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   Articoli e notizie di Acquariofilia

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autore > Pusceddu Daniela (Cagliari)
 
 
 

 

 

 

L'acqua fonte di vita.

L'acqua è l'elemento di cui è fatto principalmente il nostro acquario: è dentro l'acqua che vivono i pesci, le piante e i microorganismi che ospitiamo. Spesso purtroppo non viene data all'acqua contenuta nell'acquario l'importanza che essa merita. Eppure è dall'acqua e dalle sostanze in essa contenuta che principalmente dipende il successo o l'insuccesso della vasca. Il nostro acquario è un mini laboratorio chimico: all'interno di esso si verificano tante di quelle reazioni e interazioni fra le sostanze da modificare in maniera rilevante le condizioni essenziali per la vita degli esseri che ci vivono. La qualità dell'acqua è essenziale per condurre un acquario, l'acquariofilo deve continuamente intervenire per risolvere i problemi legati all'acquario, e legati quindi all'acqua contenuta. Molto spesso si cerca di risolvere infestazioni algali per esempio cercandone le cause dappertutto tranne dentro l'acqua, che invece risulta essere la causa pricipale, così come a volte si cercano nel
posto sbagliato le cause delle malattie dei pesci: ricordiamoci di esaminare le caratteristiche dell'acqua prima di tutto! Da quello che c'è o non c'è dentro l'acqua, da quello che noi ci mettiamo o togliamo dipende l'equilibrio di tutto l'ecosistema acquario. Nell'acqua ci sono diversi sali minerali, che danno la durezza, cioè il kh e il gh. Il kh è dato principalmente da carbonati che hanno un effetto tampone sul ph, mentre il gh è dato da gli altri sali, principalmente calcio e magnesio, che servono alla vita dei pesci e delle piante.Quando prepariamo un acquario che diventerà la casa dei nostri pesci e piante dobbiamo tenere in considerazione le esigenze di questi ultimi: infatti ogni specie avrà esigenze in fatto di durezza e di ph e temperatura più o meno diverse. Ci sono specie infatti che richiedono un' acqua tenera e leggermente acida mentre ci sono quelle che necessitano di acqua più dura e leggermente alcalina. Ogni specie regola i propri equilibri osmotici in base all'acqua, maggiore somiglianza ci sarà tra l'acqua dove sono nati i pesci e coltivate le piante che si hanno e quella dove li terremo e maggiore sarà la possibilità che i nostri pesci prosperino e si riproducano nella nostra vasca e le piante svolgano al meglio le loro funzioni purificanti e ossigenanti. L'ossigeno dovrebbe essere intorno ai 5,5 mg/l o più, un tasso di ossigeno meno di 4 mg/l è dannoso per la salute dei pesci. L'acquariofilo deve poi assicurare un equilibrio all'interno del proprio acquario per fare in modo che i valori dell'acqua risultino avere una certa stabilità. Più i valori sono stabili e idonei e più i pesci saranno forti e resistenti alle malattie e più le piante saranno in grado di crescere bene. I pesci che ospitiamo producono escrementi e sostanze di rifiuto tra le quali l'ammoniaca. L'ammoniaca è molto tossica per i pesci, deve
essere rapidamente eliminata dalla vasca. A ph sotto 7 l'ammoniaca si trasforma in ammonio, molto meno tossico se non a concentrazioni elevate, mentre a ph sopra 7 l'ammoniaca è presente in tutta la sua pericolosità. Parte dell'ammoniaca viene assorbita immediatamente dalle piante che ci sono, tutto il resto viene metabolizzato dai batteri del filtro e trasformato in nitriti, anch'essi tossici perchè bloccano il trasporto dell'ossigeno nel sangue dei pesci. Mentre per l'ammoniaca il tasso di pericolosità è dato dal ph i nitriti sono tossici indipendentemente dal fatto che l'acqua sia più o meno acida o basica. Anche i nitriti vengono trasformati dai batteri del filtro in nitrati, la
cui pericolosità è di gran lunga minore rispetto agli altri composti. Questo processo si chiama il ciclo dell'azoto. Quindi un acquario con un buon equilibrio e con una buona qualità dell'acqua dovrà immediatamente trasformare l'ammonio/ammmoniaca in nitrati e renderli assenti alla rilevazione con il test. Per questo c'è bisogno di avere un filtro efficiente, con
cannolicchi porosi, spugne e lana filtrante che abbia abbastanza
