite, per la sua straordinaria capacità d'adattamento. E stata inoltre introdotta nei laghi artificiali per la pesca sportiva
Oggi, anche a seguito di ripopolamenti, è possibile trovarlo nella quasi totalità delle acque dolci temperate.

Descrizione
Il corpo della carpa è lungo, ovaloide, con dorso convesso poco sopra la testa. La bocca è protrattile, munita di 4 barbigli carnosi. La pinna dorsale è lunga, le altre sono robuste. La coda è forcuta. La livrea è bruno-verdastra con riflessi bronzei su dorso e fianchi, giallastra sul ventre.
Di lunghezza variabile tra i 30 e i 60 centimetri e peso solitamente compreso tra i 3 e i 35 chili. Eccezionalmente può raggiungere e superare i 40 chili di peso e i 120 centimetri di lunghezza.
Si tratta di un pesce estremamente longevo e si stima possa arrivare a 40 anni di età.

Varietà
Si distinguono tre varietà di carpa comune più altri due tipi di carpa assai rare:
comune : con corpo completamente ricoperto di scaglie (raggiunge anche i 35 kg);
specchi: con presenza di rade e grosse scaglie (di rado supera i 40 kg);
cuoio: completamente priva di scaglie (non supera i 20 kg);
fully scaled mirror: varietà molto rara, si distingue per le squame molto grosse dislocate in ordine sparso su tutto il corpo(non supera i 20 kg); linear carp: variante rara della carpa a specchi si riconosce per la lunga linea di grosse squame che attraversa il corpo(non supera i 20 kg);
È conosciuta anche un'altra varietà, la cosiddetta "carpa erbivora" o "amur", diffusasi in Italia negli ultimi anni nei laghetti di pesca sportiva. Raramente supera i 30 kg, è totalmenetè coperta da squame e ha una particolare linea più dorata lungo i fianchi. C'è anche un'altro pesce simile all'amur, è lo scoicar. Le sue origine sono oscure ma si pensa che venga, come l'amur, dall'Asia. La sua prsenza in Europa si limita pressapoco ai paesi dell'Est, il peso raggiungenge difficilmente i 20 kg.

 

Nella foto: Due gruppi di Koi (Cyprinus carpio)

 

La cura delle Koi (Cyprinus carpio)
La temperatura - L'alimentazione - La durezza carbonatica - L'ossigeno - La prevenzione delle malattie

 

La cura delle Koi
Le Koi vengono spesso definite "le regine del laghetto ornamentale". Chi dedica un po’ di tempo a questi pesci comprenderà facilmente l'entusiasmo degli appassionati per questi pesci così belli e tanto socievoli.
Le Koi, se vengono allevate con cura diventano molto grandi (più di un metro) e vivono molto a lungo (ben oltre 70 anni). La premessa a ciò è, naturalmente, oltre la grandezza del laghetto: un cibo di altissima qualità, povero di grassi e molto equilibrato nei valori nutritivi, un trattamento dell'acqua con prodotti eccellenti
prevenzione alle malattie attraverso una regolare cura dell'acqua ed un regolare controllo dei pesci e
un giusto superamento dell'inverno.


La temperatura
Le Koi hanno bisogno, rispetto alla carpa (la loro forma selvatica), di una temperatura un po’ superiore per rimanere attive e vispe. La temperatura ideale è tra i 20 e i 25 °C. Per questo motivo tanti appassionati riscaldano il loro laghetto durante l'inverno, portandolo ad una temperatura di 20 °C.
Le Koi possono naturalmente essere allevate anche in laghetti non riscaldati. In questo caso vanno in letargo sul fondo del laghetto dal tardo autunno fino in primavera.
Appena la temperatura dell'acqua supera gli 8 °C si può iniziare con la regolare distribuzione del mangime.


L’alimentazione
Dopo il lungo riposo invernale le Koi sono indebolite e devono ricevere assolutamente cibo molto energetico e di facile digestione. Il contenuto di grassi deve essere basso (non deve superare il 6 % - controllate le indicazioni sulla confezione!). perciò il SERA Koi Royal è l'ideale in questo frangente. Alle Koi giovani, avendo altre esigenze nutrizionali, va distribuito il SERA . A tutte va praticata una cura di vitamine con il SERA .
Man mano che la temperatura dell'acqua sale nel corso della primavera, consigliamo di alternare il SERA Koi Royal con il SERA . Anche il SERA e il SERA mix special sono una gradita alternativa.
Distribuite il cibo comunque sempre in modo parsimonioso (affinché i pesci lo ingeriscano in pochi minuti) però in compenso varie volte al giorno.
Quando in estate la temperatura dell'acqua supera i 25 °C si distribuiscono, sempre varie volte al giorno, ma in quantità molto inferiori, il SERA e il SERA Bioflakes.
Quando in autunno la temperatura scende è il momento di preparare) pesci per il riposo invernale. Devono essere alimentati con il SERA Koi Royal o, per quanto riguarda i giovani, con il SERA , effettuando anche una cura di vitamine con il SERA per aiutarli a costruire le riserve per il lungo inverno.
Appena la temperatura dell'acqua scende sotto gli 8 °C si deve interrompere la distribuzione del mangime anche se le Koi accettano ancora il cibo. A queste basse temperature il cibo non viene più digerito, rimane nell'intestino dove inizia a fermentare danneggiando i pesci. Se il laghetto è riscaldato i pesci devono essere nutriti naturalmente anche durante tutto l'inverno.


