1 - Squalo bianco,
scientificamente con il nome di Carcharodon carcharias, è una
specie solitaria che vive in acque oceaniche, e si nutre
addirittura anche di cetacei.
2 - Foca monaca,
dal mantello color marrone scuro, ci fa pensare al saio
indossato dai frati, da qui appunto il nome foca monaca; ma
scopriamo come vive.
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1 - Squalo bianco,
scientificamente con il nome di Carcharodon carcharias, è una
specie solitaria che vive in acque oceaniche, e si nutre
addirittura anche di cetacei.
Il Carcharodon
carcharias, è uno squalo bianco dal corpo grosso e fusiforme. Il
capo è appuntito e termina con un muso breve. La bocca è
ventrale, ampia e decisamente arrotondata. I denti sono di
notevoli dimensioni, per quanto relativamente numerosi. Quelli
della mascella inferiore sono più appuntiti di quello superiori,
a triangolo e finemente seghettati. La prima dorsale è molto
sviluppata e ampia. La pinna anale è più arretrata rispetto alla
seconda dorsale. Peduncolo caudale molto depresso e provvisto di
due carene che si estendono sino alla caudale a forma di
mezzaluna e con i due lobi molto simili. La colorazione del
dorso è bruno-grigiastra, blu oppure grigio chiara o
azzurrognola. Il ventre è bianco. Alla base di ogni pinna
pettorale c'è una macchia nera. Le dimensioni sono mediamente da
3 a 6 metri e si possono raggiungere anche gli 8-10 metri. Il
suo peso può raggiungere anche i 1.200 kg. Lo
squalo bianco è cosmopolita, ma è possibile che sia più freguente
trovarlo nelle acque temperate dell'emisfero meridionale, il suo
habitat ideale è, acque oceaniche e costiere tanto temperate
fredde quanto tropicali. Per il comportamento indichiamo che è
una specie solitaria e molto aggressiva. Viene giudicata la più
pericolosa per l'uomo dato che attacca anche se non provocato.
Migra verso nord in estate e si ritiene che possa ritornare
nelle stesse acque a intervalli regolari. Si nutre di organismi
marini compresi altri squali, cetacei, foche, tartarughe marine
e gabbiani.
2 - Foca monaca,
dal mantello color marrone scuro, ci fa pensare al saio
indossato dai frati, da qui appunto il nome foca monaca; ma
scopriamo come vive.
Monachus monachus è
il suo nome esatto per capire la specie, viene chiamata
comunemente Foca monaca, la specie che si trova nel Mediterraneo
è il mammifero marino più minacciato d’estinzione in Europa e
uno dei più rari al mondo. Questa specie rara ha il mantello
scuro, che si dice ricordi il saio di un frate, da qui il nome
di Foca monaca. Ha la testa piccola e il corpo robusto. Poiché
le pinne caudali non possono nuotare, non è in grado di
camminare sulla terraferma. Una foca meno sociali fuori
dall'acqua, la si trova in piccoli gruppi separati o in coppie
madre-piccolo, quindi ha un comportamento variabile. *Le Foche
monache non frequentano esclusivamente i bassi fondali in
prossimità della costa, infatti per nutrirsi compiono
spostamenti giornalieri di alcune decine di chilometri e
continue immersioni con le quali raggiungono regolarmente
novanta metri di profondità. Per alcuni mesi l’anno i maschi
adulti sono territoriali e difendono tratti di scogliera dove
non tollerano la presenza di altri maschi*. La gestazione della
femmina dura circa 11 mesi, e partorisce un solo piccolo. La
dieta comprende pesci come sardine, i tonni, le anguille e
triglie, così come aragoste e polpi. La lunghezza del suo corpo
misura dai 2,4 ai 2,8 metri, mentre il suo peso varia dai 250 ai
400 kg. E' presente nel Mar Mediterraneo, Mar Nero e Atlantico
(Africa nord-occidentale). Lungo le coste. Si fa presente che la
Foca monaca è sensibile al disturbo causato dai turisti, e per
questo si rifugia nelle grotte marine. *Gli studiosi concordano
nella stima complessiva di circa 500 individui per la foca
monaca del Mediterraneo. I nuclei di foche più consistenti e
vitali sono quelli delle isole greche dell’Egeo, delle coste
meridionali della Turchia e delle isole greche dello Ionio
meridionale, mentre alcune foche sopravvivono in Adriatico nelle
isole della Croazia meridionale, e nel Mediterraneo centrale,
come confermano le continue segnalazioni lungo alcuni tratti di
costa della Sardegna, delle isole dell’arcipelago toscano e
della Sicilia. Fino all’estate del 1997 il nucleo più
consistente di Foche monache era situato lungo le coste
atlantiche dell’Africa, tra la Mauritania ed il Marocco, che nel
periodo riproduttivo comprendeva circa trecento animali,
concentrati in poche spiagge al riparo di due grandi grotte.
Oggi questa colonia è ridotta a circa cento individui, due terzi
della popolazione originaria sono morti nell’arco di poche
settimane a causa di una grave epidemia virale o per
l’avvelenamento provocato da particolari alghe tossiche*.
Altra foto di: Monachus monachus (Foca monaca)
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