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L’isola di Sardegna
rappresenta oggi l’unica realtà territoriale di tutta l’area
mediterranea in cui tre specie di testuggine terrestre (T.
graeca, T. hermanni e T. marginata) coabitano
simpaticamente. Accanto a ciò, le caratteristiche di molti
territori della Sardegna (scarsa antropizzazione, presenza di
aree relativamente incontaminate…), permettono ad oggi la
sopravvivenza di popolazioni ancora relativamente consistenti di
questi particolari rettili.
Queste
considerazioni devono far pensare ad interventi efficaci e
concreti che mirino alla salvaguardia di un tale patrimonio
faunistico già altrove, specie in Italia, scomparso o gravemente
compromesso.
Premesse
Tutte e tre le
specie appartenenti al Genere Testudo endemiche sul
Territorio Nazionale sono protette da leggi nazionali ed
internazionali e vengono, anche se con una certa variabilità
soggettiva, considerate a rischio di estinzione.
Ciò nonostante
è difficile se non impossibile reperire
dati concreti e aggiornati sulla consistenza, la distribuzione e
sullo status delle popolazioni di testuggini selvatiche
in Italia.
Per colmare tali
carenze e per poter avviare dei programmi di gestione e
salvaguardia di questi animali è necessario promuovere
un’attività di studio in modo serio, competente e in grado di
garantire continuità nel tempo.
Di seguito sono
indicati alcuni campi di interesse verso i quali è opportuno
indirizzare attenzioni e risorse.
Genetica di
popolazione
L’unica specie di
testuggine terrestre endemica in Sardegna è T. hermanni
hermanni e non è noto se e in qual misura tale taxon sia
correlato con le popolazioni presenti nelle aree continentali
(Italia e Francia).
Per T. graeca
e T. marginata la situazione è ulteriormente più
complessa: sicuramente sono state introdotte dall’uomo in varie
epoche storiche ma anche in questo caso non sono note le
correlazioni con le altre popolazioni presenti nell’area
mediterranea.
Studi al riguardo
sono fondamentali per acquisire una conoscenza di base sullo
stato delle popolazioni di testuggine e costituiscono una
premessa indispensabile per tutti i programmi di conservazione
ed, eventualmente, di reintroduzione.
Censimento e
Dinamica di popolazione
Accertare la densità
delle popolazioni più significative e confrontare i dati
ottenuti nel corso del tempo è l’unico modo per avere il polso
della situazione.
L’analisi della
composizione all’interno di una popolazione (maschi/femmine,
giovani/immaturi/adulti) permette poi di avere previsioni
sull’andamento futuro della popolazione stessa e fornisce
elementi essenziali per un eventuale intervento.
Non ha alcun senso
parlare di rarefazione o declino di una specie senza poter aver
accesso a questo tipo di dati e, parimenti, senza tali elementi,
non è possibile avviare alcun progetto serio di salvaguardia.
Impatto Umano
Uno degli aspetti
che sempre viene invocato quale responsabile della rarefazione
di una specie è il prelievo di esemplari selvatici da parte
dell’uomo.
Certamente tale
pratica, soprattutto per animali lenti e privi di capacità
difensive come le testuggini, esiste e va condannata e
combattuta tenacemente.
Accanto a ciò vanno
però considerati altri aspetti che sicuramente contribuiscono,
probabilmente in misura considerevole, alla rarefazione di una
specie; tali cause vanno studiate, identificate e, dove
possibile, corrette.
Si pensi alla
distruzione degli habitat, all’inquinamento, all’uccisione
diretta involontaria o alla distruzione di nidi da parte di
veicoli.
In tal senso, in un
territorio come la Sardegna, turismo, urbanizzazione, attività
agricole, industriali e militari sono certamente corresponsabili
della rarefazione di specie vulnerabili come le testuggini
mediterranee.
Fenomeni Naturali
Molti animali
selvatici carnivori includono nella loro dieta esemplari di
testuggine; a farne le spese sono spesso individui giovani o
immaturi ma anche esemplari adulti possono essere oggetto di una
certa attività predatoria così come le uova all’interno dei
nidi.
