Tutte le NEWS su l'Acquacoltura

ALGHERO Acquacoltura italiana, una nuova frontiera - Due giornate d'incontri, il 2 e il 3 dicembre, all'hotel Catalunya

Due giornate d'incontri, il 2 e il 3 dicembre, all'hotel Catalunya, promossi dall'ASA - Associazione Acquacoltori, affiliata alla Coldiretti

L'Acquacoltura italiana sarà il tema di due giornate di incontri che si terranno ad Alghero, il 2 e il 3 dicembre, all'hotel Catalunya, promossi dall'ASA - Associazione Acquacoltori, affiliata alla Coldiretti. Nell’ambito della manifestazione si analizzeranno vari aspetti dell’acquacoltura italiana attraverso una discussione che vedrà alternarsi produttori, esponenti delle istituzioni nazionali ed europee, esponenti politici, rappresentanti dei ristoratori, della distribuzione alimentare organizzata, delle associazioni di tutela dei consumatori, del mondo dell’ambientalismo e del mondo del credito.

L’Associazione Acquacoltori, pone come primo elemento della sua azione quello di lavorare per creare una filiera italiana dei prodotti dell’acquacoltura in un mercato, quale è quello dei prodotti ittici in Italia, ancora poco trasparente e di difficile comprensione per i consumatori. Discuteranno i produttori, i consumatori, la GDO (Grande Distribuzione Organizzata), i ristoratori e i rappresentanti delle istituzioni, per avviare la costruzione di un sistema di regole che offra al consumatore tutte le informazioni utili perché, in un mercato libero e aperto, sia messo realmente nella condizione di fare scelte consapevoli. Di particolare importanza è il ruolo della ristorazione che, forte di un dato statistico che attesta nel 75% circa il consumo extra domestico di prodotti ittici, deve garantire anch’essa un livello accettabile di trasparenza nei confronti del consumatore, in modo da favorire ancora una volta la scelta consapevole di un prodotto italiano, rispetto ad uno di provenienza estera, elemento a oggi non garantito nella maggioranza dei casi.

L’iniziativa sarà accompagnata nel corso della due giorni da una «sfida» tra gli chef che proporranno le diverse interpretazione di piatti a base dei prodotti dell’acquacoltura italiana da primato per convenienza e gusto. In particolare verranno realizzati piatti a base di trote, anguille, muggini, orate e spigole, cui saranno abbinati i prodotti della rete dei Mercati di Campagna Amica della Coldiretti della Sardegna.

Giovani imprenditori agricoli (compresa l'acquacoltura): scade il prossimo 16 novembre 2010 il bando per la selezione di progetti di ricerca

Il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, come deliberato dall’Oiga  (Osservatorio per l’imprenditoria giovanile in agricoltura), ha emanato, con Dm prot. 22805 del 15.10.2010, il bando per la selezione di progetti di ricerca industriale nel settore dell’agricoltura, compresa l’acquacoltura, proposti da piccole e medie imprese condotte da giovani imprenditori agricoli, da realizzarsi attraverso la collaborazione con organismi di ricerca.

Le risorse disponibili messe a bando sono pari a 2.000.000,00 euro salvo integrazioni successive, ed il finanziamento massimo concesso per ogni singolo progetto di ricerca (pari al 75 per cento del costo ritenuto congruo), sarà pari a  150.000,00 euro. Il contributo, con eccezione dell’eventuale quota di anticipazione, sarà erogato sotto forma di rimborso delle spese sostenute.

Le proposte di progetto, presentate esclusivamente attenendosi alle istruzioni fornite dal bando e utilizzando i modelli ivi indicati, dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 16 novembre 2010, al seguente indirizzo: Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Direzione Generale della competitività per lo sviluppo rurale, Ufficio Cosvir IV – Ricerca e sperimentazione, via XX settembre 20, 00187 Roma (III Piano, Stanza 76).

