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Il PESCE SPADA descrizione della specie e cenni storici

Xiphias Gladius, comunemente chiamato PESCE SPADA

Nome della specie Xiphias Gladius, comunemente chiamato Pesce Spada, in realtà è un grosso pesce dal corpo allungato e subcilindrico, più robusto nella parte anteriore. Il muso termina con un lungo rostro appiattito, il più lungo tra i pesci muniti di questa appendice. Le dorsali sono due: la seconda è molto arretrata e piccola al contrario della prima, posta subito dietro il capo, che è molto alta, rigida e falciforme. Negli esemplari giovani e immaturi le due pinne sono anch'esse rigide e falciformi. Risultano invece assente le pinne ventrali. La caudale, molto alta, è preceduta da un peduncolo carenato sui lati e incavato sopra e sotto.

La colorazione è bruna-scura quasi nera sul dorso e sui fianchi per divenire gradatamente più chiara sul ventre. Le dimensioni medie vanno da 80 cm a 220 cm con un massimo di 450 cm. In molti paesi la specie del Pesce Spada è tutelata. In Italia, è invece proibita la cattura di esemplari di lunghezza inferiore ai 140 cm. Distribuzione, è cosmopolita in tutti i mari e gli oceani tropicali e temperati. Habitat: Acqua temperate e pelagiche benché la specie possa spingersi sino a 650 m di profondità e otre. Comportamento: generalmente solitario, si riunisce talvolta in piccoli gruppi. Forma coppie nel periodo riproduttivo. In occasione di questo periodo tra giugno e settembre, quando le acque superficiali raggiungono i 23-24° C, i pesci spada si portano le zone più calde del loro areale provenendo da acqua più fredde e profonde, dove restato per nutrirsi durante il resto dell'anno. Alimentazione: si nutre di cefalopodi, crostacei e soprattutto di pesci di molte specie diverse tanto pelagiche quanto demersali (cioè che vivono in prossimità del fondo).

Cenni storici legati alla cattura del PESCE SPADA

Quella del pesce spada è una pesca molto caratteristica, tanto da ispirare il famoso latinista reggino Diego Vitrioli un poema, Xiphias, col quale nel 1845 vinse il primo premio del concorso mondale di poesia latina di Amsterdam.
Essa è praticata all’antica maniera dei fenici, unico popolo che abbia svolto mestieri tutti legati al mare.
Può essere d’alto mare quando il pesce viene catturato con la fiocina, oppure marittima e costiera se è esercitata lungo le rive con barche e remi.
La pesca diurna, fino a poco tempo fa, veniva praticata su postazioni stabilite, tutte prospicienti la costa, assegnate col sistema del sorteggio e utilizzate a rotazione giornaliera dagli equipaggi.
I pescatori che non disponevano di alture sul mare, praticavano la pesca tradizionale con il luntro o la feluca, cioè l’avvistatore issato sulla cima dell’albero, che scruta la superficie del mare per scoprire la presenza del pesce.
 

Talvolta l’attesa è lunga e può durare parecchie ore; quando il pesce è avvistato, l’uomo vedetta lancia un grido, uno strano termine in dialetto greco, come tutti i termini marinari usati dai pescatori mentre si cimentano nell’ardita caccia.
Lo strumento usato per colpire il pesce è detto ferru, ed è impugnato da un uomo solo, il fariere, che se ne sta a prua pronto al colpo. Il resto dell’equipaggio è impegnato a raggiungere il punto segnalato.
Una moderna imbarcazione nelle acque dello Stretto
Raggiunto il pesce, l’arma scatta fulminea, lo uncina e lo tira sulla barca fremente e guizzante.
Anche se dal dopo guerra le piccole imbarcazioni sospinte dai rematori sono state sostituite con imbarcazioni a motore lunghe oltre 12 metri dalla cui prora si diparte una lunga passerella su cui si muove il fiocinatore, lo spettacolo della pesca del pesce spada conserva tuttora un aspetto folkloristico ed emozionante.
 

Scheda integrativa per saperne di più sul PESCE SPADA - fonte federcoopesca.it

NOMI DIALETTALI
I nomi dialettali in letteratura sono: Pisci spata, Spateddu (Calabria); Pisce spata (Campania); Pèse spada, Spadon (Friuli Venezia Giulia); Pei spa, Espadon (Liguria); Pesce spata, Pisci spata (Puglia); Pisci spada, Pisci spadu (Sicilia); Pisci spatu (Sardegna); Pesse spada, Spadon (Veneto).

DOVE VIVE
Il Pesce spada è un pesce pelagico e vive in mare aperto compiendo ampie migrazioni.

COME VIVE
Xiphias gladius vive in acque calde, in superficie, compiendo anche balzi fuori dall'acqua, ma può scendere a grandi profondità (oltre 600 m). Durante il periodo riproduttivo si avvicina alla costa.Il Pesce spada è un pesce solitario, ma è possibile trovarlo in coppia ed occasionalmente in piccoli gruppi. Ha un comportamento fiero ed aggressivo, come testimoniano gli attacchi documentati a mezzi nautici. E' stato riportato, a tale proposito, che nel 1987 un esemplare di 2.45 m attaccò, ad una profondità di 610 m, il sommergibile oceanografico Alvin, restando confitto con la spada in una giuntura dello scafo.

LA RIPRODUZIONE
Il periodo riproduttivo nel Mediterraneo è da maggio ad agosto. La maturità sessuale è raggiunta tra il secondo ed il terzo anno. Le uova emesse (anche 80.000/ femmina) sono galleggianti (una grossa goccia oleosa), sferiche (diametro di circa 1.5 mm) e trasparenti. Alla schiusa (2-3 giorni) le larve sono lunghe circa 4.5 mm e prive di rostro, che diventa evidente a partire da 11 mm di lunghezza. La fedeltà di questa specie in epoca riproduttiva è nota ai pescatori siciliani che tentano di colpire con l'arpione prima la femmina, dal momento che il maschio, anche se rischia la cattura, non abbandona mai la compagna ferita.

