Acquacoltura

Acquaponica e come realizzare un impianto

Acquaponica - impianto

Si tratta di un'applicazione pratica nata una ventina d'anni fa, un ibrido che coniuga l'acquacoltura, ovvero l'allevamento ittico, e l'idroponica, ovvero la coltivazione di piante in acqua.
L'acquaponica rende inutili il filtro per l'acqua e il fertilizzante per la piante, trasformando l'impianto in un mini-ecosistema autosufficiente in cui i rifiuti vengono riciclati dalle radici, che filtrano così al contempo l'acqua.
Sebbene le tecniche del no soil e dell'allevamento ittico siano molto antiche, la combinazione dei due è recente e si può far risalire ai primi anni '70.
Studiata in ogni parte del mondo, interessa soprattutto per l'abbattimento di spazi e costi, per la produzione ridottissima di rifiuti comunque organici. Attività ideale nelle scuole, offre spunti educativi permettendo di chiarire il concetto di circolo biologico e di sinergia tra organismi viventi.
Il connubio naturale che lega piante, pesci e acqua è evidente e lampante, e stupisce che la relazione sia stata sfruttata e approfondita relativamente tardi.
I pesci necessitano di un ambiente pulito e ben ossigenato, e di un nutrimento adeguato.
Producono rifiuti solidi e liquidi, che se lasciati accumulare senza un adeguato filtraggio inquinano irrimediabilmente l'ambiente uccidendo gli ospiti.
Nel nostro sistema i rifiuti organici in questione vengono attaccati dai batteri nitrificanti.
Le piante assorbono ammonio e nitrato durante il processo di assimilazione, dopo il quale sono convertiti in molecole organiche contenenti azoto.
Quando i nutrienti a base di azoto hanno svolto la loro funzione, batteri decompositori specializzati iniziano un processo noto come denitrificazione.
Per dirla con parole semplici, durante il processo le piante possono assorbire gli elementi di cui hanno bisogno, eliminando al contempo l'inquinamento e garantendo un ambiente sano per i pesci.

Commercialmente parlando, l'acquaponica resta una nicchia marginale ma in grande sviluppo.

Nelle Isole Vergini un gruppo di ricercatori ha sviluppato un progetto per importare questa tecnica soprattutto negli arcipelaghi dove la maggior parte dei prodotti agricoli devono essere importati e il pescato è in calo.
L'università di Davis in California lavora al riadattamento del concetto di "family farm" (fattoria familiare) prevedendo l'utilizzo dell'acquaponica in ambiente domestico a scopo ludico, educativo, decorativo e per produrre biologicamente su scala medio piccola .

Cosa serve per iniziare?

- Una vasca per i pesci e un supporto per le piante

- Batteri per decomporre i rifiuti dei pesci

- Un filtro per ospitare i batteri e areare la vasca

- Pesci e cibo per i pesci

- Piante

- Regolatori del pH e test, supplementi micro e macro elementi, per supplire ad eventuali carenze nutritive.

- Attrezzatura per piante e pesci

Per procurarsi la vasca, i batteri e il filtro per ospitarli ci si può rivolgere ad un negozio di articoli per animali o di prodotti per acquari. I batteri in effetti si sviluppano naturalmente all'interno di questo mini-ecosistema in circa 3 settimane, ma per non correre rischi e non far girare a vuoto il tutto per così tanto tempo vale la pena investire nel loro acquisto, anche considerando che il loro numero può variare e potrebbe essere utile averne a portata di supplementari.
Per quel che concerne l'impianto idroponico, è possibile scegliere la tipologia che più ci aggrada: NFT per una crescita più lenta e "soft" o aero-idroponico per risultati dinamici ed esplosivi, ad esempio.
L'ossigenazione in questo contesto assume un'importanza essenziale per il corretto sviluppo degli ospiti.
Gli altri fattori determinanti per una buona riuscita non si discostano molto da quelli tradizionali che si rispettano all'interno delle growroom: temperatura adeguata, pulizia, buona ventilazione.
Il sistema idroponico va semplicemente posizionato sopra all'acquario e dotato di una pompa per creare ricircolo d'acqua.