Per ogni ulteriore informazione sulle modalità di invio dei progetti, si rimanda al testo completo del bando e ai relativi allegati, reperibili sul sito web: www.politicheagricole.it nella sezione Ricerca e sperimentazione.Eventuali richieste di chiarimenti sul bando in parola potranno essere inviate all’indirizzo e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'acquacoltura è il mezzo più efficace per avere proteine animali a basso costo

Aumenta il consumo, ma rimane qualche dubbio
Pesce d'allevamento: buono e sano come il fratello "selvatico"

Pesce d'allevamento: buono e sano come il fratello selvatico

Sempre più pesce d'allevamento, sempre meno pesce pescato in mare.

E' quello che sostiene la FAO, indicando un trend unidirezionale. Nel 2010, il consumo di pesce allevato con acquacoltura ha pareggiato quello catturato in libertà. Nel 2011, poi, il prodotto allevato otterrà un netto vantaggio. Tale andamento è chiaro anche osservano la situazione europea ed italiana: negli ultimi 10 anni la presenza di pesci acqua coltivati si fa sempre più frequente.

Ciò detto, i dubbi non sono scomparsi: il pesce viene cercato per la sua composizione, con omega-3, proteine, vitamine e minerali, in grado di potenziare la salute. Allora, molti consumatori si chiedono se le creature allevate abbiano lo stesso valore nutrizionale dei loro fratelli che vivono in libertà.

Secondo molti esperti, la risposta è positiva. Ad esempio, la dottoressa Elena Orban, dell'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per l'Alimentazione e la Nutrizione): "Secondo le nostre indagini, a parità di contenuto di proteine, sali, vitamine e omega 3, i pesci d'allevamento hanno più omega 6".

All'origine, il mangime degli animali, che contiene oli vegetali. Unica possibile controindicazione: pesci con troppi omega 6 potrebbero causare all'uomo processi infiammatori.

Sul tema dice la sua anche Vittorio Moretti, dell'Istituto di ispezione degli alimenti di origine animale. Per Moretti, "L'acquacoltura è il mezzo più efficace per avere proteine animali a basso costo. L'allevamento è "intensivo", oppure "estensivo". Nel primo caso, il pesce, confinato in vasche, è nutrito dall'allevatore con oli e farine di pesce e cresce alla svelta. Nel secondo, che in Italia si effettua soprattutto in laguna, il pesce viene "seminato" e confinato in ambiente naturale, ma trova da solo il nutrimento, perciò cresce lentamente e risulta, per composizione e gusto, più simile al pesce "selvaggio''". Bisogna poi ricordare come "Da noi, come in tutta la UE, vengono svolti controlli accurati sulla salubrità del pesce. Comunque, io consiglio di scegliere pesce allevato in Italia, che in 24 ore arriva fresco alla grande distribuzione".

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

http://www.inran.it/ - Fonte NEWSFOOD.com

Legge sulla pesca, coop in attesa del sì in Consiglio

Interventi a sostegno dello sviluppo socio-economico delle marinerie campane e ristrutturazione dei porti pescherecci. Il mondo campano delle coop plaude al via libera nell'ottava commissione (Agricoltura) di Pasquale De Lucia alla legge regionale sulla pesca a soli sei mesi dall'insediamneto della Giunta Caldoro.
Agci, Legacoop, Confcooperative, Unci, Federpesca, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca sono convinti che il testo avrà importanti ricadute sul fronte occupazionale. "E' una legge di sistema - dicono i responsabili regionali di settore - che il comparto della pesca attende da decenni e che, grazie al lavoro di concertazione della Commissione preposta, è giunta ad approvazione velocemente e all'unanimità. Ora – proseguono - diventa cruciale accelerare sull'approvazione definitiva in aula, per dare risposte concrete a un settore produttivo che sconta anche in Campania una grave crisi".

LE MISURE
Di particolare interesse, secondo le organizzazioni di settore le azioni previste per lo sviluppo socio-economico delle marinerie campane, anche mediante il potenziamento delle attività integrative alla pesca ; la ristrutturazione e lo sviluppo dei porti pescherecci ; una riserva di posti nei porti pescherecci di almeno il 5 per cento per l'ormeggio e per lo sbarco di imbarcazioni da pesca. E ancora: il riconoscimento del ruolo dell'associazionismo e della cooperazione del settore, con azioni di promozione e sostegno; la destinazione del 30 per cento delle risorse del Fondo statale destinato all'agricoltura e alla pesca al settore della pesca marittima ed acquacoltura .
"Quest'ultima misura – concludono le coop – è molto importante perchè permette, finalmente, di programmare con certezza la spesa e gli investimenti".

