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News Letter del mese di:
SETTEMBRE 2007 |
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News ed argomenti in primo piano questo mese. |
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NEI
NOSTRI MARI I PESCI SONO SEMPRE MENO -
L’inquinamento e la pesca rischiano di impoverire i
mari. Questo è l’allarme lanciato d un ricercatore
dell’Università di Kiel, nel Nord della Germania, il
dottor Boris Worm, esperto in zoologia marina e
autore di uno studio sugli ecosistemi marini insieme
con Ronsom Myers, biologo della Delhousie
University, in Canada. |
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NO PHOSPHATES -
nuovo prodotto di Prodac International
Resine a scambio ionico per l’eliminazione totale
dei fosfati e dei silicati negli acquari d’acqua
dolce e marina. |
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SERA News, la nuova area commerciale
su tutti i prodotti novità dell'Azienda Sera
Italia. Questo mese di Settembre 2007 vi presentiamo
SERA phosvec
e SERA phosvec granulat eliminano in modo
sicuro ed efficace i fosfati in eccesso
nell’acqua del vostro acquario |
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NEI NOSTRI MARI I
PESCI SONO SEMPRE MENO - L’inquinamento e la pesca rischiano
di impoverire i mari. Questo è l’allarme lanciato d un
ricercatore dell’Università di Kiel, nel Nord della Germania, il
dottor Boris Worm, esperto in zoologia marina e autore di uno
studio sugli ecosistemi marini insieme con Ronsom Myers, biologo
della Delhousie University, in Canada. |
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Articoli di scienza,
di AcquariofiliaItalia.it
Autore: dottor BORIS WORM, ricercatore dell’università di
Kiel, nel nord della Germania, esperto di zoologia marina.
Testo di: Tommaso Varotti
Nei mari di tutto il mondo i pesci sono sempre meno e,
tra alcuni anni il mare potrebbe diventare solo un deserto
d’acqua. E’ un problema ambientale che passa sotto silenzio,
poiché da un punto di vista nutrizionale tutti i medici e gli
esperti dicono di mangiare quanto più pesce possibile per le
sostanze utili alla salute che questo alimento contiene, come
gli Omega-3, gli acidi che abbassano i livelli di colesterolo
nel sangue. Tuttavia ora siamo giunti ad un livello di
impoverimento dei mari senza precedenti. Rispetto al 1959,
infatti, abbiamo avuto un calo addirittura del 90 per cento del
numero di pesci di grandi dimensioni, come pescispada e tonni.
E non è meno
preoccupante la situazione dei merluzzi, delle cernie e del
pesce azzurro, come alici o sardine. Se non correremo ai
ripari, entro la metà di questo secolo potrebbe non esserci più
pesce disponibile per il nostro fabbisogno alimentare.
Questo è l’allarme
lanciato d un ricercatore dell’Università di Kiel, nel Nord
della Germania, il dottor Boris Worm, esperto in zoologia marina
e autore di uno studio sugli ecosistemi marini insieme con
Ronsom Myers, biologo della Delhousie University, in Canada.
Ma procediamo con ordine e vediamo, seguendo le dichiarazioni di
Kiel, il cui studio è stato pubblicato sul prestigioso
settimanale Science, perché si è arrivati a questo impoverimento
dei mari, quali sono le possibili conseguenze e quali potranno
essere le soluzioni per salvaguardare la popolazione marina e
non trasformare il mare in un deserto di acqua. Sono state le
industrie della pesca che, negli ultimi anni, hanno cominciato a
lamentare la scarsità del pesce, spiega il dottor Worm. A questo
punto si rendeva necessario uno studio per determinare le cause
del calo di pescosità e le osservazioni sulle migrazioni dei
pesci in occasione del periodo dell’accoppiamento hanno
dimostrato come ci fossero sempre meno esemplari adulti capaci
di riprodursi. Questo impoverimento, ovviamente, è dovuto
alla pesca intensiva, che usa reti lunghe molti chilometri e
cattura indiscriminatamente sia pesci giovani sia adulti. Altre
cause hanno concorso al calo così eccezionale della qualità di
pesce disponibile nei mari: Anche l’inquinamento ha la sua parte
di responsabilità, aggiunge il dottor Worm.
