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I PIRANHA: COME ALLEVARLI IN ACQUARIO

I PIRANHA: COME ALLEVARLI IN ACQUARIO

art. Di Enzo Alibrandi

Introduzione
Nella moderna acquariofilia, assistiamo a continue evoluzioni in campo tecnico e scientifico, tali da consentire all’appassionato di poter scegliere su quale tipologia di acquario voler acquistare e, di conseguenza, che tipo di ambiente vegetale ed animale ricreare al suo interno.
E’ pur vero però che, negli ultimi anni e proprio grazie a queste innovazione nel settore acquaristico, assistiamo sempre più a delle novità in ambito scientifico e, precisamente, su nuove specie animali e vegetali da allevare in acquario, che cominciano a presentarsi presso gli operatori del settore italiani.
Il nostro mercato purtroppo in quanto a innovazioni è ben dietro il mercato statunitense dove molte di queste “novità” sono già vendute ed allevate da oltre 10 anni! Ma al contrario, esistono specie presenti con una certa regolarità presso gli operatori del settore ma, al contempo, gli hobbisty “snobbano” queste novità, spesso perché si ha pochissime conoscenze a riguardo oppure mancanza di fonti da cui attingere per meglio comprenderne caratteri ed esigenze di allevamento.


Piranha (Serrasalmus Nattereri)

Una di queste specie, oggetto dell’articolo seguente è senza ombra di dubbio il famoso Piranha (Serrasalmus Nattereri), famoso all’umanità per la sua ferocia e per le leggende metropolitane che si susseguono a questi animali.
Spesso si trova in commercio questo genere, sicuramente il più famoso anche se spesso, nei listini degli esportatori, si trovano molte più varietà di piranha o pacu, sia quelli carnivori che erbivori. Infatti, molti appassionati sono all’oscuro dell’esistenza di piranha erbivori cosi come non si hanno ben presenti quelle che sono le varietà carnivore (ossia i veri piranha) e quali le specie vegetariane, di curioso interesse scientifico.
Con questo articolo si vuole far chiarezza su questi pesci, i loro comportamenti, le loro esigenze, le patologie che possono affliggerli nonché nozioni sulle specie allevabili in acquario e, che purtroppo, sono sempre ben poche.
Allevare Piranha certamente non è propriamente facile ma, se vengono rispettati determinati requisiti, si avranno degli animali dall’etologia davvero interessante.
Non facciamoci ingannare dal loro aspetto con colori poco vivaci o da leggende metropolitane che andremo sicuramente a sfatare con questo articolo che, spero, possa essere di gradita lettura all’appassionato.


Piranha (Dentizione)

Storia sul Piranha e loro etologia

Il nome Piranha (Pira=pesce – Ranha=denti), viene dato per la prima volta dalle tribu amazzoniche di Tipu-Guarani
Questo pesce viene descritto per la prima volta 1648, da George Margrave nel suo testo intitolato Historia Naturalis Brasiliae.
Dopo di lui, precisamente nel 1790, L’esploratore Alexandre Von Humbodt, lo ritrova nel Rio delle Amazzoni e lo descrive nel suo Diario di Viaggio. Nel 1972, l’ittiologo George Myers lo descrive nel suo libro The Piranha Book.

Pygocentrus caribe
Piranha (Pygocentrus Caribe)

Il cosidetto piranha è una delle specie ittiche che, nel corso degli anni, ha avuto un evoluzione nel proprio nome scientifico, spesso a causa di errori da parte dei naturalisti.
Basti pensare al “vero piranha” ossia il Piranha rosso o ventre rosso; questo pesce è conosciuto con il nome scientifico (in ordine cronologico) in Roosveltia Nattereri, Serrasalmus Nattereri e, da diversi anni a questa parte Pygocentrus Nattereri.
I veri piranha (o Caribe) vivono nelle zone tropicali del Sud-America, ad Est delle Ande, dove la temperatura calda dell’acqua raggiunge valori ottimali per la loro sopravvivenza.

Piranha gruppo di pesci in acquario
Piranha (sono pesci che vivono prevalentemente in gruppo)


Piranha (Catoprion Mento specie che non vivono in gruppo)


Piranha (Serrasalmus Irritans specie che non vivono in gruppo)


Il comportamento dei piranha è alquanto interessante; sono pesci che vivono in gruppo tranne alcune specie come il Catoprion Mento e Serrasalmus Irritans (come vedremo più avanti).
I Piranha (soprattutto i Pygocentru) sono pesci molto attivi il pomeriggio fino inizio serata, in quanto di notte si rifugiano in luoghi riparati.
Il Piranha inoltre, è un pesce gregario, vive in gruppi formati da 5-6 individui fino ad oltre 100 individui!
Questa condizione è bene ricrearla anche in acquario, non solo per assaporare appieno il comportamento di questi pesci ma, anche per una questione di sopravvivenza dell’individuo in un ambiente chiuso come l’acquario.