PESCA - Italiana la certificazione per la pesca sostenibile

Friend of the Sea (Amico del Mare) – così si chiama il principale schema di certificazione dei prodotti da pesca ed acquacoltura sostenibile. Ideato da un team di ambientalisti italiani ed internazionali, la sede dell’omonima organizzazione non-profit che coordina il progetto è proprio a Milano, anche se può contare su numerosi collaboratori in tutti i continenti. Il logo ‘Friend of the sea’ sui prodotti certificati consente ai consumatori di riconoscere facilmente quelli da origine verificata e controllata come sostenibile per l’ambiente.

Il gruppo di esperti indipendenti che ha sviluppato Friend of the sea è forte di una ventennale esperienza nel progetto Dolphin-Safe, che certifica il tonno pescato senza danni ai mammiferi marini. Tale progetto, grazie anche all’attiva collaborazione dell’industria del tonno internazionale, ha consentito di salvare circa due milioni di delfini da morte certa nelle reti di pesca del tonno.

“Sulla base della positiva esperienza acquisita in qualità di responsabile europeo del progetto Dolphin-Safe” - spiega Paolo Bray, il fondatore e direttore di Friend of the Sea - “ho deciso di sviluppare un progetto di certificazione che valutasse il potenziale impatto ambientale dei metodi estrattivi – pesca od acquacoltura – di tutti prodotti ittici e da specie acquatiche”.

Oltre cento sono attualmente i produttori certificati ed autorizzati ad utilizzare il logo Friend of the sea, in Italia ed in 34 nazioni. 30 flotte di pesca e circa 50 impianti di acquacoltura sono stati approvati da audit svolti da certificatori di terza parte, sulla base dei rigidi requisiti di sostenibilità sviluppati da un comitato tecnico internazionale. Sono dunque disponibili sui mercati internazionali circa 60 specie diverse da origini sostenibili.

Per poter ottenere la certificazione Friend of the Sea, le attività di pesca ed acquacoltura vengono ispezionate in sito dagli auditor. Per la pesca viene verificato che la popolazione target (stock) non sia sovrasfruttata; il rispetto della taglia minima; le dimensioni delle reti; la zona di pesca ed il rispetto delle zone protette e del fondale marino. Per l’acquacoltura l’auditor valuta l’impatto del sito produttivo sugli habitat critici (mangrovie, zone umide, ecc); il rispetto della normativa sui parametri delle acque; la prevenzione delle fughe di pesce; la gestione dei rifiuti e l’impatto dei mangimi.

“Diverse origini non sono state approvate in quanto il loro impatto risulta non essere sostenibile per l’ambiente, principalmente polpo del Marocco, il nasello di Sud Africa e Namibia, i gamberi indiani ed alcuni produttori di acquacoltura” commenta Bray “Ci auguriamo che quanto prima tali produttori riescano a ridurre il loro impatto sull’ambiente”.

Circa la metà dei prodotti certificati origina da flotte artigianali in Paesi in via di sviluppo o piccoli produttori, in linea con gli obiettivi della FAO per questo genere di certificazione.

Tra le aziende italiane con prodotti certificati Friend of the Sea: Agroittica Lombarda S.p.A. (caviale e storione); Astro Società Cooperativa Agricola (trote); Caviale S.r.l. (caviale); COAM S.p.A. (salmone); Coop Italia (vari prodotti); Esselunga (vari prodotti); Fjord (salmone); Generale Conserve S.p.A. (sgombro e tonno); Rizzoli Emanuelli S.p.A. (sardine e sgombri); Società Agricola Sterpo (trota).

fonte google news da italiavela.it

Federpesca e Confindustria unite per rilanciare la filiera ittica a "miglio zero"

Un’iniziativa innovativa per rispondere alle sfide del mercato unico

SAN BENEDETTO - Nasce l’Alleanza della Filiera Ittica fra la Federpesca e Confindustria, rivolta al rafforzamento della dimensione interna dell’economia ittica. Un’alleanza per ridare centralità ai protagonisti del settore e rilanciare un comparto economico primario intorno ad un progetto unitario di ampio respiro, questa l’idea guida per la manifestazione in programma per venerdì 19 novembre, con inizio alle ore 9 nella sala Smeraldo dell’Hotel Calabresi a S. Benedetto del Tronto.

