Newsletter di Acquariofilia Italia

I CAVALLUCCI MARINI - ALLEVARLI E CURARLI AL MEGLIO

I CAVALLUCCI MARINI - ALLEVARLI E CURARLI AL MEGLIO

di Enzo Alibrandi

Alla famiglia Syngnathidae appartengono specie appartenenti al gruppo dei cavallucci marini, dei pesci ago e dei dragoni marini.
Attualmente tutte le specie di cavallucci sono inserite nell’appendice II del regolamento CITES e numerose specie sono indicate anche nella ‘Red List’ dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) stilata nel 2003.
I singnatidi sono inoltre animali molto apprezzati negli acquari dove esistono però ancora molteplici problematiche inerenti la loro corretta stabulazione. Le insufficienti conoscenze tecnico-scientifiche sui parametri ambientali e nutrizionali necessari al mantenimento del loro benessere, determinano conseguentemente condizioni stressanti tali da influenzare lo stato di salute di questi animali.
Già da diversi anni il settore acquariologico concentra le proprie azioni e investimenti in ricerca riguardo i trattamenti curativi per i nostri amici pinnati ma, per alcune famiglie di pesci, non sono presenti curativi o lo sono però inadeguati nell’utilizzo se non si hanno delle conoscenze basilari sull’animale ospitato e sulle sue esigenze. I singnatidi dal punto di vista dell’allevamento sono animali non facili da allevare in quanto richiedono condizioni ambientali e alimentari idonee al loro corretto mantenimento. Qui sotto è presente una tabella riguardante la vasca ideale per l’allevamento di questi animali e gli aspetti da tenere da non trascurare:

TIPOLOGIA DI VASCA    100-150 Litri
ILLUMINAZIONE    Luce crepuscolare mediante tubi fluorescenti
MOVIMENTO DELL’ACQUA    Molto debole
QUALITA’ DELL’ACQUA    Buona
ALIMENTAZIONE    Artemia salina, mysis, naupli artemia
CONVIVENZA PESCI    Da evitare
CONVIVENZA INVERTEBRATI    Corallimorfari

Come evidenziato in questa tabella, i cavallucci marini hanno bisogno di una vasca a loro dedicata cioè di una vasca tematica, dove poter allevarne una coppia soltanto. La tipologia di vasca sopra descritta va più che bene visto che questi animali non sono grandissimi nuotatori; stesso discorso si ricollega alla convivenza con pesci in quanto non essendo grandi nuotatori, i cavallucci marini sarebbero vittima di una forte concorrenza alimentare che li porterebbe brevemente a morte di fame certa. Per quanto riguarda l’illuminazione, questa deve essere tenue in quanto questi animali non sopportano fonti luminose troppo intense (i tubi fluorescenti attinici vanno più che bene). Il movimento dell’acqua si ricollega sempre alle limitate capacità motorie di questi animali e pertanto deve essere molto debole e non troppo indirizzato sugli animali. La qualità dell’acqua è un altro fattore da non sottovalutare come molti fanno perché questi animali non sopportano carichi organici elevati e già a basse concentrazioni i nitrati possono portare a problemi di salute in questi animali.

Pertanto, è raccomandabile una qualità dell’acqua non eccelsa come in un reef casalingo tipo ma almeno che sia un’acqua povera di nitrati. A questo si può rimediare utilizzando un alga, la Caulerpa Prolifera, molto apprezzata sia per le sue proprietà di asportazione (assorbono i nitrati in gran quantità) nonché sono un ottimo “appiglio” per i cavallucci marini, che si lasciano cosi dondolare dal movimento debole dell’acqua. L’alimentazione è un tema molto discusso fra gli appassionati in quanto c’è chi afferma che sia facile alimentare questi animali e chi invece sostiene il contrario, considerando questi animali molto difficili. Dal mio punto di vista esiste una via di mezzo fra queste due tipologie di affermazioni; sicuramente i singnatidi sono animali con esigenze particolari rispetto ad altri pesci, quasi specializzati nutrendosi quasi esclusivamente di cibo vivo ma ciò non toglie che con un po’ di pazienza si possano abituare al cibo congelato. Naturalmente, questi animali, devono esser seguiti solo da appassionati che hanno tempo e risorse al fine di poter garantire il benessere di questi animali, rispettando tutte quelle che sono le loro esigenze, non solo nutrizionali. E’ molto importante inoltre, fornire sempre a questi animali, alimenti (vivi o congelati) con l’aggiunta di un complesso vitaminico specifico per acquario (evitiamo idroplurivit o milicon), in quanto questi animali spesso soffrono di carenze vitaminiche.

