Newsletter di Acquariofilia Italia

PESCI MARINI PER IL PRINCIPIANTE: SCELTA E GESTIONE

PESCI MARINI PER IL PRINCIPIANTE: SCELTA E GESTIONE

 

Di Enzo Alibrandi

Allestire un acquario marino non significa soltanto pianificare tutto il corredo tecnico che lo accompagna ma anche pianificare nei minimi dettagli tutta l’ambientazione che dovrà essere ricreata al suo interno; in questo, la scelta degli organismi da introdurre dovrà essere effettuata in maniera accurata e sulla base di alcune considerazioni riguardo l’alimentazione, il comportamento sociale, la resistenza alle malattie. Inoltre, punto a  mio parere indispensabile, è la scelta dei pesci da effettuarsi non in base ai loro colori o perche “ci piacciono” nelle vasche del negoziante. A mio parere è crudele comprare degli animali solo perché sono appariscenti e quindi, far bella figura con amici e parenti vari. Purtroppo, la scelta dei pesci marini adatta alla nostra vasca non sempre è accompagnata da un negoziante di fiducia ma, spesso e volentieri si fa fede alle documentazioni personali che l’acquariofilo ha su quella determinata specie; purtroppo ci sono negozianti (non tutti fortunatamente!) che pensano più alle loro tasche che nell’offrire ai propri clienti pesci relativamente facili da gestire per chi sia avvicina per la prima volta a questo fantastico mondo che è l’acquariofilia. Pertanto, sulla base di queste considerazioni, è doveroso dare una mano agli acquariofili alle prima armi, indicando loro i pesci marini più adatti al principiante sempre comunque tenendo conto che più ci si informa su una determinata specie e più si è in grado di assicurare a quest’ultima condizioni tali da garantirne la vita in acquario.


Pomacentridi:
In questa famiglia troviamole specie maggiormente allevate in acquario per la loro robustezza alle malattie nonché per l’allevamento abbastanza facile (soprattutto dal punto di vista alimentare). Primi fra tutti i pesci pagliaccio come Amphiprion Ocellaris. Oltre ai pesci pagliaccio troviamo in questa famiglia pesci come il Dascyllus aruanus, Chrysiptera parasema e Chromis viridis. Questi pesci sono relativamente robusti come già accennato nonché e molto facile riprodurli anche per l’acquariofilo principiante, a patto di creare in vasca condizioni ambientali tali da poter tentare una riproduzione. Questi pesci vanno allevati solitamente in gruppi di 5-6 individui, in quanto sono abituati alla vita di gruppo. L’alimentazione viene fatta con mangimi in fiocchi, granulato, surgelato. Un consiglio personale è quello di somministrare ogni tanto nel cibo dei complessi vitaminici per garantire il giusto apporto vitaminico.

 


Acanthuridi
Questa famiglia annovera alcuni fra i pesci più belli degli oceani; non si può rimanere impassibili di fronte alla bellezza di Acanthurus Leucosternon ad esempio. Di questa famiglia fanno parte anche le specie del genere Zebrasoma e i maggiori componenti sono senz’altro Zebrasoma flavescens, Z. Xanthurum e Z. Scopas. Flavescens e Scopas sono senz’altro gli individui più robusti contro le malattie nonché i più “gestibili” sotto il profilo dello spazio per il nuoto, in quanto richiedono vasche minimo di 300 litri. Gli altri individui non sono consigliabili al principiante a causa dell’alimentazione difficile per alcuni nonché per lo spazio richiesto per il nuoto (minimo 500 litri) e la relativa facilità a contrarre malattie prima fra tutte quella dei puntini bianchi (Cryptocarion irritans). Comunque, per tutti gli acanturidi è richiesta un alimentazione ricca di fibre in quanto erbivori, mediante l’utilizzo di mangimi in fiocchi o granuli a base di alga spirulina anche se si rende necessaria un integrazione saltuaria con mangime di origine animale come ad esempio artemia salina. Anche per questi pesci, come per tutti gli altri, è bene somministrare dei complessi vitaminici nel cibo e oligoelementi in quanto, se non alimentati a dovere, questi pesci dimagriscono molto in fretta fino a morire. Durante l’acquisto è bene valutare la compattezza corporea del pesce, cioè non deve presentare incavi negli occhi o sui fianchi o nuotare irregolarmente o presentare puntini di qualunque genere o altri segni; un consiglio è quello di richiedere al negoziante (se è davvero serio lo farà) di somministrare davanti a voi del mangime per vedere la reazione del pesce.

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foto di MARIE MOYER
Gobidi
Di questa famiglia fanno parte diversi individui di taglia abbastanza contenuta tanto che, in un acquario relativamente grande passano spesso inosservati. Sicuramente, i più frequenti nell’acquario marino di barriera sono sicuramente Gobiodon evelynae o G. Okynawae; il primo è abbastanza importante e ne consiglio l’inserimento in quanto svolge un utile funzione di pulizia dei pesci, in quanto elimina parassiti come ad esempio le turbellario. Sempre della famiglia dei gobidi fanno parte anche le specie del genere Valenciennea, per alcuni non molto appariscenti ma senz’altro utili in quanto smuovono il fondo della vasca trattenendo tutto ciò che è presente in esso, svolgendo un ulteriori funzione di “spazzino” insieme ad altri organismi presenti in vasca. Per questi pesci si rende necessaria la creazione di molti anfratti dove possano nascondersi se spaventati o disturbati da coinquilini.