superficie su cui possano insediarsi le colonie batteriche utili.
I nitrati, così come i fosfati che sono un altro prodotto del metabolismo
dell'acquario, vengono facilmente eliminati con i cambi d'acqua e con
l'assorbimento da parte di piante sane e in condizioni ideali di valori
dell'acqua e di illuminazione. I cambi d'acqua sono indispensabili per
mantenere nel tempo una buona condizione igienica dell' acqua, così
come la sifonatura del fondo. Cambi d'acqua parziali del 10 / 30% la
settimana con altra avente la stessa durezza e temperatura con un
contemporaneo sifonamento del fondo sono la premessa per avere
un acqua sana e prevenire infestazioni algali e malattie varie. Fare il
cambio d'acqua equivale ad aprire la finestra in una stanza chiusa.
Nitrati alti d'altro canto rallentano e poi bloccano la crescita
e quindi l'assimilazione dei vari nutrienti contenuti nell'acqua
da parte delle piante a partire dai 40/50 mg/l. Una concentrazione
ideali di nitrati non dovrebbe superare i 12 mg/l. Nitrati e fosfati alti sono la via migliore per avere alghe indesiderate in acquario, perchè anche i fosfati ostacolano la crescita e l'assorbimento da parte delle piante: le sostanze
nutritive così non assorbite dalle piante saranno pronte per
essere utilizzate dalle alghe. Infatti a partire da una concentrazione di fosfati di 0,5 mg/l l'assunzione di ferro e zinco da parte delle piante viene impedita, in pratica le sostanze di cui hanno bisogno le piante ci sono nell'acqua, ma esse non possono utilizzarle. Per evitare proliferazioni algali sarebbe meglio che i fosfati non superassero lo 0,1 mg/l. Le piante per vivere hanno bisogno di avere una concentrazione costante nell'acqua di 0,1 / 0,2 mg/l di ferro che possano utilizzare. Le piante hanno bisogno anche e prima di tutto di anidride carbonica per poter svolgere la fotosintesi clorofilliana e produrre l'ossigeno di cui hanno bisogno i pesci e i batteri del filtro per vivere. Per questo si arricchisce l'acqua di anidride carbonica tramite appositi impianti di co2, in modo che le piante crescano meglio e più in fretta e assorbano i nutrienti in maniera ottimale, dato che l'anidride carbonica prodotta dalla respiazione dei pesci di solito non basta per far avere alle piante funzioni normali e
specialmente con specie di piante più esigenti. La concentrazione di co2 nell'acqua può andar bene dai 10 ai 30 mg/l. La co2 ha il beneficio di abbassare anche il ph, mentre l'ossigeno ha la capacità di aumentarlo. Il valore ph è influenzabile in maniera notevole dalla quantità di co2 disciolta nell'acqua e dal valore di kh che, come detto, ha la funzione di tampone del ph, e dal tasso di ossigeno presente nell'acqua. Dall'equilibrio costante
di questi fattori si avrà la stabilità del ph. In linea generale più è basso il kh e più basso sarà il ph; come più è alto il kh e maggiore sarà il ph. Con kh basso il ph sarà soggetto ad avere più sbalzi: sarà più
facilmente modificabile sia dalla co2 e scenderà ulteriormente con
poca co2, come ci vorrà relativamente poco ossigeno in più per
farlo salire. Invece con kh alto ci vorrà molta più co2 per far scendere il ph e
molto più ossigeno per farlo salire ulteriormente.
Anche gli acidi umici contenuti nella torba hanno come il kh un
effetto tampone, infatti nelle vasche dedicate a certe specie di
pesci esigenti che richiedono un'acqua particolarmente tenera e
acida si risolve il problema dell' instabilità potenziale del ph
proprio con l'uso stabilizzante della torba. La torba con i suoi acidi umici ha inoltre il vantaggio di abbassare la carica di germi presente in acquario. In natura i pesci si trovano in condizioni di valori ideali e stabili, e i germi presenti nelle acqua naturali sono minimi. Invece negli acquari è presente
spesso una quantità di germi superiore di 5 o 6 volte a quella degli
ambienti naturali. Questo fatto pregiudica notevolmente la qualità
dell'acqua, che più è buona quanto meno germi avrà.
Molti germi ostacolano la riproduzione dei pesci allevati e li
rendono più facile preda di malattie perchè, così come succede
quando si espongono i pesci a valori inadatti a loro e a sbalzi di
valori, si indeboliscono e perdono le difese immunitarie. Per
