Newsletter di Acquariofilia Italia

La vasca di QUARANTENA per i DISCUS

La vasca di quarantena per i discus

Nell'ottica di integrare i nuovi arrivi nelle vasche di stabulazione o nelle vasche da riproduzione di primaria importanza e far seguire ai pesci un periodo di quarantena.
L'acquario o le vasche da quarantena devono essere situati ad una certa distanza dalle altre vasche, meglio se in locali diversi onde scongiurare contaminazioni. L'attrezzatura tecnica, i retini, i tubi, i sifoni e quant'altro utilizzato per la manutenzione non deve essere utilizzata per le altre vasche senza una preventiva sterilizzazione. La sterilizzazione delle attrezzature può essere effettuata versando 30 ml di Formaldeide al 37% in un secchio con 10 litri di acqua, colorando poi la soluzione con Blu di Metilene per evitare confusioni. Un bagno di due ore disinfetta in modo sicuro ogni accessorio.

LA VASCA DI QUARANTENA per i DISCUS

La vasca di quarantena non deve essere eccessivamente grande, ma deve essere di dimensioni tali da poter ospitare i pesci che abbiamo acquistato. Sarà sufficiente un semplice acquario con un'attrezzatura di base che sia in grado di ospitare i pesci per un periodo di alcune settimane. Gli esemplari di discus selvatici richiedono  4 settimane di quarantena, mentre gli ibridi,  specie se di provenienza dubbia asiatica, almeno 6. Il materiale decorativo non è necessario così come il materiale da fondo:  questo sia per agevolare la pulizia sia per evitare interferenze nell'eventuale utilizzo di sostanze curative.
La mancanza di sabbia ci permette inoltre di verificare facilmente lo stato di salute degli esemplari osservando nelle feci dato che feci filamentose indicano la presenza di flagellati e/o vermi intestinali. Di fondamentale importanza sono anche la facilità di impostazione della terapia termica mediante termostati di precisione e riscaldatori di adeguata potenza e la possibilità di buona areazione. Ricordiamo infatti che la quantità di ossigeno in un'acqua intorno a 30 gradi è scarsa e che l'uso dell'areatore è consigliabile durante la somministrazione di molti farmaci. Il filtro può essere sia meccanico che biologico (meglio con spugne sintetiche) attrezzato con una pompa di portata adeguata, ovvero con una portata oraria doppia rispetto alla capacità della vasca, ad esempio di 450 litri in una vasca da 200 litri. Il materiale per il prefiltraggio (lana di perlon) deve essere pulito e lavato di frequente, possibilmente almeno una volta al giorno. L'utilizzo del carbone attivo deve essere limitato al massimo:  questo va aggiunto esclusivamente dopo ogni trattamento terapeutico e rimosso prima possibile, combinando la rimozione con cambi d'acqua almeno del 30%.

LA VASCA DI QUARANTENA per i DISCUS

Durante il periodo di quarantena la temperatura va regolata dipendentemente dal tipo di trattamento che intendiamo fare
o a seconda del tipo di patogeno vogliamo monitorare. Usualmente la temperatura può essere imposta intorno ai 30 gradi, ma per pesci appena importati e acclimatati da poche ore, possiamo far scendere la temperatura anche di 4 o 5 gradi (quindi intorno a 26/27 gradi) per limitare al massimo la proliferazione batterica e aumentare la concentrazione di ossigeno. Il livello normale di temperatura può essere ripristinato in 3 o 4 giorni dall'immissione dei nuovi pesci nella vasca da quarantena. Se vogliamo invece effettuare trattamenti terapeutici contro parassiti termo sensibili quali la Costia, possiamo tranquillamente aumentare la temperatura fino a 33 gradi. Lo stesso trattamento è efficace per i trattamenti contro i Flagellati intestinali come lo Spironucleus.

La vasca di QUARANTENA per i DISCUS

Una particolare tecnica d'indagine che sfrutta la possibilità di manipolare la temperatura è quella di stressare volutamente i pesci sottoponendoli a sbalzi di temperatura: i pesci si indeboliscono ed eventuale parassiti ci indicano la loro presenza. Questa tecnica è in genere sconsigliabile ed è utilizzabile solo in situazioni estremamente particolari. Dal punto di vista chimico un periodo di quarantena per Symphysodon deve essere caratterizzato da un valore pH estremamente acido intorno a 6 dato che pH, acidi come più volte ricordato inibiscono la proliferazione batterica.  Da monitorare infine continuamente i composti azotati, in particolare i Nitriti, dopo ogni trattamento terapeutico perchè certe sostanze curative possono uccidere la flora batterica del filtro interrompendo il ciclo dell'azoto. A questo punto non ci rimane altro che osservare attentamente i nuovi arrivi ed annotare ogni variazione di comportamento, alimentare i pesci con mangimi poco inquinanti (da evitare il pastone) come larve rosse surgelate o mangimi granulari.