Cenni di Anatomia
Il piranha è semplicemente una macchina perfetta per la caccia.
La sua anatomia e le sue caratteristiche uniche gli conferiscono davvero la fama di famelico e implacabile predatore. Sicuramente il tratto distintivo o comunque più conosciuto sono i denti che hanno come caratteristica quella di chiudersi a “cerniera” come quelle dei coccodrilli, e i denti sono ricurvi e di forma triangolare. Anche le pinne hanno una caratteristica unica in quanto sono impari, ossia è presente una pinna caudale, dorsale e una adiposa; la pinna caudale è asimmetrica e con il lobo inferiore più largo e con striscia nera sui pirambeba e pygocentrus.
Sotto il ventre poi, sono presenti delle piccole parti ossee chiamate Serrae mentre la vista è binoculare, in modo tale da avere una visione di caccia in alta definizione.
Ma la vera particolarità del piranha, che ne determina la velocità di reazione nell’ambiente circostante è l’apparato di Weber.
Questo apparato è una struttura ossea modificata che collega la vescica natatoria all’orecchio interno del piranha; questa caratteristica è presente in tutti i Caracidi ma, nel piranha, viene maggiormente accentuata.
Grazie a questo sistema, il piranha è in grado di percerpire le più piccole vibrazioni dell’ambiente circostante, prede in acqua comprese!

colossoma macropomum
Piranha (Colossoma macropomum)

Le Specie
Come già accennato, esistono diverse tipologie di piranha, alcune con caratteristiche simili fra loro, altre con particolari caratteri che ne determinano l’unicità.
Un esempio di questa unicità è data dal piranha pulitore o Serrasalmus Marginatus, un piranha che pulisce dai parassiti i piranha più grandi.
Altre specie di Piranha sono invece erbivore nonché molto rare da trovare in commercio o vendute sotto nome di “piranha” come se fossero tutti uguali; di questa categoria fanno parte il Catoprion Mento, Piaractus Brachypomus solo per citarne alcuni.
Infine, abbiamo i classici piranha, quelli che l’opinione pubblica reputa feroci assassini anche se con troppa esagerazione, sono i Pygocentrus Nattereri (il vero piranha, quello delle leggende e dei film) comunemente presenti sul mercato, il Pygocentrus Caribe (o Caribe dell’Orinoco).
La differenza fra questi due sta nella macchia nera presente dietro le branchie, non presente sul classico piranha Nattereri.
Pertanto occhio a possibili fregature, troppo frequenti purtroppo.
L’articolo qui presente, per questioni editoriali, prenderà in considerazione soltanto la specie più comunemente presente nelle vasche degli operatori, ossia il Pygocentrus Nattereri o Piranha rosso.

Acquisto, allevamento e problematiche del piranha in acquario
Innanzitutto ci tengo a precisare che il piranha non è un pesce dedicato a tantissimi e che non è un pesce di facile ed economico allevamento come per un qualsiasi altro pesce.
Acquistare un piranha significa possedere ed avere preventivamente allestito l’acquario (almeno 1 mese prima), tenendo presente che 1 solo piranha ha bisogno di minimo 300 litri d’acqua, 400 litri per un gruppetto di 5 piccoli piranha (max 15) fino ad una vasca di 1000 litri se siamo intenzionai ad allevare le specie più grandi di piranha o per tentare la riproduzione.
Prima dell’acquisto bisogna assicurarsi che la vasca sia perfettamente funzionante, stabile nei valori fisico-chimici, soprattutto nitriti e nitrati, veri pericoli per il piranha insieme alla temperatura. Tenete presente che dal momento dell’acquisto dovete portare immediatamente il piranha in vasca, evitando il solito giro di amici a casa per far vedere “il mostro o bestia” appena acquistati.
Scegliete un individuo bello in carne, senza ventre incavato, possibili ferite sanguinolente (possono capitare essendo i piranha territoriali) e, soprattutto, pretendete dal negoziante, la dimostrazione che il pesce è mangiante e vivace; è un vostro diritto!
Tenete presente che acquistare un piranha significa prendere una bella responsabilità in termini di allevamento, pertanto ponderate bene questo passo.
Una volta arrivati a casa bisogna seguire le solite procedure di acclimatazione per l’immissione di nuovi pesci in acquario anche se, siete fortunati ed avete una vaschetta di quarantena, consiglio di fare una quarantena di qualche giorno, onde evitare possibili patogeni derivanti dalle vasche del negoziante o altri posti.
Consiglio di utilizzare il metodo dell’acclimatazione goccia a goccia, cosi da ridurre al minimo lo stress dei pesci.
Riguardo l’allestimento della vasca consiglio un allestimento Amazzonico, ossia un ambiente simile a quello ricreato per i discus, con diverse piante e nascondigli per i pesci ma, al contempo, prevedere una zona libera per consentire ai pesci di nuotare con facilità.
L’acquario deve inoltre essere posizionato in un luogo tranquillo, lontano da porte o finestre o da rumori fastidiosi per gli animali.
Dal punto do vista dell’acquario, il fondo deve essere di ghiaia oppure sabbia. La ghiaia è un substrato ideale, scegliendo una granulometria intorno ai 2 mm e preferibilmente di colorazione scura.
Questi due substrati presentano pregi e difetti pertanto consiglio, soprattutto se si utilizzano piante acquatiche vere, di stendere un letto di ghiaia e poi sopra uno strato di sabbia, al fine di ottenere un drenaggio del substrato evitando cosi pericolosi accumuli di cibo o deiezioni, particolarmente frequenti in questi pesci.


