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articolo
su: Spazio, ossigeno e aerazione.
Si è
detto che i pesci quando respirano utilizzano l'ossigeno disciolto
nell'acqua; perciò quando si progetta un acquario la maggior
preoccupazione deve essere quella di fornire ai pesci la necessaria
quantità di ossigeno, facendo in modo che il prezioso gas entri
nell'acqua. Ogni pesce esige un certo spazio in cui nuotare e svilupparsi;
ma lo spazio è anche importante al fine di definire i vari territori
individuali che i pesci stessi esigono e difendono. Questi due problemi
essenziali, quello dell'ossigeno e quello dello spazio, trovano facilmente
una soluzione nel semplice espediente di scegliere una vasca delle
dimensioni e delle proporzioni corrette. E' importante capire nei
particolari come avvengono gli scambi gassosi e quanto ossigeno è
necessario. L'ossigeno entra nell'acqua dall'unica parte possibile: la
superficie libera dell'acqua stessa, e ogni altro gas segue la stessa via.
Perché entri nell'acqua la maggior quantità di ossigeno, l'area della
superficie liquida deve essere quanto più ampia possibile. Tra due vasche
di ugual volume si deve sempre scegliere quella che presenta, rispetto
all'acqua la maggior superficie libera a contatto con l'aria. Infatti
questa superficie a contatto con l'aria consente facilmente l'assorbimento
dell'ossigeno, ma consente anche l'allontanamento dell'anidride carbonica
emessa dai pesci nella respirazione (e dalle piante, che anch'esse
respirano giorno e notte). L'anidride carbonica "esce"
dall'acqua assai più lentamente dell'ossigeno, e proprio per questo
motivo l'aerazione ha grande importanza. Contrariamente a quanto si crede,
l'aerazione (con la sua vistosa colonna di bollicine d'aria ascendenti che
si sciolgono immediatamente nell'acqua) non aumenta la quantità di
ossigeno sciolto nell'acquario. L'ossigeno viene assorbito assai più
rapidamente in superficie. Il vero scopo dell'aerazione è di creare una
"turbolenza" in superficie, in modo da favorire la fuga
dell'anidride carbonica dall'acqua. Le correnti ascendenti causate
dall'aerazione fanno si che l'acqua sia continuamente rimescolata; in
questo modo nell'acquario tropicale si eliminano le eventuali sacche di
acqua fredda. L'effetto globale dell'aerazione è di aumentare il
possibile numero dei pesci contenuti nella vasca, sebbene non ci si debba
basare su questo concetto quando, inizialmente, si introducono i pesci
nella vasca. Bisogna calcolare lo spazio per lo sviluppo dei pesci e fare
in modo che, se per qualche motivo l'aerazione dovesse venire a mancare, i
pesci non ne abbiano un danno repentino sino a rimanere asfissiati. Un
altro fattore che contribuisce a ossigenare l'acquario è la presenza
delle piante. Durante il periodo di illuminazione, le piante svolgono la
fotosintesi, cioè utilizzano l'anidride carbonica e producono ossigeno,
per fabbricarsi le sostanze di cui vivere. Ma tutte le piante respirano
normalmente (sia al buio che illuminate) assorbendo ossigeno e emettendo
anidride carbonica. E' dunque assolutamente vitale il rapporto tra le
piante e gli animali per creare un microambiente in perfetto equilibrio.
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