Nei mari
chiusi come il mediterraneo o sotto le coste delle città che
si affacciano sul mare, gli scarichi industriali portano
nell’acqua una quantità di sostanze tossiche che lentamente
entrano nel corpo dei pesci e li indeboliscono, al punto che non
raggiungono l’età adulta e quindi la capacità di riprodursi. Ma
quali saranno invece le conseguenze di questo calo, se non si
pone rimedio alla situazione? Il dottor Boris Worm risponde:
Gli esseri viventi sono
legati tra loro da quella che noi scienziati chiamiamo catena
alimentare e cioè sopravvivono perché il pesce piccolo è
mangiato dal più grande che, a sua volta, è mangiato da quello
ancora più grande e cosi via. Ma se noi interveniamo eliminando
un “anello”, cioè un elemento della catena, l’equilibrio si
spezza. Per esempio, i crostacei, come i gamberetti, che spesso
sono preda di pesci più grandi, se non trovano nell’ambiente i
loro nemici naturali iniziano a riprodursi smisuratamente. E
quindi aggrediscono le distese di alghe di cui si nutrono,
esaurendole. A questo punto anche i gamberetti, essendo
tantissimi, si trovano ad avere scarsità di cibo e quindi
finiscono con il morire di fame. In questo modo i mari rischiano
di diventare dei deserti d’acqua.
Siamo ancora in
tempo per lasciare che la natura da sola riesca a ripristinare
un equilibrio corretto o l’uomo deve intervenire perché la
situazione non peggiori ulteriormente? Se la situazione non
avrà variazioni, dice il dottor Worm, secondo le nostre
previsioni nel 2048 i pesci saranno talmente pochi da non
permettere più la pesca. La disponibilità di pesce sui mercati
sarà praticamente inesistente e dovremo dire addio alla grande
distribuzione di un alimento così prezioso, che diventerà cibo
per pochi a costi esorbitanti. Esiste il modo per fare si
che i pesci non diventino introvabili e carissimi? Si. Dobbiamo
essere ottimisti: infatti in tutte le zone è stata regolamentata
la pesca in maniera severa, rispettando i periodi di fermo
imposti dalla legge per permettere la ripopolazione dei mari e
soprattutto ributtando in mare il pesce sotto una certa taglia
per permettergli di diventare adulto e riprodursi, stiamo
assistendo a un lento ma costante ripopolamento. Un’altra
soluzione è incrementare gli allevamenti di pesce finalizzati al
consumo per lasciare liberi i pesci che abitano in mare,
dandogli il tempo di riprodursi. Anche i legislatori dovrebbero
intervenire proibendo le reti a strascico usate nella pesca
intensiva, che oltre a distruggere i fondali si estendono per
chilometri e non fanno differenza tra pesci, crostacei, delfini,
squali, tartarughe e tutti gli esseri viventi che popolano il
mare, ma che non sono di interesse alimentare. Inoltre,
bisognerebbe effettuare lavori di bonifica dei tratti di mare
inquinanti e imporre per legge l’uso obbligatorio di sistemi di
depurazione delle acque, che non devono mai essere scaricate in
mare senza essere state disinquinate. Solo in questo modo
potremmo tornare a una situazione di equilibrio e di sicurezza.
E a gustare il pesce sulle nostre tavole come sana abitudine
alimentare. |
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Nella foto:
Un Tonno mentre sta per mangiare un
pesce. |
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Il pesce piccolo è mangiato dal più grande. |
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Nella
foto: Un pesce spada catturato da un peschereccio |
Nella
foto: Un pesce catturato da una barca |
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NO PHOSPHATES -
nuovo
prodotto di Prodac International
Resine a scambio ionico per l’eliminazione totale dei fosfati e
dei silicati negli acquari d’acqua dolce e marina. |
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L’accumulo di fosfati nell’acquario ha molteplici
cause sia interne: la sovrappopolazione, la
decomposizione degli alimenti, le piante morte; sia
esterne: l’eccessiva alimentazione, la presenza di
fosfati nell’acqua di rubinetto oppure l’uso di
trattamenti, di sali marini e materiali filtranti
contenenti fosfati. Pur non rappresentando un
pericolo immediato per gli organismi, questi
minerali determinano una proliferazione
incontrollabile delle alghe negli acquari d’acqua
dolce e, negli acquari marini, interferiscono
pesantemente nel processo di assorbimento del calcio
da parte degli organismi per i quali questo elemento
è vitale: come le alghe rosse e i coralli duri. Tali
effetti vengono aggravati quando in acquario sono
presenti anche i silicati che, di per se stessi, non
sono fondamentalmente tossici, tuttavia un’eccessiva
concentrazione alimenta in particolare le alghe
diatomee. Anche quantità minime di fosfati portano
allo sviluppo di micro-alghe quindi il loro livello
non deve superare 0,3 mg/l (ppm) in acqua dolce e
0,1 mg/l (ppm) in acqua marina. No Phosphates
è il nuovo prodotto di Prodac International
costituito da particolari resine che adsorbono i
fosfati e i silicati, in
pratica catturano gli ioni di tali sostanze
eliminandole totalmente dall’acqua senza rilasciarle
in seguito. No Phosphates va collocato nel filtro
biologico possibilmente sotto la pompa di ricircolo
in modo che l’acqua lo attraversi, o nel filtro
esterno oppure all’interno di un filtro a letto
fluido negli acquari marini dotati di questo sistema
così il materiale viene agitato continuamente grazie
al flusso d’acqua costante.