Per quanto riguarda le patologie di questi animali, i singnatidi sono soggetti a diverse patologie causate da fattori patogeni e non e quelle maggiormente presenti sono le seguenti:


Foto su gentile concessione del Laboratorio di Ittiopatologia, DSPVPA, Facoltà di Medicina Veterinaria, Bologna

PARASSITI ESTERNI (Ectoparassiti)

I più comuni sono i puntini bianchi, causati come in tutti i pesci marini da Cryptocaryon irritans, Amylodinium ocellatum (Oodinium). Altre manifestazioni possono essere dovute a Broklynella hostilis, Costia necatrix (Ichthyobodo necatrix) pulci d'acqua (dei piccoli crostacei), vermi branchiali (anchor worms). Molti altri, di minore riscontro, possono comunque infestare gli animali se di cattura.
CAUSE e PROBLEMI
i parassiti esterni sono causati, il più delle volte, da una scarsa o assente quarantena o da trattamenti terapeutici preventivi che possono debilitare l'animale ed irrobustire il patogeno.
Sintomi:
- parassiti visibili come piccoli punti bianchi o nocciola; ulcere; fori; animali interi; respirazione affannosa, ecc.
- occhio velato
- ferite
- sintomi di stress, colorazione slavata, respiro affannoso, ecc.


Foto su gentile concessione del Laboratorio di Ittiopatologia, DSPVPA, Facoltà di Medicina Veterinaria, Bologna

PARASSITI INTERNI (Endoparassiti)
I più comuni sono protozoi,  vermi piatti, nematodi. Molti altri, di minore riscontro, possono comunque infestare gli animali di cattura.
CAUSE e PROBLEMI
i parassiti interni sono causati, il più delle volte, da una assente quarantena o da un mangime contaminato o anche scongelato e ricongelato. I pesci ed anche i cavallucci marini, soprattutto se di cattura, portano con loro molti endoparassiti.
Sintomi:
- parassiti difficilmente visibili, se non per scarsa produzione di feci e dimagrimento continuo anche in caso di corretta alimentazione da parte dell'animale
- protrusione, in alcuni casi, dall'orifizio anale di parti di parassita.


Foto su gentile concessione del Laboratorio di Ittiopatologia, DSPVPA, Facoltà di Medicina Veterinaria, Bologna

BOLLE D’ARIA SOTTOCUTANEE (External Gas Bubble disease)
CAUSE e PROBLEMI
questa condizione si pensa sia causata da batteri che producono gas di scarto che resta intrappolato sotto pelle, oppure da una sovrasaturazione (i gas disciolti in acqua superano quelli possibili alla temperatura e pressione considerata) dei gas disciolti nell'acqua di mantenimento dei cavallucci (ricorda i problemi dei subacquei in immersione). Poichè la pressione dei gas nei tessuti del cavalluccio marino è inferiore, il gas si diffonde liberamente dall'acqua ai tessuti dell'animale e forma bolle all'interno del corpo, impedendo i normali movimenti.
 Sintomi:
- bolle sottocutanee presenti in testa, nel corpo o sulla coda dell'animale
- galleggiamento o movimenti compromessi
Le bolle causano un aumento di stress per le complicazioni che portano al movimentno e al galleggiamento. La morte, se non curata la patologia, avviene solitamente per stress.

VIBRIO
In questa categoria è presente il Vibrio, che colpisce anche i Singnatidi. Questa patologia attualmente è stata riscontrata in diverse specie di questa famiglia seppur in maniera alquanto diversificata; il Vibrio Harveyi è stato riscontrato nei generi Hippocampus, Vibrio Vulnificus in Phyllopterus Taeniolatus. Nei Singnatidi il vibrio si manifesta con dermatiti ulcerative nonché con i soliti sintomi presenti in altre specie di pesci.


MYCOBACTERIUM
Per questo agente patogeno valgono gli stessi sintomi presenti nei pesci, soprattutto marini. Nel caso dei cavallucci marini questo agente si è riscontrato su Hippocampus Reidi e su alcune specie di pesci ago. Per la cura sui singnatidi vengono comunemente utilizzati antibiotici specifici, dopo che l’animale viene spostato delicatamente in vasca di quarantena.

CARENZA ALIMENTARE
La nutrizione dei cavallucci marini è un fattore fondamentale per la corretta gestione dell’animale in cattività in maniera sana ed equilibrata. Alimentare i singnatidi, indipendentemente dalla specie, è sempre un operazione difficile e dispendiosa in quanto bisogna provvedere a una coltura casalinga di Artemia salina e a cure continue. Spesso, proprio a causa del mancato rispetto delle complete esigenze alimentari di questi animali, riscontriamo problematiche come carenze vitaminiche che si ripercuotono sull’aspetto esterno dell’animale, problemi interni come occlusioni intestinali dovuti a cibo non buono o adeguato, e.c.c. sicuramente, una maggiore attenzione deve essere messa nell’alimentare questi animali con cibo adeguato alla grandezza della loro bocca e integrando il cibo con complessi vitaminici molto utili.

E' possibile vedere ad integrazione di questo art. un argomente trattato nella newsletter di qualche anno fa, con foto e testi sulla specie
Hippocampus, Cavallucci marini - La descrizione e le foto dei più suggestivi ambienti marini.

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