La vasca di QUARANTENA per i DISCUS

Se non siamo sicuri della salute dei nostri pesci e se non siamo stati in grado di poter effettuare delle diagnosi certe attraverso esami al microscopio è consigliabile effettuare trattamenti profilattici. Questo vale anche quando i nuovi arrivati non hanno manifestato sintomi ricollegabili in modo certo ai patogeni dei quali sono portatori. Generalmente ci sono soltanto pochi trattamenti che non arrecano danno ai pesci e che permettono di coprire un gran numero di presunte patologie. Inutile dire che anche un trattamento preventivo và effettuato secondo un preciso protocollo e seguendo scrupolosamente i dosaggi dei vari medicinali. Si inizia prima con i trattamenti per pelle e branchie (ectoparassiti) e poi si passa successivamente a vermi intestinali e flagellati. Di importanza primaria e abbinare anche l'utilizzo di un antibiotico a largo spettro quale può essere un Furanico onde prevenire infezioni secondarie.

La vasca di QUARANTENA per i DISCUS

Tra le regole fondamentali da seguire per un corretto acquisto e corretta quarantena:
1) I pesci vanno attentamente osservati prima dell'acquisto e bisogna accertarsi sulla provenienza, a maggior ragione se si acquista scatola chiusa;

2) Acquistare esclusivamente gli esemplari che siamo in grado di allevare in modo adeguato valutando anche le dimensione della nostra vasca da quarantena;

3) I nuovi arrivi vanno posti nella vasca da quarantena per un periodo che può andare fino ad un massimo di 6 settimane (a secondo della provenienza e a secondo delle patologie che si sono manifestate);

4) Per nessuna ragione vanno mischiate le acque delle vasche quarantena ed allevamento: nel caso di impianti con filtro centralizzato possiamo scatenare una epidemia in tutto l'impianto;

5) Dobbiamo utilizzare un set di accessori dedicato per il reparto quarantena;

La vasca di QUARANTENA per i DISCUS

6) Dobbiamo offrire ai pesci una dieta varia e bilanciata;
7) I valori fisico-chimici dell'acqua devono essere ottimali;
8) L'osservazione dei pesci è fondamentale;
9) Prima di introdurre nelle nostre vasche normali i pesci posti in quarantena è opportuno inserire nella vasca di quarantena stessa dei pesci "sentinella".  Se passata una settimana questi non mostrano problemi possiamo procedere con tranquillità allo spostamento;
10) Nel caso in cui i pesci acquistati fossero colpiti da malattia incurabile distruggere lo stock e disinfettare tutto l'impianto accuratamente (vuoto biologico);
11) Catturare e manipolare i pesci con le mani bagnate cercando di limitare al massimo lo stress da cattura;
12) Immettere i nuovi pesci nelle vasche di allevamento e accrescimento tenendo conto di eventuali differenze nei valori fisico-chimici dell'acqua ed effettuando un buon acclimatamento per limitare al massimo lo stress.
13) Osservare ancora per alcuni giorni i pesci con attenzione e se possibile distribuirli in vasche a loro dedicate evitando di mescolarli con i pesci già presenti.


video con bellissimi discus di varie colorazioni


video e foto stupende in HD di diverse coppie di discus con prole


video biotopo acquario completo con piante pesci, vari discus, caracidi

a cura di www.acquariofiliaitalia.it

INTEGRAZIONE di Enzo Alibrandi


Opalinina
Generalità
Questa tipologia di flagellati sono conosciuti per la loro grandezza e considerati dei veri “giganti” del genere. Attualmente l’opalinina non è stata ancora riconosciuta come parassita vero e proprio. Questo parassita è conosciuto con la denominazione di “parassita dei discus” e, da qui il nome scientifico ProtoopalinaSymphysodonis. La malattia si può curare con relativa facilità in quanto sono rarissimi i casi di morte per protoopalinasymphysodonis.

Sintomi
Non sono presenti dei veri e propri sintomi tuttavia capita di osservare discus colpiti da infezione mista di spironucleus o vermi parassitari. Di norma i discus adulti non mostrano alcun sintomo anche in caso di attacchi abbastanza gravi; al contrario esemplari giovani possono essere inibiti nella crescita se attaccati dal patogeno. Inoltre la trasmissione avviene solo se vengono ingerite le feci di un pesce infetto.