Confezione: 250 ml sufficienti per 1000 litri di
acqua dolce e 500 litri di acqua marina,
Confezione: 125 ml sufficienti per 500 litri di
acqua dolce e 250 litri di acqua marina. |
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Nella foto:
NO PHOSPHATES - nuovo prodotto di Prodac
International |
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SETTEMBRE 2007 |
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STOP AI FOSFATI IN
ACQUARIO CON SERA |
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SERA phosvec e SERA phosvec
granulat eliminano in modo
sicuro ed efficace i fosfati in
eccesso nell’acqua del vostro
acquario
Un’alta concentrazione di
fosfati nell’acqua
dell’acquario, oltre ad essere
la causa scatenante della
crescita indesiderata delle
alghe, soprattutto quelle
filamentose e a pennello, è un
fattore che altera l’equilibrio
naturale dell’intero ecosistema.
Ma i fosfati da dove provengono
? Sono diversi gli elementi che
causano un accumulo di queste
sostanze nell’acqua
dell’acquario: |
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AcquariofiliaItalia.it ed il suo staff comunicano che è vietata la riproduzione anche parziale del testo, delle foto
e dei video presenti in questa news letter, senza il consenso dell'autore. |
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di AcquariofiliaItalia.it |
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Da sempre impegnata
nella ricerca di prodotti "per un mondo acquatico secondo
natura" (questo il leit-motiv aziendale), Sera nasce dall'idea
geniale del suo fondatore che nel 1970 fece costruire, su suo
disegno, la prima macchina per la liofilizzazione, dando così
inizio alla produzione automatica di mangimi. |
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Da allora Sera ha
saputo assurgere a una posizione leader a livello internazionale
nell'ambito della produzione di mangimi in scaglie,
granulari, pellettati in pastiglie, per pesci d'acquario,
ornamentali da laghetto, tartarughe e rettili;
biocondizionatori per il trattamento dell'acqua; test per
l'acqua; preparati curativi per pesci; prodotti
omeopatici per tartarughe, rettili, uccelli e roditori;
vitamine per pesci, tartarughe e rettili; materiali
filtranti e accessori per l'acquario. |
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AcquariofiliaItalia.it |
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Nel 1975 a
Cittadella, nel suo negozio di vendita di animali domestici e
pesci tropicali, Ferruccio Zanon, attuale Presidente della
Società, elabora un fertilizzante per le piante acquatiche non
trovando in commercio alcun prodotto efficace in grado di
soddisfare sé stesso e i propri clienti. Nasce NUTRONFLORA, il
primo prodotto di Prodac International, il cui successo
immediato e strepitoso generato dalle richieste dei clienti apre
la via alla creazione di altri trattamenti per acquari d’acqua
dolce e marina. |
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La Teco nasce con
l'obbiettivo di progettare soluzioni in grado di ridurre
drasticamente i costi della refrigerazione "tradizionale". Mezzo
secolo di esperienza e conoscenza del freddo industriale e
commerciale le permette di progettare e creare una gamma
completa di prodotti specializzati per il settore,
concettualmente innovativi, tecnicamente all’avanguardia e di
elevato standard qualitativo. |
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web aggiornato) |
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sono dotati di compurters che gestiscono autonomamente clima e
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