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L’imbarazzo della scelta: piccola guida ai mangimi per i nostri pesci

L’imbarazzo della scelta: piccola guida ai mangimi per i nostri pesci

I mangimi secchi (fiocchi, granuli, pellets, crisp, ecc.) sono stati i primi ad essere prodotti espressamente per i pesci da acquario, composti da un’ampia varietà di materie prime sia animali che vegetali. I mangimi liofilizzati sono invece alimenti disidratati in condizioni di sottovuoto, per ridurre al massimo i rischi di contaminazione batterica. Infine, i mangimi surgelati sono simili a quelli per il consumo umano e hanno ormai sostituito in buona parte il “vivo”.
Ecco come scegliere il cibo più adatto ai nostri pesci e come somministrarlo nel migliore dei modi

Per i primi acquariofili, nutrire i propri pesci costituiva un problema.
Frigoriferi e congelatori domestici cominciarono a diffondersi solo alla fine degli anni Venti e furono comunque a lungo riservati alle classi più agiate. Unica alternativa ai cibi freschi e dunque deteriorabili (carni, prodotti della pesca, verdure) erano i mangimi vivi, come dafnie e tubifex, spesso raccolti in luoghi disagevoli e poco salubri, che si cercava poi di mantenere in vita il più a lungo possibile con mezzi di fortuna. L’avvento dei mangimi secchi ha dato un notevole impulso allo sviluppo dell’acquariofilia moderna, che si è avvalsa in seguito anche dei cibi surgelati e liofilizzati: se il nostro hobby è così diffuso, lo si deve anche alla facilità con cui è possibile alimentare i pesci e gli altri organismi ospitati nelle nostre vasche. Oggi, per fortuna, i rischi di patologie e disturbi causati da avitaminosi – un tempo molto alti – si sono assai ridotti, grazie anche all’offerta sempre più ampia e diversificata di mangimi che, con un’opportuna alternanza, consentono di fornire ai nostri pesci un’alimentazione completa per tutto il loro ciclo vitale, inclusa la riproduzione. La regola d’oro da seguire, infatti, è sempre quella di offrire ai nostri beniamini una dieta il più variata possibile.

L’imbarazzo della scelta: piccola guida ai mangimi per i nostri pesci

Mangimi secchi, i più pratici e diffusi
Un alimento essiccato e disidratato (privo cioè di gran parte dell’acqua di cui è originariamente costituito) si conserva assai più a lungo dell’originale, purché tenuto perfettamente asciutto. Notevoli sforzi da parte dell’industria mangimistica sono stati fatti anche per migliorare l’appetibilità e al contempo diminuire la capacità inquinante dei mangimi secchi. Oggi essi sono la componente più importante della dieta dei pesci tropicali d’acqua dolce, mentre il loro utilizzo nell’acquario marino è ancora piuttosto limitato in quanto non tutti i pesci di mare li gradiscono.

Ecco una scheda riassuntiva di questo tipo di alimentazione.

• Secchi semplici
Come sono fatti: sono stati i primi mangimi secchi per pesci da acquario e hanno una composizione molto semplice (soprattutto dafnie o altri piccoli crostacei essiccati). Dopo la raccolta il prodotto viene lasciato al sole, o riscaldato in appositi forni a 50-60°C per alcuni giorni, fino a seccare completamente. Confezioni e formati: le dafnie secche sono vendute in semplici bustine o in barattoli con chiusura a vite (preferibili). La confezione
più venduta è da 100 ml. Comportamento in acqua: galleggiano a lungo, affondando molto lentamente anche dopo la completa reidratazione. Utilizzo: in passato le dafnie secche, note come “pulci d’acqua”, si usavano come principale (se non unico) alimento per i pesci rossi; oggi sono utilizzate soprattutto come cibo di base (non unico però!) per le giovani tartarughe acquatiche. Vantaggi: si tratta di un cibo assolutamente naturale, senza aggiunte e privo di qualsiasi sofisticazione dovuta al sistema di lavorazione. È anche il mangime più economico. Svantaggi: il valore nutritivo è piuttosto limitato, inoltre la lavorazione causa una perdita di vitamine che vanno necessariamente reintegrate usando appositi integratori in gocce polivitaminici. Il processo di essiccazione produce generalmente un certo compattamento dei tessuti, per cui le dafnie secche sono piuttosto “dure”, spesso poco gradite ai pesci con bocca piccola e mascelle non particolarmente robuste come neon e guppy.