Accorciamento della filiera a beneficio dei consumatori finali e dei soggetti che apportano valore aggiunto, in termini di beni o servizi, creando i presupposti per una forte azione di internazionalizzazione. Un’iniziativa innovativa per rispondere alle sfide del mercato unico e garantire la migliore offerta sui mercati dei prodotti della filiera ittica nazionale.

«Il processo di aggregazione avviato – sostiene Luigi Giannini direttore generale di Federpesca - intende definire un aggregato di imprese della pesca e delle attività industriali. È questo un approccio utile a favorire la valorizzazione di ogni singola componente, a partire dal comparto della produzione primaria, quello notoriamente più sacrificato nel percorso di filiera».

«La questione più pregnante – asserisce Bruno Bucciarelli presidente di Confindustria - è quella che deriva dalla struttura del mercato dei prodotti ittici nel nostro Paese, caratterizzato da uno sbilancio di circa un milione di tonnellate annue rispetto al livello di approvvigionamento garantito dalla produzione costituita dalle catture, dall’acquacoltura e dalla mitilicoltura».

Importante ricordare che il percorso che Federpesca proporrà in anteprima nazionale a San Benedetto del Tronto è utile per consentire lo sviluppo  sostenibile del settore nell’intento di consentire all’economia nazionale di riappropriarsi di spazi di mercato che sono stati ceduti in modo irrecuperabile per effetto della riduzione della capacità di pesca nazionale, scelta di indirizzo precisa della Politica Comune della Pesca.

«Nonostante che anno dopo anno e per decenni la situazione della pesca italiana si aggravasse sempre più e con una inevitabile invasione di prodotti di importazione, - dichiara Nazzareno Torquati coordinatore Assinpesca - si è continuato quasi in maniera autistica a percorrere lo stesso itinerario e a discutere per mesi sul periodo di fermo e se andava fatto a partire dai primi di agosto o dalla settimana successiva. È tutto un sistema tecnologico di pesca che va riconsiderato con un fortissimo investimento nella ricerca ormai indispensabile ed utile ad individuare finalmente le aree di riproduzione e nursery e renderle sicure ed esercitare la pesca dove esiste la più alta concentrazione di individui maturi e costruendo attrezzi sempre più selettivi e meno invasivi sull’ecosistema marino».

Grande l’interesse che susciterà la posizione del direttore generale della pesca e acquacoltura Francesco Saverio Abate che recando il contributo dell’istituzione Ministeriale suggerirà percorsi di finanziamento ed azione tesi a dare risposte rapide alle istanze della marineria e delle attività che fino ad oggi hanno espresso interesse ad essere coinvolte nella filiera.

fonte google new da ilsegnale.it

Gli investitori scommettono sempre di più nell’acquacoltura

Crescono a livello globale gli investimenti nel settore dell’acquacoltura parallelamente all’aumento della domanda di pesce d’allevamento per soddisfare il bisogno proteico della popolazione mondiale. Nei Paesi a più rapido sviluppo come la Cina le persone stanno modificando la propria dieta includendo fonti di proteine più costose. La preferenza va innanzitutto alla carne di pollo e di maiale, seguita da quella bovina: questa scelta è tuttavia poco sostenibile, specialmente se si considera la quantità abnorme di acqua e grano necessaria ad allevare bovini. Molti credono perciò che il pesce d’allevamento sia la soluzione, perché costituisce un’ottima fonte proteica e può essere allevato in maniera sostenibile. Secondo i banchieri, gli imprenditori e gli investitori di tutto il mondo che si sono riuniti la settimana scorsa a Ginevra in occasione del Global AgInvesting Europe 2010, l’acquacoltura è il modo migliore per rispondere alla domanda di proteine a livello mondiale. Pesci d’allevamento come la tilapia non avrebbero alcuna difficoltà a trovare un gran numero di consumatori, dal momento che è ovvio che le persone vadano alla ricerca di fonti proteiche a basso costo. Secondo alcuni investitori l’acquacoltura è senz’altro più sostenibile, eviterebbe infatti la distruzione ambientale e il sovrasfruttamento delle risorse, attraendo così anche i consumatori dei mercati più sviluppati. Gli investitori concordano in particolare sul fatto che certi mercati, come quello dell’America Centrale e del Sudest asiatico, possano giocare un ruolo chiave nell’acquacoltura, soprattutto considerando che sono proprio questi i Paesi che meglio padroneggiano attualmente le pratiche di allevamento.