COSA MANGIA
Il Pesce spada si nutre di Pesci pelagici in età giovanile e di Calamari e Totani da adulto.

COME RICONOSCERLA
Il Pesce spada è un Pesce di notevoli dimensioni dal corpo allungato. Caratteristica è la forma delle mascelle allungate. In particolare, sulla mascella superiore è presente un rostro osseo allungato ed appiattito in senso verticale con i bordi taglienti (spada), che è circa 1/3 della lunghezza dell'intero animale e deriva dal prolungamento di diverse ossa (nasali e premascellari) sopra la mascella. Le pinne ventrali sono assenti.L'aspetto dell'animale adulto è diverso da quello dei giovanili, che hanno denti, piccole squame ruvide, spine sulla lamina ossea (preopercolo) che precede la lamina che chiude la camera delle branchie (opercolo), pinne dorsali ed anali unite, mascella inferiore parallela al rostro e presenza di una linea laterale sinuosa. Lo stadio adulto viene raggiunto a circa 1 m di lunghezza.

Gli adulti non hanno denti e squame. Tutte le pinne sono in numero pari (due). La dorsale anteriore è lunga, alta e triangolare. La pinna caudale a mezzaluna è molto robusta ed adatta al nuoto veloce ed è preceduta da un peduncolo caudale robusto. Le pinne pettorali sono falciformi. La temperatura del cervello del Pesce spada è costante, nonostante quella del corpo sia uguale a quella dell'acqua in cui nuota: la stabilità termica è garantita da un organo, nell'orbita dell'occhio, che agisce da scambiatore di calore. Questo organo può mantenere la temperatura del cervello di 15- 20°C più alta di quella del resto del corpo e di quella esterna. La colorazione del dorso è bluastra, plumbea; i fianchi sono argentati con riflessi bronzei ed il ventre è bianco opaco. La lunghezza massima (esclusa la spada) rag-giunta nei nostri mari è 3 m (peso di 350 kg), mentre sono comuni esemplari da 80 a 220 cm.

COME DISTINGUERLA DALLE SPECIE SIMILI
L'Aguglia imperiale (Tetrapterus belone) e l'Aguglia imperiale mediterranea (Tetrapterus albidus) somigliano al Pesce spada. Il Pesce spada adulto si distingue da queste specie per l'assenza di pinne ventrali, per la "spada appiattita e non cilindrica e per l'assenza di squame e denti.

DIFFUSIONE E PESCA
Il Pesce spada è diffuso nelle acque temperate e tropicali di tutti gli oceani ed è comune nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Nei nostri mari è presente in particolare nel sud Italia, in Sicilia e nello Stretto di Messina (area riproduttiva). La pesca professionale del Pesce spada è praticata con numerosi attrezzi. Un sistema di pesca tradizionale, praticato fin dal 1o secolo avanti Cristo, è la pesca con l'arpione. Questo tipo di pesca con la fiocina (traffinera), esercitata principalmente nello stretto di Messina, utilizza speciali imbarcazioni (feluche) munite di alberi di avvistamento (faleri) e una lunga passerella mobile, dove alloggia il fiocinatore. Il Pesce spada nel 1986 e nel 1995 ha raggiunto rispettivamente il 12° ed il 17° posto della speciale classifica delle prime 50 specie prodotte in Italia. La produzione è passata dalle 11.413 tonnellate prodotte nel 1986, alle 6.725 tonnellate del 1995 (dati FAO, elaborazione ISMEA).

MERCATO
Xiphias gladius è commercializzato fresco o congelato. Secondo l'ISMEA, questa specie figura tra le dieci specie di pesce fresco più acquistate dai consumatori italiani del Nord, del Centro e del Sud.Le famiglie italiane nel 1998 hanno acquistato 5.252 tonnellate di Pesce spada fresco, con un aumento del 18.9 % rispetto al 1997. Il prezzo medio al chilogrammo nel 1998 è stato di 27.483 lire, con un aumento del 0.5 % rispetto al 1997 (ISMEA-Nielsen).

CONSUMO
Il Pesce spada è una specie ittica apprezzata dai consumatori. In alcune aree del sud in particolare, si utilizza a scopo alimentare l'intero animale. Dal punto di vista nutrizionale, Xiphias gladius è un pesce magro e digeribile. 100 grammi di parte edibile (carni) di Pesce spada fresco contengono 16.9 di proteine, 1.0 g di carboidrati e un basso contenuto in grassi (4.2 g). Non offre, al contrario, un buon apporto in sali minerali e vitamine, essendo praticamente assenti queste ultime e presenti unicamente 0.08 mg di Rame e 0.4 mg di Ferro.

LA RICETTA
Proponiamo una preparazione tipica e di facile preparazione per cucinare il Pesce spada:
Pesce spada alla griglia
Per 4 persone
600 g di Pesce spada in trance
succo di 1/2 limone
olio, sale, pepe q.b.
1 rametto di alloro
Preparare un intingolo con olio, limone, sale e pepe. Porre sulla graticola (o forno con grill) le trance di Pesce spada e pennellarle utilizzando il rametto di alloro intinto nell'intingolo. Porre la graticola sulla brace (o grill non troppo caldo). Pennellare durante la cottura le trance con l'intingolo. A cottura desiderata, togliere il Pesce spada dalla graticola e metterlo in un piatto da portata, pennellandolo ancora con l'intingolo.

Hanno collaborato:
necton.it/
maridelsud.com/
federcoopesca.it

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