• Secchi composti in scaglie
Come sono fatti: per la loro fabbricazione, numerosi alimenti diversi (farine di pesce, alghe, cereali, grassi del latte, ecc.) vengono triturati finemente,
disciolti in acqua sino ad ottenerne una pasta molto molle, poi spalmati su un rullo di acciaio mantenuto ad elevata temperatura. Man mano che il rullo gira, l’impasto si asciuga e viene quindi grattato via da una lama, dopo pochi secondi. Si ottengono in questo modo dei “fiocchi” (ovvero delle lamine di cibo molto leggere) variamente colorati, di sapore gradevole per i pesci e di contenuto abbastanza completo.

Alle elevate temperature di lavorazione alcuni principi alimentari termolabili si degradano e le vitamine in particolare sono generalmente distrutte da questo tipo di lavorazione: oggi però quasi tutti i fioccati in commercio sono addizionati delle vitamine più importanti (come la C, la A, la B1 e B2, la D3 e la E), stabilizzate dopo il processo di lavorazione (i fiocchi vengono spruzzati con le vitamine ed asciugati a basse temperature), rappresentando quindi alimenti completi sotto ogni punto di vista, previo rispetto della data di scadenza. Confezioni e formati: vengono offerti nei classici barattoli di plastica, con pellicola di alluminio rimuovibile al primo uso e tappo avvitabile a garanzia di una chiusura pressoché stagna. I formati più richiesti sono: 100, 250, 500 e 1.000 ml; per allevatori e acquariofili con molte vasche sono convenienti i formati professionali da 10-12 l.

Comportamento in acqua: galleggiano affondando più o meno lentamente, a seconda della composizione e dello spessore del fiocco e della turbolenza dell’acqua. Utilizzo: costituiscono la dietabase della maggioranza dei pesci tropicali d’acqua dolce onnivori e vegetariani, mentre possono essere solo un complemento alla dieta di quelli carnivori o comunque particolarmente esigenti (discus, ram, Ciclidi nani, piranha, pesci palla, ecc.). Per i pesci marini onnivori (Pomacentridi, Acanturidi, Gobidi, ecc.) costituiscono un ottimo alimento ma sempre da integrare con altri cibi. Vantaggi: facili da reperire in un’ampia gamma di formulazioni per ogni esigenza (per specie vegetariane,per avannotti, per pesci marini, per stimolare la colorazione, ecc.) e di formati, pratici da somministrare e conservare anche a lungo. Svantaggi: non sono appetiti da tutti i pesci, se non ben dosati possono risultare fortemente inquinanti, inoltre sono poco adatti alla maggioranza delle mangiatoie automatiche in quanto tendono facilmente a compattare anche con umidità ridotta.

• Secchi composti granulati
Come sono fatti: sono normalmente prodotti a basse temperature con particolari macchine che mescolano vari ingredienti con grassi naturali e compattano poi l’impasto per produrre una sorta di sbriciolato sottile. Confezioni e formati: v. secchi composti in scaglie, occupando meno volume vengono offerti di solito in confezioni più piccole misurate a peso (da 20 a 100 g quelle più usate). Comportamento in acqua: a meno che il processo di lavorazione non comprenda l’inclusione di notevoli quantità di grassi, i granulati tendono a cadere sul fondo pochi secondi dopo la somministrazione. Soprattutto quelli di calibro maggiore affondano piuttosto rapidamente, quelli più fini possono galleggiare per qualche tempo in acqua calma. Utilizzo: v. secchi composti in scaglie, rispetto ai quali sono spesso più graditi ai pesci carnivori e “schizzinosi”, inclusi quelli marini. Vantaggi: rispetto ai fioccati, i granulati contengono in genere una maggiore quantità di acidi grassi, inoltre il processo di lavorazione garantisce la conservazione delle caratteristiche organolettiche degli ingredienti di base e la possibilità di aggiungere vitamine ed altri integratori utili (ormoni, coloranti, medicamenti, ecc.). Sono poi più compatti e concentrati nonché meno igrofili e, quindi, più adatti al caricamento dei distributori automatici di mangime. Svantaggi: se non si “azzecca” il calibro giusto adeguato alla bocca dei pesci, si rischia di renderli pressoché immangiabili per essi; molti pesci, comunque (specie se abituati alle più “morbide” scaglie), li risputano dopo averli ingoiati. La maggiore rapidità con cui affondano rispetto ai fiocchi può causare problemi di inquinamento nelle prime somministrazioni, quando i pesci non sono ancora abituati ad accettarli come cibo.