La durezza carbonatica
Come per tutti gli altri pesci da laghetto anche per le Koi una durezza carbonatica tra 5 e 10 °dKH è l'ideale. Con questi valori il pH è sufficientemente stabile e i pesci trovano condizioni sempre uguali. Ulteriori informazioni sul controllo e l'innalzamento della durezza carbonatica le trovate nel capitolo 5 "Come ottenere un'acqua biologicamente pura".
(vedi sotto la tabella kh ph co2)

 

 

L'ossigeno
Le Koi hanno bisogno di più ossigeno p.e. dei pesci rossi. perciò nei laghetti per Koi si devono tener presenti alcuni aspetti: il laghetto deve essere costruito in una posizione dove non possono cadere foglie o aghi. Parti di piante che marciscono consumano una grande quantità di ossigeno che manca poi ai pesci. Con l'aumento della temperatura dell'acqua diminuisce inevitabilmente e, indipendentemente da altri fattori, la quantità di ossigeno disciolta nell'acqua. Con l'aumento della temperatura i pesci chiedono più cibo ma consumano una quantità maggiore di ossigeno per la digestione.
Nel laghetto dovrebbero esserci solo pochi pesci. Prima di introdurre i pesci considerate anche le loro dimensioni finali alle quali, con le adeguate cure, non impiegano poi tanti anni ad arrivare.
Alimentateli con parsimonia. Il cibo non ingerito inquina l'acqua e favorisce la crescita delle alghe.


La prevenzione alle malattie

Osservate regolarmente le vostre Koi per prevenire le malattie. Oltre agli indizi esterni (ferite, ventre gonfio, abrasioni, pustole, puntini bianchi, parassiti) sono importanti anche i comportamenti (apatia, sfregamenti contro gli ornamenti, nuoto anormale, etc.). L'osservazione è più semplice al momento della distribuzione del mangime perché in questa occasione i pesci vengono in superficie e si lasciano osservare molto bene.
Controlli più accurati, come per esempio il prelievo di un po’ di pelle per il controllo microbiologico, si dovrebbero effettuare solo in casi di effettiva necessità. Sconsigliamo vivamente di farlo regolarmente, come invece qualcuno consiglia. I pesci vengono stressati inutilmente e il pericolo di abrasioni durante la cattura è troppo elevato.

 

Nella foto: Laghetto con Koi (Cyprinus carpio)  

 

Suggerimenti per un laghetto con Koi
Le indicazioni date finora valgono anche per un laghetto con Koi, per le quali però si devono tenere presenti alcune esigenze specifiche.

 

  Date le loro dimensioni (possono anche superare il metro di lunghezza!) le Koi necessitano di molto spazio.

Come regola vale:
una Koi di ca. 50 cm di lunghezza ha bisogno di un metro cubo (1000 litri) di acqua.

Per questo motivo laghetti prefabbricati, fatte poche eccezioni, non sono adatti per l'allevamento delle Koi.

In generale vale:
più il laghetto è grande, meglio è. Inoltre un laghetto grande richiede meno lavoro rispetto ad uno piccolo per quanto riguarda la cura dell'acqua!

I laghetti per le Koi vanno quasi sempre fatti con le rive molto ripide. Nelle zone di acqua bassa, riservate alle piante palustri, le Koi possono rimanere imprigionate senza più riuscire a liberarsi. Le rive ripide o verticali di almeno 25 cm sono importanti anche per evitare che i gatti possano dedicarsi al loro passatempo preferito: pescare i pesci.

Il laghetto per Koi deve avere una profondità media tra 50 cm e 1 metro. Per passare l'inverno all'aperto, il punto più profondo deve essere ad almeno 1,5 metri, o meglio ancora a 2 metri. Molti appassionati di Koi, durante l'inverno, riscaldano il laghetto con apparecchiature specifiche per mantenere l'acqua ad una temperatura costante di 20 °C.

In questo caso ovviamente non è necessario seguire i consigli per l'inverno; i pesci rimangono attivi per tutto l'arco dell'anno e perciò devono anche essere alimentati regolarmente. Non si devono temere danni per i pesci per il mancato riposo invernale, poichè le Koi non ne hanno bisogno.

Come alternativa al riscaldamento sono indicate coperture come quelle utilizzate per le serre, applicate in modo tale da permettere il ricambio dell'aria. In questo caso la temperatura sale quel tanto da permettere ai pesci di rimanere attivi.
 

 

Nella foto: Un gruppo di giovani Koi (Cyprinus carpio)

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