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articolo su:
Tatto, gusto e odorato.
I pesci
hanno sensi molto simili a quelli dei vertebrati più evoluti, e della
vista si è già parlato. Restano quattro sensi: il tatto, il gusto,
l'odorato e l'udito, tutti ugualmente presenti nei pesci, ma nell'udito si
parlerà nel paragrafo successivo. Poiché il pesce è un organismo
completamente diverso da quelli che vivono in un mezzo diverso, non
dobbiamo né possiamo fare confronti precisi: per la varietà nei pesci i
sensi sono spesso "combinati" tra loro. Il tatto è
difficilmente usato dai pesci, se si fa eccezione per qualche azione
automatica di riflesso, sebbene a volte i pesci strisciano deliberatamente
contro qualche roccia per liberarsi dai parassiti esterni. Nei pesci che
sono provvisti di barbigli o di pinne pelviche filamentose, tatto e gusto
sono strettamente connessi perché queste appendici hanno spesso
incorporate sia cellule tattili che gustative. Oltre a cellule gustative
nei barbigli, i pesci possono avere cellule similari sul capo o sul corpo,
oltre alle cellule del gusto che si trovano nella bocca normalmente. E'
difficile anche fare una netta distinzione tra gusto e odorato, ed è
opportuno considerare il gusto come un senso a breve raggio e l'odorato
come un senso a raggio più esteso. Il senso più sviluppato nei pesci è
forse l'odorato; può raggiungere un grado di sensibilità straordinario,
come nel caso degli Squali che sentono il sangue a enormi distanze. Anche
durante il nuoto i pesci ricorrono all'odorato: i pesci migratori sono
famosi per riconoscere l'odore del loro fiume natio quando vi ritornano
per riprodursi. Se il senso dell'odorato è acuto, sovente sostituisce la
vista debole, e viene efficientemente usato anche in acque torbide.
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