questo motivo è bene lavarsi sempre le mani prima di toccare l'acqua
dell'acquario. Per avere una buona qualità dell'acqua inoltre è bene non
sovraffollare la vasca, in modo che i pesci non producano troppo
inquinamento organico che equivale ad avere un alto inquinamento
da germi, da fosfati e da nitrati, tutte cose che meno ce n'è e
meglio sarà. Anche le somministrazioni di cibo dovranno essere
adeguate e non sovrabbondanti. E 'opportuno provvedere a una notevole e sana vegetazione acquatica, che influenzerà in maniera benefica l'equilibrio della nostra vasca. Le piante infatti non solo assorbono le sostanze
di rifiuto come nitrati e fosfati che servono per la loro crescita,
ma aiutano a tenere bassa la carica di germi e rilasciano
sostanze colloidali importantissime che permettono ai batteri di
insediarsi nel filtro. L'acqua del rubinetto così com'è non è adatta ad essere usata per l'acquario. Infatti viene aggiunto il cloro per disinfettarla e
per renderla potabile. Ma quello che va bene per noi spesso è
letale per i piccoli esseri quali i nostri pesci. Il cloro e i metalli
pesanti quali rame, zinco, piombo, ecc. rilasciati dalle tubature
che sono contenuti nell'acqua del rubinetto rovinano la pelle, mucose e branchie dei pesci: bisogna utilizzare il "biocondizionatore",
che lega queste sostanze e le elimina così dall'acqua rendendola
innocua e adatta ad essere messa dentro l'acquario. All'acqua
poi bisognerà aggiungere quei batteri depuranti che una volta
insediati nel filtro renderanno l'acqua sempre pulita. Serviranno
anche altri oligoelementi di cui l'acqua del rubinetto è spesso
carente e che servono sia alle piante che ai pesci, così come
la somministrazione di vitamine rinforzerà i pesci e contribuirà
in modo positivo a tutto l'equilibrio che si è creato.
Cosa si fa quando un pesce si ammala nonostante le nostre cure? Prima di tutto si cerca di prevenire, mettendo i pesci con valori
sempre idonei e evitando gli sbalzi di valori, poi se per altre cause
esterne un pesce dovesse ammalarsi allora si interviene sempre
dall'acqua: si utilizza un preparato medicinale da mischiare
all'acqua dell'acquario che disinfetterà la vasca e i pesci. Dopo
che la sostanza ha svolto il proprio compito bisogna però toglierla
dall'acquario con un filtraggio attraverso carbone attivo perchè
si tratta comunque di sostanze tossiche e il cui utilizzo deve
seguire certe norme per evitare che facciano più bene che male.
Tutto infatti dipende dalla concentrazione di queste sostanze, che
risulteranno letali per i parassiti a un certo tasso e quindi saranno
benefiche, ma in dosi sopraelevate risulteranno molto tossiche
anche per i pesci stessi. L'utilizzo del carbone attivo è consigliato per brevi periodi ogni qualvolta bisogna togliere dall'acqua medicinali ma non è adatto
ad essere usato perennemente: una volta che ha pulito l'acqua si
toglie e si butta via perchè assorbe anche le sostanze utili
dell'acqua dell'acquario, inoltre dopo un certo periodo di tempo
potrebbe anche rilasciare di nuovo tutte le sostanze che ha
assorbito. Come si fa quando l'acqua che esce dal nostro rubinetto non ha le
caratteristiche di gh e kh richieste dai pesci che vogliamo allevare?
Se per caso è troppo dura? Allora si può tagliare l'acqua del rubinetto con quella di osmosi che è ottenuta dal passaggio dell'acqua del rubinetto attraverso una membrana che la priva di tutte le sostanze che contiene e ha
un kh e gh prossimi allo 0. La proporzione di acqua di rubinetto
e di osmosi da usare dipenderà dall'acqua di partenza del nostro
rubinetto e da quella che vorremmo ottenere.E se invece l'acqua del rubinetto è troppo bassa per i pesci che vorremmo? Allora si integrano all'acqua i sali generatori di durezza per acquario. Se invece nell'acqua del nostro rubinetto ci sono già troppe sostanze inquinanti, quali ammoniaca, nitriti, nitrati e fosfati allora basta usare tutta acqua di osmosi, che è priva
anche di queste sostanze, aggiungendovi i sali generatori di
durezza in quantità tale da avere il gh e il kh delle specie di pesci e piante da noi ospitate. Dalla cura dell'acqua possiamo ottenere quello che vogliamo.

 
 

  

 

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