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foto di tier motive
Apogonidae

Sicuramente, la specie più conosciuta nonché maggiormente allevata è sicuramente il pesce cardinale del Banggai Pterapogon kauderni. Il successo di questo pesce è dato dalla relativa facilità con cui si riesce a riprodurlo in acquario nonché pesce abbastanza facile da allevare anche sotto l’aspetto alimentare. A mio parere sarebbe consigliabile allevarlo in vasche tranquille in quanto potrebbe soffrire della concorrenza alimentare data da altre specie più veloci ad alimentarsi come ad esempio i pamacentridi. Dal punto di vista personale ho notato più volte che è bene alimentare questi pesci in una parte separata della vasca, dopo aver fatto mangiare gli altri, in quanto quest’ultimi saranno meno propensi al cibo rispetto a prima e daranno cosi modo a questo pesce di alimentarsi in maniera adeguata, alimentandolo con fiocchi o granuli o altro cibo di origine animale, sempre tenendo conto della piccola bocca di cui sono dotati questi pesci. Per l’allevamento di questo pesce si richiede pertanto una vasca di barriera tranquilla (meglio un biotopo reef profondo) e con movimento dell’acqua non troppo forte.

Come scegliere i pesci dal negoziante
In quasi 20 anni di esperienza acquariofila personalmente ho avuto modo di constatare in diverse realtà commerciali come l’interesse primario è quello di intascare i soldi per la vendita di un pesce piuttosto che guadagnare meno offrendo animali di qualità. Sicuramente questo giova a qualche negoziante ma non all’acquariofilia in genere; sono molte le persone che ho visto, con cui ho avuto modo di confrontarmi e che hanno spesso mollato questa passione perché ritenuta a lor veduta “difficile” da realizzare. Innanzitutto la regola base nell’acquisto di un pesce o di qualsiasi altro organismo è quella di documentarsi il più possibile tramite libri, internet, giornali e anche scambio d’opinioni con altri acquariofili o negozianti seri (fortunatamente esistono nel nostro paese). Soprattutto è bene documentarsi in particolare sull’alimentazione di quella determinata specie, quanto è soggetta a possibili patologie e requisiti per l’allevamento ottimale in genere. Dopo di che, una volta dal negoziante, è buona norma non farsi incantare dai colori sgargianti di un Acanthurus Leucosternon o dalla simpatia che può emanare uno Zanclus cornutus; sono pesci molto esigenti che sfidano anche l’esperienza di acquariofili esperti da tempo pertanto è meglio evitarne l’acquisto, in maniera tale da scoraggiarne anche l’importazione di questi. Come già accennato in precedenza il primo colpo d’occhio deve essere sullo stato esterno del pesce ossia non deve presentare i seguenti punti:
- Occhi o fianchi incavati
- evidenti segni di dimagrimento
- nuoto irregolare o a tratti
- sfregamento contro oggetti decorativi o invertebrati
- respirazione irregolare; accelerata

A questi si aggiunge anche il comportamento apatico del pesce e il rifiuto del cibo; un trucco per scovare un possibile pesce non in forma è quello di chiedere al negoziante di dare da mangiare al pesce o ai pesci, in maniera tale da verificare la loro reazione al cibo somministrato (solitamente lo fanno solo i negozianti seri che ci tengono a veder ritornare il cliente al negozio). Se il negoziante si mostra scettico o comunque tende a trovare una scusante vi consiglio di chiuderla li e provare da un’altra parte. A parte questa dimostrazione, è buona norma puntare il proprio acquisto su quei individui quarantenati da almeno 15 giorni, anche se è consigliabile allestire preventivamente in casa una vasca di quarantena in maniera tale da inserire il pesce al suo interno una volta tornati a casa, acclimatandolo molto lentamente con il metodo goccia a goccia prima del suo inserimento nella vasca principale. Cosi facendo potremo verificare il comportamento del pesce o eventuali segnali di stress o malessere generico, ritardando o meno il suo inserimento insieme agli altri ospiti
Infine, voglio dare un indicazione in merito ai forum che ci sono su internet: è bene scambiare opinioni o esperienze sull’allevamento di un determinato pesce in vasca e l’ultima parola, a mio avviso, spetta sempre ai libri e alla capacità dell’acquariofilo di apprendere sempre più su questo fantastico mondo che è l’acquariofilia, fatta di persone serie che amano la natura e questo mondo e altre, ahime, che non accettano un vero e proprio scambio di opinioni e non si dimostrano affatto serie e amorevoli verso questo hobby.
Un ultimo consiglio: Leggere, leggere e ancora leggere e documentarsi

Di Enzo Alibrandi

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