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Gentili
utenti di AcquariofiliaItalia.it, anche per questo mese
di Ottobre 2008 apriamo la NewsLetter autunnale secondo
quanto discusso anche nella
NewLetter di
Marzo 2008, in cui avevamo trattato l'articolo sulle
capacità cognitive dei pesci nella specie
Gambusia
holbrooki
(pecilide). Questo mese viene messa in evidenza un'altra
specie della famiglia dei Pelicidi, e riguarda
la lateralizzazione
cerebrale
nel
pecilide
Girardinus
falcatus.
La specie sotto esame di ricerca scientifica non è
sicuramente molto diffusa, considerando che
la specie
metallicus è uno dei più famosi tra
i pecilidi meno comuni. Il genere, che contiene altre
specie più o meno diffuse nell’hobby (G.creolus, G.cubensis,
G.denticulatus, G.falcatus, G.microdactyus,
G.uninotatus) è endemico dell’isola di Cuba.
Il
pesciolino d’acqua dolce Girardinus falcatus riesce a
compiere più operazioni contemporaneamente, grazie al
cervello “asimmetrico” o lateralizzato, cioè diviso in due
emisferi, destro e sinistro, deputati a attività diverse.
Se ne sono accorti alcuni scienziati dell’università di
Padova che hanno messo alcuni pesciolini con cervello
lateralizzato e altri senza questa caratteristica (entrambi
appositamente selezionati in laboratorio per l’esperimento)
in una vasca con dei gustosi gamberetti e un pericoloso
pesce predatore.
Quelli con il cervello asimmetrico sono riusciti a mangiare
e sfuggire al predatore in una percentuale doppia rispetto
agli altri che, probabilmente, non riuscivano a fare due
cose contemporaneamente: a vedere (e catturare) il “pranzo”
con un occhio e tenere sotto controllo il predatore con
l’altro.
Il cervello asimmetrico o lateralizzato, quindi, potrebbe
non essere un elemento distintivo solo degli esseri umani -
che utilizzano l'emisfero sinistro per la logica e il
linguaggio quello la destra per altre attività più emotive,
come la percezione della musica - ma una caratteristica
condivisa con altri vertebrati. |
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La
lateralizzazione
cerebrale
nel
pecilide
Girardinus
falcatus |
|
l'artico
presente
ci è
stato
inviato
da:
Marco
Dadda &
Christian
Agrillo
scienziati
dell’università
di
Padova
Quasi
ognuno
di noi
ha una
spiccata
preferenza
per una
o
l’altra
mano e
questa
preferenza
è
talmente
marcata
(basti
pensare
alla
mano che
usiamo
per
scrivere,
per
aprire
una
porta o
per
usare le
forbici)
da
permettere
spesso
una
rapida
classificazione
degli
individui
in
“destrimani”
o
“mancini”.
Questo
fenomeno
è noto
nelle neuroscienze
con il
nome di
“lateralizzazione
cerebrale”,
in
quanto
fa
riferimento
alla
specializzazione
degli
emisferi
cerebrali
in
diversi
compiti.
È ormai
una
conoscenza
scientifica
consolidata
come il
nostro
cervello
si
suddivida
in due
porzioni
pressoché
identiche
(chiamate
emisferi)
che
svolgono
però
funzioni
differenti:
alcune
aree ad
esempio
dell’emisfero
sinistro
sono
alla
base del
linguaggio
umano,
mentre
altre
regioni
dell’emisfero
destro
sono
cruciali
per la
risoluzioni
di
compiti visuo-spaziali.
L’uomo
non è il
solo a
manifestare
questo
tipo di
preferenze.
Numerose
ricerche
hanno
documentato
come
anche
diverse
specie
animali
(siano
esse
Vertebrati
o
Invertebrati)
presentino
asimmetrie
nell’uso
delle
due metà
del
cervello
in
svariati
compiti.
Negli
ultimi
anni, il
professor
Angelo Bisazza
ed il
dottor
Marco
Dadda
-
entrambi
dell’Università
di
Padova -
hanno
intrapreso
uno
studio
sistematico
sulla lateralizzazione
cerebrale
anche
nei
pesci,
in
particolare
nel
pecilide
Girardinus
falcatus.
Il tutto
ha avuto
inizio
con la
semplice
osservazione
della
reazione
di fuga
di
esemplari
di
Girardinus falcatus
quando
all’uscita
da un
corridoio
si
trovavano
di
fronte
ad una
sagoma
di un
predatore
(un test
chiamato
tradizionalmente
detour,
letteralmente
“test di
aggiramento”).
Il
soggetto
poteva
aggirare
la
potenziale
fonte di
minaccia
svoltando
a destra
o a
sinistra
allontanandosi
dal
predatore.
Per le
peculiari
caratteristiche
del
sistema
visivo
della
maggior
parte
dei
Teleostei
ed in
generale
di tutte
quelle
specie
in cui
gli
occhi
sono
posti
lateralmente,
ciò che
viene
visto
dall’occhio
destro
viene
poi
elaborato
in
maniera
quasi
esclusiva
dalla
porzione
sinistra
del
cervello;
al
contrario,
quello
che
viene
visto
con
l’occhio
sinistro
verrà
analizzato
dalla
metà
destra
del
cervello.
Attraverso
questo
semplice
test è
stato
possibile
osservare
come
diversi
pesci
(che
possiamo
definire
come “lateralizzati”)
mostrino
una
chiara
preferenza
di
svolta
di
fronte
al
potenziale
predatore.