Pesci
Ci sono diverse specie adatte tra cui è possibile scegliere.
E' essenziale che si tratti di pesci d'acqua fredda e non tropicali, non amando le piante l'acqua salmastra o salata.
Si possono acquistare tutti della stessa specie o diversi fra loro, accertatevi soltanto al momento dell'acquisto che siano razze compatibili e adatte alle dimensioni e alla temperatura previste.
Nelle serre abbiamo scelto le carpe koi, un pesce di origine giapponese molto forte, che sopporta bene variazioni ambientali. Si tratta di animali belli, colorati, economici; sebbene in natura raggiungano dimensioni considerevoli non crescono molto se tenuti in acquario.

Piante
Virtualmente si può optare per qualunque tipo di pianta.

Se si tratta di un impianto commerciale è preferibile una specie che prosperi in ambienti ricchi di azoto, come la lattuga, o le erbe aromatiche.

Infatti, è il cibo somministrato ai pesci a determinare il tipo di fertilizzazione delle piante, e non ne esistono in commercio con quantità di NPK diverse fra cui scegliere.

Se si tratta però di una coltivazione amatoriale, ci si può avventurare nella scelta delle piante a seconda del gusto personale: decorative, commestibili, medicinali, aromatiche eccetera.

L'importante è mantenere un rapporto equilibrato fra il numero dei pesci e quello delle piante per garantire un ambiente salubre, evitando tossicità e deficienze.

Il nutrimento dei pesci è un elemento importante: deve essere di buona qualità e bisogna verificare che i pesci lo consumino tutto e non rimangano avanzi a decomporsi nell'acquario.

Il cibo migliore sono i pesciolini vivi. La maggior parte dei pesci si nutrono di altri pesci: si tratta di un nutrimento molto ricco e sano, che costringe gli ospiti dell'acquario ad inseguire e catturare la preda, un esercizio che lo mantiene sano e che riproduce lo stile di vita naturale.

E' possibile anche produrre in casa un alimento bilanciato seguendo le indicazioni del rivenditore; per chi desidera un raccolto 100% organico questa è senz'altro la scelta migliore.


Qualunque sia la dieta seguita dai pesci è comunque possibile che si presenti una carenza nutrizionale. Abbastanza comune è la deficienza di Ferro, a cui si può supplire aggiungendo ogni 2 o 3 settimane poche gocce di Bio Essentials (mix di micro e macro elementi che fornisce una miscela di chelati di ferro).

Tanto basta per un rigoglioso raccolto.

Come iniziare?

Innanzitutto l'acquario:

- Per il benessere dei pesci è bene mettere del ghiaietto per acquari ben pulito sul fondo.


- Riempire lentamente la vasca con acqua del rubinetto avendo l'accortezza di mettere un foglio di plastica sulla sabbia del fondale e una ciotola sulla plastica: così la ghiaia resterà al suo posto.

- Attivare il filtro e lasciarlo girare 24 ore per dare tempo al cloro di evaporare (se non volete aspettare comprate l'apposito prodotto nel negozio dove avete acquistato i pesci).


- Importante: prima di introdurre gli ospiti stabilizzate il livello del pH a 7, mediando tra l'ambiente acido di 6.5 richiesto dalle piante e quello lievemente basico preferito dai pesci (7.5).

Questa operazione richiede l'utilizzo del tester pH e di regolatori di buona marca, noi utilizziamo la formula in polvere GHE pH Down.

Vale la pena di notare che in idroponica l'acqua è solitamente acida (5 - 6.5), perché è con questi valore che le piante assimilano al meglio i sali minerali. Con valori più alti si ha un abbassamento della capacità di assorbimento radicale, è per questo che è raccomandata l'integrazione tramite appositi prodotti.

- Aggiungere i batteri: due terzi nel filtro, un terzo direttamente sulla ghiaia.

- Inserite i pesci, avendo l'accortezza di scegliere esemplari giovani capaci di adattarsi al meglio.

Se li avete portati a casa come si usa solitamente in buste di plastica è buona norma lasciarli circa mezz'ora nei rispettivi sacchetti posti in ammollo nell'acquario, in modo che possano gradualmente adattarsi alla nuova temperatura e avere uno choc minore.

- Adesso si possono porre sulla vasca i supporti per le piante, fissandoli saldamente.

- A questo punto si attendono 2 - 3 giorni, perché i pesci inizino a produrre rifiuti e i batteri li trasformino in fertilizzante, poi si introducono le piante.

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