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Articoli e
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Alcune
notizie e curiosità dell'acquariofilia. |
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I
Danio
I Danio sono
pesci robusti, che esigono ben poche cure. Vivono in branchi, come le
Rasbore. Le loro eleganti forme sono spesso valorizzate dai disegni
orizzontali della livrea.Vi segnaliamo tra la specie il più commerciale
il"Danio zebrato" o detto anche Juventino, il suo nome originale
è Branchydanio rerio, misura circa 5 cm, proviene dall'India: risaie e
acque calme. E' il più noto e il più apprezzato dei Danio. La sua livrea
chiara dai riflessi dorati è percorsa dal capo alla coda da bande
orizzontali blu-cobalto che gli hanno meritato il nome di Pesce-pigiama. Nei
maschi i raggi delle pinne sono ben visibili, mentre nelle femmine sono
appena segnati. Attivo, gragario, il Danio ha bisogno di spazio e di
compagnia.
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La
famiglia dei Cobitidi
I membri di
questa famiglia sono pesci che stanno sul fondo; sono riconoscibili per il
loro corpo vermiforme e per la bocca ornata di molti barbigli. Questi pesci
si possono comportare da notturni in acquario, sebbene alcuni sembrano
perdere la loro timidezza per avventurarsi nelle parti esposte e illuminate
della vasca. I Cobitidi si preparano spesso vere <<tane>> per
nascondersi, scavando sotto i sassi o nel fitto delle piante dell'acquario.
La gran parte preferisce vivere in gruppo piuttosto che da soli. Molte
specie hanno spine erettili, che servono come arma di difesa. Esistono
numerose varietà di Cobitidi, tutti diversi per livrea, forma del corpo,
macchie, ma tutti restii a farsi prendere con la rete. (Appartengono alla
specie, I Botia).
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L'acquario
mediterraneo
Esperienza
diretta di un esperto su acquari mediterranei.Desidero
presentarmi.Mi chiamo
Ettore Licheri, ho 38 anni e vivo a Sassari ove svolgo la professione di
avvocato.Sono da anni
impegnato nella ricostruzione di biotopi mediterranei per la migliore
cura dei pesci d'acquario.Il mio
lavoro di sperimentazione muove infatti dalla convinzione che, prima
ancora dell'alimentazione o della temperatura d'acqua, la chiave di riuscita dell'acquario
mediterraneo si trovi in una buona ricostruzione dell'habitat di
prelievo.Ho avuto
modo di tenere una costante osservazione su diversi animali marini,
registrando in diversi casi peculiarità di vita simbiotica.Anche solo una elementare
conoscenza naturalistica degli esemplari che si desidera
allevare, permette di allestire ambienti di accoglienza che attenuino stati
di stress o sofferenza dovuti alla mutata vita in cattività e che
solitamente si celano dietro le precarie condizioni fisiche di un pesce.In sintesi,
basta poco perchè pesci, celenterati, echinodermi o molluschi possano
trovare nelle nostre abitazioni un luogo di confortevole ospitalità.Cordiali
saluti.
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La famiglia dei ciprinidi
Questa ricca famiglia, che conta da
1500 a 2000 specie, tutte ovovipare (vedi
riproduzione), comprende sia pesci di acque fredde sia pesci tropicali.
Le regioni del globo in cui non sono indigeni sono l'Australasia, l'America
del Sud, il Madagascar, il Canada settentrionale, la Groenlandia, l'Islanda,
l'Artico e l'Antartico. I Barbi, le Rasbore e i Daino vivono in India e
nell'Estremo oriente. Le mascelle dei Ciprinidi non hanno denti; le ossa
della faringe sono invece provviste di denti atti a triturare. La
disposizione di questi denti é uno dei caratteri che permette
l'identificazione e la classificazione delle molte specie della famiglia. La
gran parte di questi pesci hanno barbigli sono generalmente socievoli,
persino gregari, e tendono a formare banchi. Alcuni Barbi però sono ospiti
difficili: se sono soli tra specie diverse, tendono a mordere le pinne dei
loro compagni di vasca, forse perché s'annoiano. Le femmine depongono uova
a grappoli, subito fecondate dai maschi. Terminata l'operazione, le uova
devono essere protette, per evitare che vengano mangiate dai genitori o da
altri pesci. Di colori vivaci, e dotati di solido appetito, i Ciprinidi sono
assai apprezzati dagli acquariofili. (Per vedere alcune di questa specie vai
nella sezione:Pesci tropicali d'acqua dolce).
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Il pesce Rosso
Il pesce rosso, il cui nome scientifico
é Carassius
auratus, é originario della Cina. Il colore rosso di questo pesce,
é frutto di una lunga mutazione. Cioè, attraverso una lunga e paziente opera
di selezione, venne creata la prima varietà più comune e poi un gran numero di
altre varietà, con colori e soprattutto forme molto differenti.
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I gurami nano
I gurami nano (Colisa
Ialia) sono in
genere creature miti che spesso esaminano con curiosità oggetti e altri
pesci, con movimenti esplorativi delle loro pinne pelviche filiformi.
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Notizie storiche
L'amore per gli acquari e dunque
anche per i pesci risale a circa 4.000 anni fa, al tempo dei Sumeri. Sin dai
tempi più antichi l'uomo ha compreso il valore alimentare del patrimonio
ittico, e molte popolazioni tenevano scorte viventi del loro cibo in
appositi stagni. In Egitto i pesci godevano di una stima più alta, infatti
le illustrazioni di alcune tombe mostrano che oltre a catturare pesci per
cibarsene, li pescavano con canne e corde, quasi che i Faraoni
incoraggiassero l'attività dei pescatori. Al tempo dell'Impero Romano,
l'allevamento era ben sviluppato e la tecnologia e la costruzione di chiuse,
di dighe e canali aveva anche lo scopo di far catturare pesci in buone
condizioni, sia che fossero specie delle acque interne che marine, ma
commestibili.