fonte google new by zootecnews.com

LEGA PESCA, E' ALLARME PER LA PESCA AI MOLLUSCHI

A conferma dei timori già espressi da Lega Pesca negli scorsi mesi, cresce di giorno in giorno la tensione, in particolare nelle marinerie venete dell’Alto Adriatico, dove  dal  1 ottobre  si sarebbe dovuta riaprire, come da calendario, la campagna di pesca dei cannolicchi con draghe idrauliche: mestiere reso però di fatto impraticabile in base alle nuove distanze minime dalla costa, prive di dignità scientifica, in vigore dal  1 luglio ai sensi del  regolamento UE sulla pesca mediterranea.

Nel rilanciare l’allarme, il presidente nazionale dell’Associazione, Ettore Ianì, denuncia le gravissime ripercussioni di questa situazione, che coinvolge anche marinerie del Tirreno laziale: la pesca dei cannolicchi rappresenta una alternativa alla crisi del comparto vongole, colpita recentemente da ripetute morie, e contribuisce peraltro a diminuire lo sforzo di pesca su questa specie. Colpire la pesca dei cannolicchi significa acuire la crisi, già aspra, dell’intero settore molluschi, innescando peraltro ripercussioni negative sullo stato complessivo delle risorse. I banchi naturali di cannolicchi non sono risorse in sofferenza, ma hanno il “difetto” di essere concentrate in prossimità della costa, circostanza di cui il Regolamento comunitario non tiene minimamente conto. In quanto risorse non condivise con altri Stati, vi è la possibilità per l’Italia di adottare un Piano di gestione che consenta l’esercizio della pesca compatibile con lo sfruttamento sostenibile della risorsa e con gli obiettivi della politica comune della pesca.

In questa direzione andava il Piano presentato alla Commissione europea dal Ministero nel 2009, che proponeva la delega della gestione della pesca dei molluschi bivalvi ai Consorzi di gestione (Cogevo), ma che è stato oggetto di richieste di modifiche ed integrazioni da parte dell’Unione Europea, che hanno dilatato i tempi per una positiva soluzione della vicenda, ormai non più rinviabile.  Il grave disagio dei pescatori oggi impone un intervento tempestivo e risolutivo, incalza Ianì, che dia certezze agli operatori, per non spingerli ad operare ai margini della legalità, e al rischio di pesanti sanzioni, come unica alternativa per non subire il definitivo tracollo dell’attività d’impresa. E’ indispensabile lavorare per accellerare il disco verde di Bruxelles al Piano di gestione italiano ,  conclude Lega Pesca, senza escludere nel contempo, come emerso anche nel corso dei un incontro ministeriale, l’opportunità di inoltrare una richiesta di modifica dell’art. 13 del Regolamento 1967/06 (Regolamento per la pesca in Mediterraneo), che preveda un aggiornamento dei limiti operativi dalla costa.

NASCE L’ANAGRAFE NAZIONALE DELL’ACQUACOLTURA

Con l'anagrafe nazionale dell'acquacoltura, il Ministero della Salute promuove la tutela economico-sanitaria del patrimonio di acquacoltura e del consumatore. La nuova anagrafe, disciplinata con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, viene attivata nel sistema dell'anagrafe nazionale zootecnica.

L'anagrafe dell'acquacoltura si basa: sulle dichiarazioni del proprietario o della persona da questi delegata; sull'assegnazione di un codice univoco identificativo ad ogni azienda di acquacoltura; sulla registrazione dei dati nella BDN, da realizzarsi nei tempi e con le modalita' stabilite dal manuale operativo. I Servizi Veterinari sono fra i soggetti responsabili del funzionamento del sistema.