Pellets galleggianti, pastiglie per il fondo

• Secchi pellettati o “sticks”
Come sono fatti: una macchina simile a quella descritta per i granulati produce una sorta di “spaghetti” che vengono poi asciugati con l’aria calda e sminuzzati in modo da formare i tipici “cilindretti”, più o meno sottili. Un tipo di lavorazione simile è applicata agli alimenti “estrusi”, più costosi e leggeri dei pellets normali. Confezioni e formati: v. secchi composti granulati, sono venduti sia a peso (da 30 a 180 g i formati più usati per i pesci tropicali) che a volume (da 1 a 10 l i formati utilizzati per i laghetti). Comportamento in acqua: variabile, i pellets in genere precipitano al fondo abbastanza rapidamente, anche se i grassi presenti tendono a mantenerli in sospensione, mentre gli estrusi sono caratterizzati da una maggiore tendenza al galleggiamento per la presenza di minuscole bolle d’aria al loro interno. Quest’ultimo accorgimento è utilizzato soprattutto per gli sticks dedicati alle carpe koi e ai pesci da laghetto in genere.

Utilizzo: sono destinati sia all’alimentazione di pesci “di bocca buona”, come carpe ed altri Ciprinidi da laghetto, che a quella di pesci da acquario carnivori di media-grossa taglia (grandi Ciclidi americani, arowana e dragonfish, ecc.) e dei “piranha erbivori”. Vantaggi: salvo eccezioni (pellets specifici per Ciclidi e altri pesci esotici da acquario), sono abbastanza economici, specialmente quelli contenenti grandi quantità di fibre vegetali. Il loro calibro è ideale per attirare e saziare i pesci da acquario più grandi e voraci (come l’oscar e gli arowana), per i quali spesso le scaglie o i granuli sono eccessivamente piccoli e dispersivi. Svantaggi: contengono in genere minori quantità di acidi grassi e maggiori quantità di composti usati come “collante” (es.: farina di guarr, Agar, ecc.). Soprattutto i pellets per pesci di laghetto sono in genere piuttosto “poveri” dal punto di vista nutritivo ed eccessivamente ricchi di fibre, richiedendo una opportuna integrazione con altri cibi più nutrienti e proteici.

• Secchi composti in compresse
Come sono fatti: i metodi di produzione possono essere numerosi. Ad esempio, è possibile pressare in pastiglie alimenti di varia natura (fiocchi, granuli, ecc.), oppure produrre le pillole partendo da alimenti di base conglobati mediante farine. Confezioni e formati: in barattoli come gli altri mangimi secchi, venduti a peso (da 30 a 150 g i formati più diffusi) o numero di pezzi (da 100 a 500). Comportamento in acqua: affondano rapidamente, dovendosi necessariamente consumare sul fondo. Utilizzo: si prestano ad usi molto peculiari, come la nutrizione di pesci da fondo (pastiglie miste a base animale/vegetale per Corydoras spp., a base essenzialmente vegetale per pesci algivori come i Loricaridi) o di invertebrati d’acqua dolce o marina (granchi, paguri, chiocciole, ecc.). Vantaggi: affondano rapidamente ma si sfaldano con lentezza, risultando perciò ideali per un consumo graduale e continuativo da parte dei pesci di fondo. Svantaggi: solitamente vengono somministrati di sera, allo spegnimento delle luci, rendendo difficile un controllo da parte dell’acquariofilo sull’effettivo gradimento per i pesci di questi mangimi, che se non consumati interamente possono risultare piuttosto inquinanti.


Microincapsulati, geniali ma incompresi

Questi alimenti sono preparati con tecniche d’avanguardia, che permettono di ottenere ottimi successi soprattutto come sostitutivi di alcuni cibi utilizzati per l’alimentazione delle larve di molti pesci. Purtroppo hanno incontrato finora scarso successo in acquariofilia, anche a causa di problemi di palatabilità per i pesci.