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Le acque dei fiumi
La foresta pluviale e i corsi
d'acqua del Sarawak sono l'ambiente naturale di molti tra i più apprezzati
pesci e piante d'acquario. In tali ambienti sono comuni Rasbore e Barbi,
assime a piante del genere Crytocoryne. Anche il Rio delle Amazzoni, luogo
d'origine di molti pesci d'acquario. E' difficile pensare che i
coloratissimi pesci, tanto ricercati dagli acquariofili, sono qui facilmente
disponibili e quasi a portata di mano.
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Anidride carbonica
per le piante
(Solo per le ore diurne)
Puoi produrre per le piante del tuo
acquario, anidride carbonica CO2 a livello casalingo seguendo queste regole:
1) Procurarsi una bottiglia da un 1,5 litri vuota di plastica; 2) Sul tappo
applicare un foro per poter inserire un tubicino di gomma trasparente di
piccolo diametro (si trova nelle ferramenta o negozi di acquari); 3) Cerca
di realizzare un sistema ermetico sull'attacco, (tubo-tappo-bottiglia); 4)
Infine sulla terminazione del tubicino va posta una piccola pietra porosa.
(quindi bottiglia con tubicino, che da terra va a finire dentro l'acquario
con la terminazione della pietra porosa). 5) Adesso
prepariamo la soluzione che produrrà l'anidride carbonica. 6) Sciogliere in
mezzo bicchiere d'acqua metà cubetto di lievito di birra ( lo trovi nei
banconi dei supermercati), e inseriscilo nella bottiglia vuota, preparata
precedentemente. 7) Aggiungi 1 litro di acqua da rubinetto, e 200 grammi di
zucchero, mescola il tutto, e chiudere la bottiglia con il tappo-tubicino.
8) La parte terminale del tubicino che presenta la pietra porosa, va
inserita nell'acquario. 9) Dopo circa qualche ora, sempre che non ci siano
perdite di sfiato la CO2 comincerà ad uscire dalla pietra porosa, sotto
forma di bollicine. 10) L'anidride carbonica prodotta sarà molto ricca
all'inizio per poi scendere sempre più fino ad esaurimento della soluzione.
Si raccomanda di non lasciare la pietra porosa nell'acqua a luci spente (
infatti le piante provvederanno a produrre CO2 per conto loro nelle ore
notturne a luci spente. Quindi onde evitare di soffocare i pesci, si può
svitare il tappo e lasciarlo un pò lento così la pressione sarà dispersa.
Il tutto funzionerà per circa 3 giorni. Certo non è un sistema
professionale, ma molto economico. L'ultima raccomandazione, è quella di
non soffocare la pressione dentro la bottiglia, pensando di non sciuparla o
conservarla per le ore notturne, perché la pressione accumulata potrebbe
far esplodere la bottiglia.
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In cosa consiste
la differenza tra un pesce di acqua dolce e uno di acqua marina?
La maggior differenza tra i pesci
d'acqua dolce e i pesci di mare riguarda essenzialmente la totale diversità
dei mezzi in cui vivono. Quando due liquidi con diversa concentrazione
salina vengono separati da una membrana, sorge un problema. Nel nostro caso,
un liquido è l'acqua in cui il pesce vive, l'altro è il sangue del pesce e
la membrana che li separa è la pelle del pesce. Nei pesci d'acqua dolce il
liquido più concentrato è quello che circola entro il pesce che, per
evitare di scoppiare a causa dell'acqua assorbita dalla pelle, deve emettere
ogni giorno grandi quantità di liquido sotto forma di urina poco
concentrata. Questo stato di cose si inverte nei pesci marini, che nuotano
in un liquido assai più concentrato del loro sangue, quindi hanno un
continuo passaggio di liquido dal loro sangue all'acqua del mare. I pesci
marini devono quindi bere copiosamente per reintegrare il liquido perduto, e
i sali che si accumulano sono escreti dell'urina, poca ma assai concentrata.
Certi pesci marini hanno come prodotto d'escrezione l'urea e non
l'ammoniaca, che viene immagazzinata nel loro corpo per aumentare la
concentrazione salina dei loro liquidi sino quasi ad avvicinarsi a quella
dell'acqua circostante. Ciò agisce come equilibratore salino, come
meccanismo-tampone, tanto che alcuni pesci di questo gruppo possono
spostarsi da acque salate in acque salmastre e perfino in acque dolci senza
molta difficoltà.
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Come mangia il Calvalluccio marino?
A causa della piccola bocca, il
Cavalluccio marino dorato (Hippocampus koda) può mangiare solo cibo molto
minuto. Gli acquariofili usano spesso cibare questo pesce, per altro
impegnativo, con avannotti appena nati da pesci ovovivari.
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Quasi tutti i pesci hanno sette
pinne
tre singole o impari e due pari, cioè a coppie; a volte possono
averne una in più, la pinna adiposa poco sviluppata, inserita tra la dorsale
e la caudale. Certe specie hanno due pinne dorsali, mentre in alcune specie
marine non è eccezionale osservare la mancanza delle pinne pelviche.
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Il
pesce balestra pagliaccio
ha diverse funzioni: mimetizza l'animale, avverte eventuali predatori che è
di una specie velenosa, e confonde le idee a un probabile predatore, che in
genere si scaglia contro l'occhio.
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