Il proprietario dell'impresa dovrà segnalare la propria attivita' al servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio e richiede l'attribuzione dei codice identificativo aziendale qualora ne sia sprovvisto entro 30 giorni dall'attivazione in BDN della sezione dell'anagrafe di acquacoltura. Comunica inoltre, al servizio veterinario dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio ogni variazione relativa ai dati anagrafici riguardanti la propria impresa entro 7 giorni.

Le principali finalita' dell'anagrafe dell'acquacoltura sono: la tutela economico-sanitaria del patrimonio di acquacoltura; il supporto nella trasmissione di informazioni sullo stato sanitario delle aziende, degli allevamenti e delle imprese di acquacoltura, anche in relazione alle movimentazioni; il supporto nella trasmissione di informazioni a tutela del consumatore.

Tonni e pescispada nel nostro mare, domani la presentazione dei dati

Quanti sono, come e dove si spostano, anche rispetto alle variazioni dei microclimi mediterranei e alle fasi lunari, i tonni e i pesci spada del “Mare nostrum”? Lo dice la ricerca su queste risorse naturali e ittiche pregiatissime, ma anche a rischio di depauperamento, affidata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali al Settore pesca dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile che l’ha realizzata con Federpesca e un pool di esperti scientifici di fama internazionale.

Lo studio, che si propone come modello permanente e accuratissimo per le rilevazioni su tonni e pescispada, sarà presentato domani a Santa Margherita Ligure (nella villa San Giacomo) da istituzioni, enti e comunità scientifica. “Era necessario affinare e rendere permanente la rilevazione dei dati sui grandi pesci pelagici – dice Eugenio Massolo, presidente dell’Accademia e ‘chairman’ della giornata – e la nostra ricerca ha prodotto un nuovo metodo, con una avanzatissima piattaforma informatica multimediale per la raccolta e la condivisione, che presentiamo come modello al Ministero.” L’Accademia Italiana della Marina Mercantile, voluta e realizzata dalla Provincia di Genova con enti, istituzioni e mondo marittimo per preparare e imbarcare nuovi ufficiali, si è appena trasformata nel primo ITS (istituto tecnico superiore) ligure per l’alta formazione post diploma riconosciuto dal Miur e oltre ai corsi per ufficiali di coperta e di macchina “svilupperà per la pesca la ricerca applicata alle aziende, di cui questo studio è il primo importante esempio - dice il presidente della Provincia Alessandro Repetto che sabato sarà a Santa Margherita – e aprirà presto nuovi corsi per figure professionali di alto livello nel settore, come i tecnici superiori per la gestione della catena del freddo esperti nella corretta conservazione ittica, dal peschereccio al trasporto alla vendita, molto richiesti dalle grandi aziende e, anch’essi molto importanti, tecnici superiori per la sicurezza nelle attività di pesca che nel settore marittimo sono quelle dove si registra il numero più elevato di incidenti.” Molti e di grande prestigio i relatori della giornata: Plinio Conte, dirigente della Direzione Generale per la Pesca Marittima e l’Acquacoltura settore Affari Generali e Ricerca Scientifica, in rappresentanza del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Franco Biagi, della Direzione generale affari marittimi e pesca dell’UE, specializzato in Mediterraneo e Mar Nero, Laurie Kell, esperto internazionale dell’ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas), l’organizzazione intergovernativa responsabile per la conservazione del tonno e Luigi Giannini Direttore Generale di Federpesca.