Basti pensare ad
aquile e altri rapaci, volpi, corvi e cornacchie, gabbiani e
persino ratti.
E’ del
tutto ignota quale sia la quota di animali regolarmente predati
ma è certo che l’affermarsi di specie quale il cinghiale, le
cui popolazioni sono segnalate in aumento in molte aree della
Sardegna, può incidere in modo determinante sulla riduzione
delle testuggini.
Accanto a
questo non si ha alcuna informazione sull’ecopatologia delle
popolazioni di testuggine e il ruolo di agenti infettivi,
quali micoplasma ed herpes virus, dagli effetti devastanti nelle
popolazioni in cattività e in popolazioni naturali come negli
USA, rimane del tutto sconosciuto per quanto riguarda le
popolazioni italiane.
Anche fattori
meteorologici quali le fluttuazioni delle temperature o
l’andamento delle precipitazioni nel corso di annate diverse
sono fattori in grado di incidere sulle dinamiche di
popolazione.
Correlare tali
eventi con le informazioni sopra elencate apporterebbe ulteriori
preziosi elementi nella comprensione delle problematiche di
conservazione.
IL PROGETTO
Il progetto prevede
la raccolta di dati di natura biologica e medico veterinaria su
esemplari di testuggine selvatica presenti in Sardegna in aree
già identificate e nelle quali è accertata la presenza di
popolazioni, soprattutto per quanto riguarda Testudo
graeca graeca sarda, che sembra in gravissimo rischio
di estinzione, essendo molto probabilmente presente in un’unica
zona.
La direzione dei
lavori sarà affidata a persone di comprovata esperienza che
saranno presenti in tutte le fasi di raccolta e i risultati
verranno resi disponibili in un rapporto finale.
Si prevede inoltre
il coinvolgimento degli Enti e delle Istituzioni Locali,
ovviamente dietro loro parere favorevole e nella misura prevista
da accordi da stipulare.
In questo senso si
ritiene di poter coinvolgere la Regione Sardegna, la Provincia
di Oristano e i comuni interessati; dal punto di vista
scientifico la Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari e
l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Regione Sardegna
mentre per le attività di controllo il Corpo Forestale dello
Stato.
Le operazioni si
svolgeranno in tre fasi di cui due di circa 4 giorni ciascuna,
saranno dedicate alla raccolta di campioni di sangue mentre la
terza fase sarà dedicata solo alla ricerca dei siti e della
quantità degli esemplari, evitando la stagione degli
accoppiamenti (indicativamente metà aprile e inizio di
settembre),
Per ogni esemplare
verranno annotati dettagli del luogo, ora e condizioni
climatiche del ritrovamento, il tipo di attività, sesso, peso,
dimensioni ed età stimata e scattate foto segnaletiche.
Addizionalmente sarà
prelevato un campione di sangue per analisi genetiche,
ematologiche, biochimiche e sierologiche, nonché del materiale
fecale per indagini parassitologiche e batteriologiche; i
soggetti rinvenuti morti saranno sottoposti ad esame
necroscopico.
Al rilascio
ogni esemplare sarà marcato sul carapace con vernice atossica
per evitarne la successiva ricattura.
Da valutare inoltre
la possibilità di svolgere ulteriori indagini quali analisi del
contenuto fecale per la determinazione della dieta, esame delle
urine e ricerche tossicologiche così come la possibilità di
inoculare microchip sottocutanei per permettere una successiva
identificazione dei singoli individui in previsione di futuri
monitoraggi e per attività di controllo delle catture illegali.
Il progetto nasce con la speranza di essere il primo passo per
una corretta analisi della situazione delle Testudo in
Sardegna, con particolare interesse verso la specie più a
rischio d’estinzione(Testudo graeca graeca sarda)
e per poterne individuare un futuro piano d’intervento, in
concomitanza con la possibile creazione di un centro di recupero
e riproduzione in loco. |