In altre
parole
tendono
ad
osservare
preferibilmente
la
possibile
minaccia
affidandosi
ad uno o
all’altro
occhio,
suggerendo
come
l’elaborazione
di una
informazione
classificabile
come
“pericolosa”
possa
avvenire
prevalentemente
in una
metà del
cervello.
Curiosamente,
è stato
dimostrato
in
seguito
che se
un pesce
tende ad
osservare
un
predatore
con un
occhio
(ad
esempio,
il
destro)
utilizzerà
poi
l’altro
occhio
(e
quindi
l’altra
cerebrale
metà del
cervello)
per
osservare
dei
conspecifici
o degli
stimoli
”neutri”.
Questi
pesci
(ma
anche
diverse
specie
di
uccelli
e
anfibi)
sembrano,
quindi,
avere un
occhio
“preferito”
in
relazione
a ciò
che si
trovano
a dover
osservare
allo
stesso
modo gli scimpanzé
mostrano
di
preferire
una mano
(solitamente
la
destra)
all’altra.
Il fatto
che la
lateralizzazione
sia così
diffusa
ed
evidente
in molti
comportamenti
ha fatto
supporre
che
essere
lateralizzati,
ovvero
mostrare
una
chiara
preferenza
per un
occhio o
per una
mano,
sia
vantaggioso.
Al
riguardo,
una
celebre
ricercatrice
australiana
(Lesly
Rogers)
ha
ipotizzato
che un
cervello
“lateralizzato”
sia in
grado di
svolgere
più
compiti
parallelamente.
In altre
parole
una metà
del
cervello
si
occuperebbe
di
elaborare
un
determinato
stimolo,
come ad
esempio
la
presenza
di un
predatore,
lasciando
libera
l’altra
metà di
dedicarsi
ad
altro,
ad
esempio
alla
ricerca
di cibo.
Recentemente
(Dadda &
Bisazza,
2006a) è
stato
osservato
un
comportamento
molto
simile
nel
pesce
pecilide
Girardinus
falcatus.
Esemplari
fortemente
lateralizzati
erano
più
bravi
dei
rispettivi
compagni
poco
lateralizzati
nel
catturare
delle
piccole
prede
vive
mentre
davanti
a loro
era
presente
un vero
predatore.
Quel che
succedeva
era che
i pesci lateralizzati
dividevano
la loro
attenzione
tra i
due
compiti;
una metà
del
cervello
si
occupava
di
catturare
le prede
mentre
l’altra
metà si
preoccupava
del
predatore.
I pesci
poco
lateralizzati
invece
passavano
da un
compito
all’altro
dato che
nessuna
delle
due metà
del loro
cervello
era
specializzata
per uno
dei due
compiti.
Ma
allora
essere
lateralizzati
è sempre
un
vantaggio?
Non
sembrerebbe,
anche
perché
nella
popolazione
naturale
di
Girardinus
falcatus
si
osservano
numerosi
individui
che sono
solo
poco
lateralizzati.
Una
recente
ricerca
condotta
presso
il
nostro
laboratorio
ed in
fase di
stampa
presso
la
celebre
rivista
internazionale
“Laterality”
ha
dimostrato
come la
latenza
di fuga
in
presenza
di una
possibile
minaccia
predatoria
non
differisca
tra
soggetti
lateralizzati
e non. I
soggetti
- un
totale
di 56
esemplari
–
venivano
inseriti
in un
corridoio
ad
anello
dove
improvvisamente
entravano
in
contatto
visivo
con una
sagoma
di
predatore.
In due
occasioni
la
sagoma
di
questo
predatore
è caduta
sul
campo
visivo
di
sinistra,
mentre
nelle
altre
due è
avvenuto
l’opposto.
I
risultati
della
ricerca
documentano
come i
tempi
nella
reazione
di fuga
di
soggetti
lateralizzati
e non
siano
pressoché
identici.
Questa
mancanza
di
differenze
nell’efficacia
di una
reazione
fondamentale
in
termini
adattativi,
come
quella
anti-predatoria,
potrebbe
essere
alla
base
della
coesistenza
in
natura
di
individui
lateralizzati
e non. |
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Nella foto:
Girardinus
Falcatus,
esemplare
Maschio
(fonte
aquadigital.net) |
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Nella foto:
Girardinus
Falcatus,
esemplare
Femmina
(fonte
aquadigital.net) |
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Nella foto:
Girardinus
Falcatus,
avannotti
nati da
un
giorno
(fonte
aquadigital.net) |
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|
Riferimenti
Bibliografici |
Agrillo
C, Dadda
M &
Bisazza
A
(2008).
Escape
behaviour
elicited
by a
visual
stimulus.
A
comparison
between
lateralised
and
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female
topminnows.
Laterality,
in
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DOI:
10.1080/13576500802396693.
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(2007).
Artificial
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The
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Does
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asymmetry
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Dadda M
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Lateralized
female
topminnows
can
forage
and
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Advantages
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disadvantages
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In:
Rogers
L. J,
Andrew
R.J.,
editors.
Comparative
vertebrate
lateralization.
Cambridge
University
Press,
Cambridge,
pp.
126-154. |
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Approfondimenti
e links |
|
Asimmetria
cerebrale ed evoluzione nei vertebrati (articolo di
encarta) |
|
Scheda AFAE del
pesce Gerardinus Falcatus, con evidenza G.
Metallicus |
|
Altre foto di
Girardinus Falcatus |
|
Foto di
Girardinus Metallicus |
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Video |
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in
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