Terrario | Anfibi e Rettili

Eublepharis macularius, Geco leopardino

Eublepharis macularius, Geco leopardino

NOME
Genere e specie: Eublepharis macularius
Nome comune: “Geco leopardino”
Famiglia: Gekkonidae

PROVENIENZA

Aree rocciose, cespugliose e semidesertiche del Pakistan, Iran e Afghanistan.

CARATTERISTICHE

Il geco leopardino è un rettile notturno, generalmente da adulto raggiunge i 20/25 cm. Il nome EUBLEPHARIS deriva dalla congiunzione di due particelle EU=BELLA e BLEPHAR=PALPEBRA. Possiede una testa massiccia e palpebre mobili ed è dotato di piccole zampe e cinque dita ben distinte provviste di artigli ma non dispone di lamelle sub digitali. La sua coda funge da riserva alimentare, un geco denutrito o malato avrà una coda tendenzialmente magra e sottile. La pelle del leopardino non è molto spessa ma è dotata di decine e decine di tubercoli. Il nome “leopardino”deriva dalla particolarità della sua livrea composta da piccole chiazze scure su fondo chiaro simili appunto a quelle di un “leopardo”. Queste però non sono subito visibili alla nascita ma compaiono con la graduale crescita dell’animale. Gli esemplari giovani muteranno molto frequentemente mentre gli adulti avvieranno il processo di muta(ecdisi) ad intervalli di 3 mesi ciascuna, la relativa pelle morta(exuvia) verrà mangiata subito dopo.
Con il tempo molti allevatori hanno riprodotto tanti gechi leopardo selezionando moltissime varianti cromatiche(morph).
In caso di pericolo il leopardino si rizzerà sulle zampe e agiterà la coda provocando un certo sibilo e messo alle strette morsicherà inevitabilmente, la coda può staccarsi dando luogo al fenomeno della cosiddetta autotomia(se si desidera maneggiare il sauro è importante non sollevarlo dalla coda ma prenderlo da sotto la pancia).
Non prendete sottogamba il morso del leopardino, non è del tutto piacevole!

CATTIVITA’
Una colonia composta da un esemplare maschio e 2 o 3 femmine potranno convivere pacificamente in un singolo terrario delle dimensioni di 70X50X50 cm avendo cura di rispettare temperature diurne di 28/34 gradi e 20/23 gradi notturni.
Il terrario dovrà essere una simile riproduzione dell’ambiente naturale del geco composto quindi da sabbia o corteccia sterili, sassi di medie dimensioni, spessi rami e vari anfratti. Il leopardino ama rintanarsi in un posto buio e sicuro non fate quindi mai mancare un rifugio lontano da occhi indiscreti! Come fonte d’acqua và benissimo un piccolo contenitore. Il leopardino è un animale abbastanza pulito, gran parte di loro circoscriverà nel terrario un angolo dove defecare. Il leopardino è carnivoro dunque sarà bene preparargli una ciotola con camole della farina o , qualche grillo alla settimana di tipo acheta domestica(varietà facilmente digeribile). Per favorire il distaccamento della muta e la relativa idratazione del derma si consiglia la nebulizzazione dell’ambiente 1-2  volte alla settimana.
Il leopardino è un rettile molto territoriale, evitate dunque di far convivere forzatamente due maschi, ne otterrete inevitabilmente la morte di uno dei due.

RIPRODUZIONE

Dopo il periodo di brumazione una volta ristabilite le temperature e il fotoperiodo ottimale si potrà tentare l’accoppiamento. Le femmine incominceranno a deporre due uova per volta fino al mese di ottobre. Per facilitare la gestazione e la successiva deposizione, un terrariofilo provetto dovrà aver cura di alimentare a sufficienza l’animale integrando la dieta con del calcio e stabilire un contenitore colmo almeno per metà di vermiculite o perlite adeguatamente umida. La femmina troverà in questo luogo  ottime condizioni per la deposizione. Al momento della deposizione le uova sono generalmente molli ed appiccicose(induriscono in 15 mn circa) per cui fate attenzione nel maneggiarle e non giratele una volta poste nell’incubatrice. Se disponete di un’incubatrice sufficientemente precisa e volete tentare di forzare il sesso dei nascituri bisogna tenere presente che per ottenere maschi bisogna tenere temperature di 32/33° per le prime due settimane, se invece desiderate delle femmine la temperatura di incubazione dovrà essere intorno ai 27/29°. Incubando le uova a 30/31° si avrà un 50% di maschi e 50% di femmine. Dopo circa 60 giorni i piccoli verranno alla luce e dovranno essere allevati singolarmente ed alimentati con mini grilli e piccole camole della farina.

LEGISLAZIONE

Questo animale non necessita di alcun  documento CITES e se vengono rispettate le norme igienico sanitarie nazionali è di libera vendita.


Le foto e gli articoli sono stati concessi da STEANNA REPTILE a AcquariofiliaItalia.it

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