Vallisneria Americana (Specie di piante robuste per acquario con Piranha)

microsorum pteropus
Microsorum Pteropus (Specie di piante robuste per acquario con Piranha)

vesicularia dubyana
Vesicularia Dubyana (Specie di piante robuste per acquario con Piranha)

Riguardo alle decorazioni si consiglia la creazione di un habitat confortevole per questi pesci, con diversi anfratti e in modo tale che le decorazioni e le piante creino delle zone d’ombra, amate da questi pesci alquanto paurosi malgrado si pensi il contrario.
Un ottima decorazione che aiuta anche il colorarsi dell’acqua è senza dubbio la radice di torbiera o le classiche radici per acquario, che rilasciano sostanze umiche ottime per la creazione di un biotopo amazzonico.
Si raccomanda di non utilizzare oggetti appena acquistati ma di provvedere ad una sterilizzazione mediante “bollitura” oppure facendo cuocere rocce o decorazioni in forno per 20 minuti, cosi da uccidere eventuali patogeni con le alte temperature.
Riguardo le piante è logico preferire specie vegetali tipiche dei biotopi amazzonici o comunque adatte ad un “piranhario”, scegliendo fra le specie più robuste e adatte ad una scarsa illuminazione; fra queste citiamo la Vallisneria Americana, Microsorum Pteropus, Vesicularia Dubyana, Anubias Barteri (vedi foto sotto) e specie galleggianti come ad esempio Salvinia Auriculata (vedi foto sotto).


Anubias Barteri (Specie di piante robuste per acquario con Piranha)


Salvinia Auriculata (Specie galleggiante di piante robuste per acquario con Piranha)

Sulle dimensioni della vasca e l’equipaggiamento tecnico possiamo dire innanzitutto che i piranha non amano la forte illuminazione, pertanto si consiglia di installare un impianto illuminante nella misura di 1 w se non qualcosa meno ogni 5 litri, per un totale di 12 ore al giorno d’illuminazione. Un consiglio per esaltare il colore e l’ambientazione è quello di utilizzare neon fitostimolanti (es. Sylvania Gro-lux).
Sul sistema di filtraggio consiglio un abbinamento filtro esterno rapido di ottima qualità più un filtro biologico interno, tenendo presente che per una vasca di piranha, il filtraggio deve avere una portata 4 volte superiore al volume della vasca, al fine cosi creare delle condizioni ottimali e mantenerle nel tempo.
Il riscaldamento infine deve attestarsi sui 25-27 gradi, tenendo presente che a queste temperature deve essere accoppiato un sistema di ossigenazione efficiente, al fine di mantenere stabile l’ossigeno in saturazione, evitando possibili cadute con conseguenze sui pesci.
Infine, voglio citare i valori minimi di ph che dovrebbero attestarsi su 7 con nitrati al di sotto dei 50 mg/l.
Se si rispettano tutti questi accorgimenti, dal momento dell’acquisto fino alla completa gestione. Infine dal punto di vista alimentare bisogna dire che il piranha ha una dieta piuttosto varia, che dovrebbe essere mantenuta anche in acquario per evitare possibili problematiche sanitarie; i piranha sicuramente sono dei pesci robusti ma anche loro, come altri pesci, sono soggetti alle classiche patologie ittiche d’acquario senza contare le innumerevoli ferite o escoriazioni che si procurano fra loro in acquario.
Gli individui giovani sicuramente sono molto più facili da abituare alla vita in cattività e mangiano vermi, pesci inerti cosi come vengono alimentati gli individui adulti con mangimi a base altamente proteica (meglio se granulati) e gamberetti senza testa ma con la restante parte con il guscio, al fine di rendere più intensa la colorazione rossa del piranha e mantenerla nel tempo.
La pratica di alimentare i piranha con pesci vivo non è disumana ma alquanto inutile in quanto viene dato un alimento di cui non si sa la reale provenienza nonché inquini molto in acquario.

serrasalmus nattereri

Conclusioni
Da quello che abbiamo visto, allevare un piranha o allestire una vasca idonea a questi pesci non è alla portata di tutti a causa del reale impegno che l’appassionato deve metterci unitamente ad ampi spazi in casa per poter installare una vasca grande per loro.
Se si vuole iniziare l’allevamento di questi animali è bene acquistare una vasca di minimo 400 litri, formando un bel gruppetto di giovani (4-5 individui).
Questa soluzione è sicuramente la migliore anche se dobbiamo tenere conto che i piranha hanno bisogno di cure costanti, anche più di altri pesci d’acqua dolce.
Sicuramente il loro fascino unitamente alla curiosità di vedere allevare questi animali può senz’altro spingere l’hobbysta a fare questo grande passo nel mondo dell’acquariofilia non convenzionale, come piace chiamarla personalmente.


Si ringrazia per l'articolo il:
Dr. Enzo Alibrandi

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