Il rapporto finale sarà presentato dal gruppo di ricerca, composto da Antonio Di Natale, esperto di fama internazionale di biologia della pesca e di ecologia marina, Direttore scientifico del progetto, da Giuseppe Manzella, presidente della Commissione Oceanografica Italiana e Coordinatore di Oceanografia Operativa in ENEA e da Giorgio Genta, esperto in applicazioni web-based avanzate. Chairman sarà Eugenio Massolo, Presidente di Accademia Italiana della Marina Mercantile. Tra gli ospiti i presidenti delle Commissioni agricoltura e pesca alla Camera e al Senato, l’onorevole Paolo Russo e il senatore Paolo Scarpa Bonazza Buora, i membri italiani della Commissione pesca del Parlamento Europeo, gli onorevoli Guido Milana, che ne è vicepresidente,e Antonello Antinoro, dirigenti ministeriali e dell’ICCAT, i vertici della Guardia Costiera, i presidenti della Regione Liguria Claudio Burlando, della Provincia Alessandro Repetto e il sindaco di Santa Margherita Roberto De Marchi, i tre enti che patrocinano l’incontro, e rappresentanti di tutte le istituzioni. Alla giornata collabora la società Progetto Santa Margherita, di cui è amministratore Enzo Sorvino, che ha messo a disposizione Villa San Giacomo, nel Parco di Villa Durazzo.

Fonte: cittadigenova.com

VENETO: MANZATO A ZAIA, INSERIRE IL SETTORE PESCA TRA LE ATTIVITA’ DANNEGGIATE DALL’ALLUVIONE

Ricomprendere tra le attività colpite dai recenti eventi alluvionali anche la pesca artigianale realizzata nella primissima fascia costiera e nelle acqua marittime interne. E’ la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca Franco Manzato al presidente della Regione Luca Zaia nella sua veste di commissario straordinario per l’emergenza idraulica che ha colpito il Veneto. Ne è stata data comunicazione oggi a Palazzo Balbi in occasione della riunione dell’Unità di crisi per la pesca, istituita dalla Regione.

Da parte di più operatori e dalle stesse organizzazioni professionali è stato infatti segnalato che sono andate distrutte reti da posta e attrezzature minori utilizzate da pescatori di professione. Pur riconoscendo l’assoluta priorità che riveste il sostegno di settori economici ben più danneggiati, Manzato si farà carico di istruire le istanze provenienti dal mondo della pesca da poi sottoporre a Zaia per le valutazioni del caso. Nel corso della riunione dell’Unità di crisi sono state ricordate le criticità del mondo della pesca, che sta attraversando un momento particolarmente sfavorevole in cui si vanno sommando gli impatti negativi derivanti dalla contrazione degli stock ittici, dall’entrata in vigore di regolamentazioni restrittive imposte dall’ordinamento comunitario, dall’infrastrutturazione della fascia costiera (ripascimenti, terminal energetici, ecc.) fino ai recenti eventi alluvionali. Sono in previsione importanti iniziative sotto il profilo della ridefinizione delle politiche regionali di settore, tra cui gli “stati generali” della pesca e dell’acquacoltura e la stesura di un’organica legge di settore, oltre al recepimento del cosiddetto federalismo demaniale. E’ stato affrontato anche il tema della ricalibratura del programma sperimentale per la ricomposizione ambientale e produttiva, nell’ambito delle attività di escavazione marina e ripascimento costiero. Sono stati inoltre illustrati i positivi risultati del progetto pilota avviato nell’ottobre 2009 per ripopolare le aree del litorale veneto che hanno conosciuto nel 2008 un’eccezionale moria delle vongole di mare.


AcquariofiliaItalia.it

Il Portale dei Pesci d'Acquario dolce e marino. Consulenza e sviluppo di web marketing di alto livello su Brand aziende del Pet industry prodotti con mangimi ed accessori per acquariologia e acquariofilia in tutta Italia. Consulenze su allestimento arredamento o completamento negozi acquari ed animali in tutta Italia. Pubblicità per website Shopping on-line, produzione e vendita acquari su misura. Schede e News articoli di PESCI ACQUARIO DOLCE e Pesci marino acquario. Assistenza Biologo Acquariologia. Aquarium Fish, Aquarium line tank. Tommaso Arico' E' il fondatore del sito AcquariofiliaItalia.it, uno dei piu' visitati d'Italia. Per info o/e pubblicita' chiama al 0039 3388417722


iubenda

Homepage | Chi è Acquariofilia Italia | Iscrizione alla newsletter | Contatti | Pubblicita' | Offerte di lavoro | Privacy Policy

© Acquariofilia Italia - Corso Matteotti 137 - 60033 Chiaravalle (AN) - P.IVA: 02567230426 - N. REA: 197893