• Microincapsulati
Come sono fatti: sono preparati sulla base di una miscela in sospensione liquida, contenente tutti i principi alimentari che si desiderano includere. Si spruzza poi sulla superficie del liquido, con una certa violenza, un particolare composto a base lipidica, non solubile in acqua: questa sostanza, scorrendo sulla superficie, ingloba piccole quantità della soluzione in minuscole perline, immediatamente asciugate e raccolte in un angolo del contenitore. Le perline sono costituite da un involucro sottilissimo (la sostanza spruzzata) contenente la miscela alimentare. Confezioni e formati: in buste a tenuta stagna o barattoli con tappo a vite, generalmente in piccoli formati (da 20 a 40 g i più usati) data l’elevata resa nutritiva. Comportamento in acqua: la presenza dell’involucro idrofobico fa sì che le particelle resistano a lungo nell’acqua senza degradarsi e continuino a fluttuare senza precipitare al fondo, divenendo così ottime prede per avannotti ed invertebrati filtratori. Utilizzo: i microincapsulati sono ideali per l’alimentazione delle larve dei pesci, in sostituzione di alcuni cibi vivi (es. Brachionus ed altri rotiferi); possono però essere anche conglobati in piccoli granuli divenendo così un alimento per pesci adulti di qualunque taglia. Vantaggi: poiché la qualità della miscela alimentare può essere determinata a piacimento, si possono includere nei micro-incapsulati vitamine, proteine nobili, acidi grassi essenziali e persino fertilizzanti per piante, se necessario. Svantaggi: la loro palatabilità, quando ridotti in granuli, lascia a desiderare poiché si perdono i “profumi” dei composti di base, inoltre la presenza delle sottili pareti di protezione li rende al palato simili a “pietruzze”; come risultato, molti pesci non sono propensi a riconoscerli come cibo.


Surgelati,la catena del freddo

Un’ottima alternativa al cibo vivo (di non facile reperibilità e ancor meno semplice mantenimento in casa) è data dai mangimi surgelati, sempre più diffusi anche per l’alimentazione dei nostri pesci.

• Surgelati
Come sono fatti: per bloccare sul nascere la decomposizione batterica, il cibo va congelato all’istante a circa –50°C e in seguito conservato ad almeno –20°C per il periodo indicato per legge su ogni confezione. I mangimi surgelati più diffusi sono quelli monospecifici, costituiti cioè da una sola specie animale: artemie adulte e larve rosse di chironomi in primo luogo, ma anche mysis, copepodi e krill (piccoli crostacei planctonici marini), dafnie (crostacei planctonici d’acqua dolce), larve bianche (coretre) e nere (Culex) di zanzara, latterini (pesciolini destinati ai predatori in sostituzione dei pesci vivi) e polpa di mollusco (cozze e vongole). Un crescente successo stanno avendo anche i mangimi composti, formati cioè da più tipi di alimenti per soddisfare i bisogni nutrizionali di pesci esigenti (discus, Ciclidi africani, avannotti, Pomacantidi e Chetodontidi, ecc.).

Confezioni e formati: sono generalmente venduti in comodi blister a cubetti/porzione da 100 g, per chi ne fa largo consumo sono però più convenienti le tavolette da 500 g disponibili per le tipologie più comuni (soprattutto artemie e chironomi). Comportamento in acqua: se correttamente scongelati prima della somministrazione, questi alimenti di regola affondano più o meno lentamente senza galleggiare, continuando a fluttuare a mezz’acqua in presenza di adeguate correnti (pompa, diffusore d’aria, filtro). Utilizzo: il loro impiego è particolarmente diffuso in acquariofilia marina, dove la maggioranza dei pesci viene prelevata in natura e specie all’inizio accetta con difficoltà i mangimi lavorati, mostrando invece di preferire i surgelati in quanto più simili alle loro prede abituali.

Anche in acqua dolce però il consumo di questi cibi sta crescendo, sia come gradita variante alla dieta “secca” che come alimento principale di pesci esigenti o in riproduzione (Ciclidi come discus e ram, killifish, ecc.). Vantaggi: se eseguita correttamente, la surgelazione non modifica granché né le caratteristiche organolettiche (aspetto, odore, sapore), né quelle nutritive dell’alimento, che appare così pressoché identico all’originale in vivo. Svantaggi: è necessario disporre di un congelatore per la conservazione. Se mal conservati (interruzione della catena del freddo), possono indurre malattie a carico del fegato e dei reni dei pesci. La surgelazione non elimina del tutto il rischio di introdurre in acquario parassiti e patogeni con gli alimenti, ciò vale soprattutto per i chironomi e talvolta con le dafnie raccolte negli stagni.

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