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La vasca rappresenta il primo e indispensabile passo per ogni
acquariofilo e si rivela capace di condizionare, da sola, tutte le scelte
successive. Ormai quasi scomparse le vasche di vetro con intelaiatura metallica,
oggi gli acquari vengono realizzati in tutto vetro. Superati i vincoli imposti
in passato da una limitata scelta di materiali, le vasche possono essere oggi
realizzate in una vasta gamma di forme in grado di adattarsi ad ogni esigenza.
Il vetro, dunque rimane ancora oggi il materiale più usato sia per il costo e
la facile reperibilità che per la relativa facilità di lavorazione e
intrinseca robustezza. Notevole effetto sulla diffusione degli acquari a tutto
vetro ha avuto la comparsa e la messa a punto dei collanti siliconici che
uniscono a capacità adesive eccezionali una buona elasticità che permette alla
struttura, una volta realizzata, di assorbire e dissipare prima che risultano
dannose gran parte delle sollecitazioni meccaniche cui la vasca è sottoposta.
Nonostante la buona qualità di tutti gli adesivi siliconici impiegati in
acquariologia alcuni preferiscono usare siliconi colorati (neri o grigi o anche
bianchi) anzichè il classico silicone trasparente. Ciò perché, almeno così
si sostiene, sotto lo strato di silicone trasparente possono con il tempo
insediarsi organismi, in particolare alghe, che ne possono provocare il
distacco. Teoricamente l'ipotesi è plausibile, ma molto dipende dalle
operazioni di incollaggio che, se ben eseguite, difficilmente saranno la vera
causa della rottura di un acquario la cui durata teorica è di parecchie decine
di anni. Al momento della scelta o della realizzazione di una vasca, qualora si
decida di costruirla in maniera autonoma, è opportuno fare alcune
considerazioni preliminari. Una volta realizzato l'acquario, soprattutto se
grosso, diventa una parte integrante del nostro arredamento in conseguenza del
suo peso. Valori di 200-300 kg possono essere raggiunti facilmente e questo
impone un'attenta valutazione delle strutture destinate a sorreggere una vasca
(mobili, ripiani, muri). E' quindi importante scegliere dove sistemarlo. Inoltre
non va collocato in luoghi particolarmente rumorosi o soggetti a vibrazioni che
finirebbero per disturbare i pesci il cui mondo sensoriale è ricco di stimoli
sonori, e neppure in cucina o in ambienti molto fumosi. Gli scambi gassosi con
il mondo esterno avvengono in prevalenza grazie ad un aeratore che assorbe aria
dall'ambiente circostante per insufflarla nell'acquario insieme a gas o spray
tossici eventualmente presenti. Deve essere anche evitata, per quanto possibile,
la collocazione accanto ad una finestra. Infatti, se la luce solare diretta
potrebbe avere una benefica influenza sulla crescita di talune piante e sulla
colorazione dei pesci, finirebbe per averne altrettanta sulle alghe destinate a
formare in breve tempo un'antiestetica patina sui vetri e su quanto si trova in
acquario. In estate, infine, i raggi del solari porterebbero ad un eccessivo
aumento della temperatura dell'acqua. Per questi motivi saranno da privilegiare
quella posizioni dove la vasca potrà ricevere un'illuminazione naturale diretta
che avrà il vantaggio non indifferente di ricreare effetti "alba" e
"tramonto" che gioveranno alla salute dei nostri ospiti rendendo meno
bruschi i passaggi dal buio alla luce e viceversa cui normalmente sono
sottoposti. Il luogo ideale dovrebbe perciò avere caratteristiche il più
possibile uniformi per quanto riguarda sia la luce che la temperatura. Inoltre
dovrebbe essere dotato di un numero sufficiente di prese elettriche e
permettervi di nascondere tutti i fili delle apparecchiature dell'acquario oltre
a consentirvi una sua agevole manutenzione. Un ultimo suggerimento e quello di
interporre una lastra di polistirolo fra il piano di appoggio e il fondo della
vasca. Ciò da un lato attenuerà le vibrazioni e dall'altro garantirà un
migliore isolamento termico oltre a evitare rotture dovute a minuscole
imperfezioni del basamento. Per quanto concerne la scelta della vasca non vanno
infine sottovalutate le sue dimensioni, in particolare altezza e profondità,
che non solo devono sempre consentirci di raggiungere facilmente tutti i punti
dell'acquario, ma anche garantire una corretta illuminazione per gli organismi.
A questo proposito si sostiene, ad esempio, che gli acquari marini con
invertebrati dovranno essere più alti, a parità di volume, di quelli d'acqua
dolce. Questo perché le esigenze di luce di questi organismi, molto diverse da
specie a specie, possono richiedere la creazione di zone fortemente illuminate
alternate ad altre a luce soffusa a questo semplicemente fruttando il
potere di assorbimento dei raggi luminosi da parte dell'acqua.
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