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Amphiprion ocellaris, salvate il pesce pagliaccio

news lug ago 2008home

Salvate il pesce pagliaccio vittima del suo successo. A rischio estinzione dopo il film della Disney - L'allarme lanciato da un biologo marino Billy Sinclair, docente alla University of Cumbria che ha studiato le barriere coralline.
Aumentano le importazioni, diminuiscono gli esemplari.
Salviamo il pesce pagliaccio vittima del suo successo.
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È una storia che ha intenerito milioni di padri e di figli in tutto il mondo: l'epica lotta di un papà per ritrovare il figlio perduto. Entrambi, sia il genitore che la sua amata creatura, sono pesci, o meglio pesciolini, per la precisione pesci pagliaccio: un adorabile animaletto pinnato, di un bel colore arancione striato di bianco. Nella storia, dopo che un barracuda gli ha mangiato la mamma e i fratelli (questi ultimi ancora chiusi dentro le uova), il pesce-bimbo si perde nell'oceano, viene pescato da un dentista, che se lo porta a casa, a Sidney, lo regala a una pestifera figlia, che lo chiude in un acquario. Alla fine di innumerevoli avventure, il pesce-papà ritrova suo figlio, che evade dall'acquario e torna felice nel suo ambiente naturale, il mare.

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Questa è la trama di "Alla ricerca di Nemo" ("Finding Nemo" nella versione originale), il film della Walt Disney in associazione con la Pixar che nel 2003 ha ottenuto il maggiore incasso di tutti i tempi per un cartone animato e un premio Oscar l'anno successivo. La pellicola aveva una evidente morale: il posto di quei bei pesciolini colorati è il mare, non l'acquario di casa, che a qualcuno di noi può piacere come pezzo d'arredamento ma che a loro, i pesci che ci abitano, probabilmente deve sembrare una prigione.

Ma l'effetto a lungo termine, a quanto pare, è stato l'esatto opposto: quei milioni di bimbi umani, tornati a casa dal cinema, hanno chiesto al papà e alla mamma di comprare loro un pesce come quello del film. E adesso i naturalisti lanciano l'allarme: il pesce pagliaccio rischia di scomparire dai mari, sta diventando una specie in via di estinzione. Se continua così, la "ricerca di Nemo" diventerà infruttuosa: non lo si troverà più da nessuna parte, tranne che nell'acquario da cui lui voleva disperatamente fuggire.
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Amphiprion ocellaris di circa 2,5 cm

A segnalare questo pericolo imminente è stato un biologo marino britannico, Billy Sinclair, docente alla University of Cumbria, che ha trascorso gli ultimi cinque anni a studiare i pesci pagliaccio delle barriere coralline australiane. Ha scoperto così che in alcune aree il numero di esemplari di questa specie è calato del 75 per cento. "Per essere salvato dall'estinzione - afferma lo scienziato - dovrebbe essere immediatamente classificato come specie a rischio".

Naturalmente non tutti i pesci pagliaccio che finiscono negli acquari provengono dalla barriera corallina australiana o da qualche altro mare tropicale: in Gran Bretagna, per esempio, secondo dati citati dallo stesso Sinclair, ogni anno vengono importati circa 110 mila pesci pagliaccio, il 50 per cento dei quali viene allevato in cattività, ovvero di fatto nasce già in un acquario. Ma la restante metà viene da un mare o da un oceano. Ed è comunque abbastanza per minacciare la sopravvivenza di questa specie.
Paradossalmente, insomma, la commovente storia del piccolo Nemo animato è servita, anziché a proteggerlo e a salvarlo, a mettere in pericolo il pesce pagliaccio della realtà. Forse bisognerebbe girare un altro film, intitolato "E smettetela di cercare Nemo!", perché venga lasciato dov'è, in pace, a casa propria.

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Tutti pazzi per Nemo: è prevedibile che anche in Italia si ripeta quanto già successo in America e in Inghilterra all’uscita del nuovo film Disney Alla ricerca di Nemo. Conquistati dal simpaticissimo protagonista, un pesce pagliaccio che dalla barriera corallina finisce per ritrovarsi nell’acquario di un dentista di Sidney, i piccoli spettatori e i loro genitori sono corsi in gran numero ad acquistare questi pesci marini tropicali. Pesci delicatissimi, catturati in mare e destinati a una triste fine se trasferiti in acquari non adatti alle loro esigenze.

"Alla ricerca di Nemo" esce ora in Italia e, mentre la maestria dei disegnatori Disney ci accompagnerà nelle meraviglie della barriera corallina, AIPA Associazione Italiana Pesci e Acquari, che si adopera per favorire la corretta diffusione dell’hobby degli acquari e soprattutto il rispetto e la protezione dei pesci “da compagnia”, rivolge a tutti i bambini (e ai loro genitori) un importante messaggio.

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Se amate Nemo ricordate che:
Nemo non è un pesciolino rosso, di quelli forti e coraggiosi che siamo abituati a vedere in piccoli acquari di acqua fredda.
Nemo è un delicato pesce pagliaccio, il suo vero nome è Amphiprion, e vive solo nella barriera corallina.
Nemo preferisce la barriera corallina e soffre se rinchiuso in un acquario che non sappia ricreare per lui lo stesso ambiente in cui è abituato a vivere: acqua tiepida e simile a quella marina ottenuta con speciali sali; una vasca di grandi dimensioni nella quale possa nuotare comodamente, dotata dell’occorrente per filtrare l’acqua e riscaldarla, e di una adeguata illuminazione. Non dimentichiamo che il pesce pagliaccio ama vivere in compagnia dell'Attinia, un invertebrato urticante, di aspetto simile all'erba, tra i cui lunghi “rami” trova rifugio. E attenzione al cibo: Nemo non mangia le briciole di pane, e neppure il mangime per i pesci d'acqua dolce. Gli è indispensabile lo speciale mangime per i pesci marini.

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Il pesce pagliaccio ama vivere con l'Attinia, un invertebrato urticante

Nemo e la sua casa, l’acquario marino tropicale, richiedono cure molto particolari, una lunga esperienza, capacità e attrezzature tecniche specifiche.
Non commettiamo l’errore di liberare, in mare o in un qualunque specchio d’acqua, né tanto meno negli scarichi, Nemo e nessun pesce che vive in un acquario: sarebbe destinato a morte sicura!
Quindi, se sull’onda dell’irresistibile Nemo si vorrà adottare un pesce per amico, meglio cominciare con pesci tropicali sì, ma d’acqua dolce, ugualmente belli, colorati e appaganti ma molto più semplici da curare. Inoltre saremo sicuri di non danneggiare il mondo di Nemo e dei suoi amici: infatti, come avvertono gli esperti dell’AIPA, il 92% dei pesci tropicali d’acqua dolce che si trovano normalmente in commercio sono d’allevamento e quindi soggetti a
norme e controlli rigorosi.
Non rinunciamo quindi alla compagnia di piccoli “amici di Nemo”: l’acquario è infatti uno splendido “pezzo di natura” in casa che ha virtù educative e terapeutiche.
A.I.P.A. - Associazione Italiana Pesci ed Acquari
Per informazioni: Tel. 049 8988693 – 335 6056796

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