1.3.Quarantena e disinfezione
La vasca di quarantena, soprattutto con l’avvento sempre maggiore dell’acquariofilia marina, è diventata parte integrante di quella attrezzatura standard che ogni acquariofilo che si rispetti dovrebbe possedere.
Non deve essere comunque eccessivamente grande, ma è bene che sia di dimensioni adeguate alle dimensioni e quantità dei pesci da osservare.
L’arredamento cosi come l’acqua dovrebbero possibilmente corrispondere al futuro ambiente che andremo a creare in acquario.
Normalmente sono consigliate dimensioni della vasca a partire da 50 litri fino a un massimo di 130 – 150 litri.
In questa maniera il pesce non è sottoposto ad ulteriori stress dovuti allo spazio ristretto e si ha la possibilità di poter meglio calcolare i dosaggi dei curativi d utilizzare.
Il sistema di filtraggio deve essere di tipo meccanico, o utilizzare un filtro ad aria.
Può essere interno o esterno, non ha importanza, ma deve garantire un efficace movimento dell’acqua e filtrazione meccanica.
Attenzione però: un filtro meccanico appena avviato nella vasca di quarantena non garantisce un filtraggio biologico immediato;
pertanto, dovrete misurare attentamente i valori di ammoniaca e nitriti (NH4 e No2) e fare i dovuti cambi d’acqua e l’eventuale ridosaggio del medicinale se state facendo un cura.

L’arredamento principalmente dovrebbe essere il più spartano possibile e strutturato in maniera tale da poter consentire una facile rimozione dello stesso ove bisogno, oltre ad agevolare la cattura di pesci da trattare ed a effettuare operazioni di sterilizzazione e pulizia post trattamento.
Il fondo è assolutamente sconsigliato in questo tipo di vasca in quanto, i parassiti possono insediarsi internamente a quest’ultimo rendendo alquanto problematica la loro rimozione.
Inoltre, è consigliato aggiungere un areatore con porosa e una luce a neon di debole intensità.
Il primo perché, nella maggioranza dei casi di cura è necessaria un ossigenazione e areazione maggiore.
Il secondo serve per poter controllare i pesci senza sottoporli ad ulteriori stress.
E’ buona norma effettuare un adeguato periodo di quarantena ai nuovi arrivati per un periodo che va dalle tre alle sei settimane, controllando quotidianamente il loro stato di salute tramite un’attenta osservazione.
Tre settimane sono il minimo per pesci riprodotti in acquario, considerato che lo sviluppo di alcuni parassiti fino allo stadio in cui si manifestano i sintomi della malattia esteriormente può durare fino a due settimane.
Per pesci catturati in natura o riprodotti all’aperto, che a volte ospitano parassiti sconosciuti, si raccomanda un periodo di quarantena che va dalla cinque alle sei settimane.
Inoltre, durante tutto questo periodo è bene trasferire un pò d’acqua dell’acquario, in modo che i pesci possano abituarsi alla microfauna e alla microflora, cosi come ai valori fisico – chimici dell’acqua presenti nella vasca principale.
Un metodo abbastanza valido e utilizzato di frequente è quello cosiddetto “goccia a goccia”.
La seconda funzione di una vasca di quarantena è quella di un “ospedale per pesci”, che siano sospettati di malattia.
Questa funzione è molto utile in quanto si ha la possibilità di osservare il pesce più a lungo, senza mettere in pericolo i con specifici presenti nella vasca principale.
Malattie individuate in maniera tardiva sono difficilmente curabili, soprattutto se in questi casi si è assistita ad una morte della maggioranza della popolazione ittica dovuta ad una malattia a decorso epidemico.
In questi casi è bene disinfettare totalmente l’acquario, attrezzature ed arredamento compresi.
In questo caso, se sono presenti piante è bene distruggerle in quanto anche su di esse si possono depositare i batteri.
Il materiale decorativo, pietre, ghiaietto e contenuto del filtro vanno bolliti per un’ora.
L’acquario vuoto e gli oggetti che non si possono bollire, per esempio i materiali filtranti interni, vanno sterilizzati con una soluzione di permanganato di potassio, nei dosaggi e modi descritti nel capitolo dedicato.
Il filtro si deve far funzionare senza materiali filtranti all’interno in modo che l’acqua possa pulire i tubi, le pompe e il contenitore.
Dopo aver pulito per bene l’acquario ed i suoi materiali, si può arredare nuovamente la vasca.
Per il sistema di filtraggio possiamo usare cartucce e materiali filtranti nuovi o del vecchio acquario, previa bollitura.
Da tener conto comunque che, in tutti e due i modi, il filtro avrà bisogno di un rodaggio che va da tre a sei settimane.
In questa maniera, si formerà nuovamente un numero di batteri sufficiente al corretto filtraggio dell’acquario.
Solo dopo un corretto rodaggio e valori stabili dell’acqua possiamo provvedere al reinserimento degli animali gradualmente, in modo da poter evitare possibili stress dovuti a fattori psicologici o altro genere.

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