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L’esistenza
della razza dello spaniel nano è già documentata in manoscritti medioevali. Più
tardi e cioè nel 16° secolo, i grandi ritrattisti italiani ci danno la prova
dell’esistenza di queste magnifiche bestiole. Il cane delle castellane del
Medio Evo, diventa un accessorio indispensabile delle nobil donne del
rinascimento e del barocco. Come già fu il caso per il grande spaniel anche il
“nano” diventa col tempo un cane inglese. Fu anzitutto la casta nobile che
si occupò di questo cane, che utilizzò particolarmente per la caccia ai
pennuti. Oggi si conoscono quattro varietà di spaniel nano e cioè: il Prince
Charles, il Blenheim, il Ruby e
il King Charles. Re Carlo II, che possedeva una muta di questi cani, gli
diede il nome. Le quattro varietà si distinguono soprattutto per il colore.
Carattere e
utilità: Cane espansivo, affezionato, dalla nobile e sicura prestanza, non
disturba e non fa chiasso. Si abitua ottimamente alle condizioni di vita in città.
Pelo e
colore: Pelo lungo, sontuoso, serico, per quanto possibile aderente,
leggermente ondulato (è considerato difettoso quello arricciato). Gli orecchi e
le estremità sono riccamente forniti di pelo.
Prince Charles:
manto bianco marcato di nero e di bruno-rossiccio, disegni regolari alla testa e
stella bianca; King Charles: nero sfuocato; Blenheim: bianco marcato di castano
o di giallo-rossiccio; Ruby: castano unito senza segni particolari.
Tipo e
statura: Piccolo, vigoroso e aristocratico. Di buona ossatura, con zampa
larga e rigogliosa pelliccia. La testa massiccia è pesante e a forma di cupola.
Gli occhi sono grandi, scuri scintillanti e assai discosti l’uno dall’altro.
Gli orecchi, fissati molto in basso, sono aderenti. Il collo è corto e
vigoroso; il tronco e il dorso sono corti; il petto è profondo, a forma di
barile. Le estremità sono alquanto alte, diritte e di buona ossatura. La coda,
decurtata e ben guarnita di pelo, è portata orizzontalmente.
La
statura varia da 26 a 32 centimetri.
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